Autore:
Emanuele Colombo e Marco Rocca

SPORTIVE A CONFRONTO Eccola, finalmente! La Alpine A110 Premiere Edition, erede della coupé francese che ha fatto la storia dei rally fra gli anni 60 e 70, si lancia nella mischia e sfida le coupé sportive di riferimento. Per capire quanto vale l'abbiamo messa a confronto con l’Alfa Romeo 4C Competizione, un pezzo di stile, manifattura e tecnologia tutta italiana, e con la tedesca Porsche 718 Cayman: punto di riferimento della categoria con la sua costruzione da prima della classe.

HANNO MOLTO IN COMUNE Tutte quante hanno motore centrale, trazione posteriore, cambio automatico a doppia frizione e – ca va sans dire – controlli di stabilità disattivabili. Ma tra la più leggera e la più pesante ballano più di tre quintali e le differenze non mancano. Quali effetti avranno sul feeling di guida, sulle prestazioni e sulla capacità di adattarsi ai vari tipi di percorso?

I NUMERI DELLA FRANCESE Parlando della Alpine, 1.103 kg in ordine di marcia per 252 cavalli e 320 Nm – quelli del milleotto turbo della Megane RS – promettono emozioni d'altri tempi. E permettono uno 0-100 in appena 4,5 secondi, con una punta massima di 250 all'ora.

AL VOLANTE DELLA ALPINE La sensazione di leggerezza è inebriante perché si traduce in reazioni istantanee e in un senso di connessione intima con la meccanica. In questo, assetto e telaio hanno un gran... peso, scusate il gioco di parole.

RISPOSTE SCHIETTE Le sospensioni a doppio triangolo mantengono il battistrada ben piatto sull'asfalto in curva nonostante un assetto non troppo duro: comfort di buon livello e precisione degna di un rasoio, insomma, senza bisogno di ammortizzatori adattivi. Per risposte schiette dal sapore antico.

LA MAGIA DELL'ALPINE È questa la magia della Alpine A110, che fa dell'armonia la sua carta vincente. Lo sterzo è leggero e preciso; l'assetto è sensibile al tiro-rilascio, ma fluido nel chiudere le curve. E il motore risponde senza pigrizia anche alle basse velocità.

LEVE FISSE Il suono allo scarico pieno e metallico, accompagnato dal sibilo della turbina in abitacolo. Il tutto condito da un cambio Getrag a doppia frizione a 7 rapporti che merita solo lodi, non fosse altro per i comandi solidali al piantone di sterzo e non sulle razze del volante: facili da trovare anche a volante girato.

AUTOBLOCCANTE ELETTRONICO Difetti? Manca il differenziale autobloccante meccanico, rimpiazzato dal consueto giochetto elettronico con le pinze dei freni, ma anche l'Alfa e sua maestà McLaren, su alcuni modelli, fanno così...

A BORDO DELL'ALFA Alla leggiadria della francesina, l'italiana Alfa Romeo 4C Competizione risponde con un mix di sensazioni davvero forti. Ti cali nel suo abitacolo rasoterra ed è subito batticuore.

BOMBARDAMENTO SENSORIALE È così rigida che quasi sussulta passando sulle strisce pedonali ed è ben poco filtrata. Tanto che pure i sassolini contro il sottoscocca diventano parte della colonna sonora. Il sound del motore? È un rombo vibrante, a cui fanno coro il soffio della turbina e gli sbuffi della wastegate in abitacolo.

NATA PER LA PISTA Lo sterzo – unico senza servo – è sensibile in rettilineo, per indurirsi tanto in curva all'aumentare della velocità. E dove la Alpine fila dritta, copiando le sconnessioni dell’asfalto, la 4C richiede più correzioni: si sente che è nata per la pista.

DA SCOPRIRE POCO A POCO I pedali sono incernierati in basso, con il freno fermo sotto il piede come negli impianti racing e chi non ci è abituato dovrà prenderci le misure. La tenuta di strada è sorprendente, ma l'assetto sensibile alle imperfezioni del fondo consiglia di guidare pulito e avvicinare il limite per gradi.

GUIDA FISICA Il motore? Complice un quintale in meno da spingere rispetto all'Alpine, permette all'Alfa uno 0-100 km/h in 4,5 secondi e una punta di 258 all'ora, pur con “soli” 240 cavalli e 350 Nm di coppia. Eppure questi numeri passano in secondo piano rispetto alla ciclistica, che fa della guida un esercizio di forza e destrezza un po' alla Nuvolari. I difetti della 4C? Sono anche i suoi pregi: l'Alfa è una sportiva dura e pura, prendere o lasciare.

AL VOLANTE DELLA CAYMAN La Porsche 718 Cayman è di tutt'altra pasta. Ti coccola fin dal primo istante con dotazioni, finiture e comfort da salotto buono. Ma senza rinunciare a un temperamento da vera purosangue, capace di esprimere nella guida una gamma di sfumature inarrivabile.

CHE ALLUNGO! Alle spalle del pilota scalpita un 4 cilindri boxer 2.0 litri turbo con 300 CV e 380 Nm di coppia per uno 0-100 in 4,7” e 275 km/h di punta massima. Con queste credenziali i 1.365 kg di peso non impensieriscono di certo. Ha una schiena poderosa e quanto a prontezza e allungo sembra un aspirato: non molla fino a 7.500 giri, mille più delle rivali, e la voce è degna di un cantante d'opera.

ARMA TOTALE Tutti i comandi hanno sensibilità e peso perfettamente calibrati, mentre l'assetto mi dà una precisione e una solidità assolute, per un comportamento tanto sincero che posso tenere giù dove con le altre il buonsenso consiglia di rallentare. Se la Alpine asseconda bene l'asfalto irregolare, la Porsche lo copia con precisione tutta tedesca, mantenendo sempre una compostezza esemplare. L'ideale per andare sempre all'attacco.

QUESTIONE DI VOCE Il limite in curva è davvero elevato e ogni sbavatura è controllabile, grazie ai pesi ben distribuiti e all’efficacissimo torque vectoring (un optional da 1.342 euro). Difetti? Qualche porschista nostalgico potrebbe rimpiangere il vecchio 6 cilindri boxer, ma nei fatti il nuovo 4 cilindri è una cannonata, anche se la voce non è più quella della sorellona 911.

ALZIAMO L'ASTICELLA Giunti a questo punto non è ancora chiaro chi vince: troppo diverse le personalità delle tre rivali. Per questo spostiamo il confronto su design, dotazioni e prezzi, partendo di nuovo dalla Alpine. La quale ha linee morbide, dimensioni compatte, quei 4 fari e le nervature sul cofano che ne fanno una magistrale reinterpretazione della sua antenata, campionessa del mondo Rally nel '73.

ALTI E BASSI Quanto a dotazioni, questa Premiere Edition è decisamente ricca: da bava alla bocca i sedili Sabelt che pesano appena 13 kg l’uno. Contrasta, però, qualche dettaglio della grande serie Renault. Come la chiave – mascherata con una custodia in pelle – e i comandi al volante per lo stereo.

EQUIPAGGIAMENTO ESSENZIALE Per il resto c'è il necessario: strumentazione completamente digitale all'ultima moda (ma dagli sfondi un po' in stile videogame), climatizzatore, infotainment con schermo da 7 pollici, sensori di parcheggio, cruise control e impianto audio Focal a 4 altoparlanti. Tre le modalità di guida: Normal, Sport e Track, con ESP disattivabile. Il tutto per 60.000 euro tondi. E scusate se è poco.

UNA VERA SUPERCAR Rispetto alla francese, la 4C ha un'impostazione più estrema e guardando la monoscocca in fibra di carbonio, con il brancardo largo una spanna e la vasca rastremata, la somiglianza con la Ferrari F40 è impressionante. E chi se ne frega se il muso vicinissimo al suolo tocca sui dissuasori, se in retromarcia vedo poco, se in manovra la frizione attacca brusca e se la presa USB è un cavetto volante infilato in una tasca del cruscotto: l'Alfa offre di serie secchiate di adrenalina.

DOTAZIONE SPARTANA L’allestimento Competizione – l’unico in listino – aggiunge al pacchetto tanti particolari in carbonio e lo scarico centrale Akrapovic in titanio. La dotazione esalta la leggerezza: c'è il quadro strumenti digitale, il climatizzatore (manuale) e un'autoradio in stile anni 90 di marca... Alpine! Il prezzo è esclusivo, 74.600 euro, ma la Competizione è in edizione limitata a 108 esemplari. Praticamente una fuoriserie.

COME TU LA VUOI Forse meno sexy delle rivali, la Cayman punta su sobrietà ed eleganza, e non ha bisogno di citazioni per dimostrare quanto vale. Ha dalla sua la proverbiale qualità Porsche e quanto a dotazioni – tra equipaggiamento di serie e optional – vince a mani basse.

HA PIÙ BAGAGLIAIO Può avere freni carboceramici, assetto a controllo elettronico e 6 diversi tipi di sedili. E naturalmente il cruise control con funzione stop&go, il sensore angolo cieco e la retrocamera. Tutte cose che le altre si sognano. Senza contare la praticità dei suoi due ampi vani bagagli per 334 litri totali contro i 195 litri della Alpine e i 110 litri dell'Alfa: roba da bauletto dello scooter.

PREZZO... VARIABILE Il prezzo di questo esemplare è di circa 88.000 euro, ma senza PDK, scarico sportivo, torque vectoring, assetto elettronico e pack Sport Chrono – per una guida ancora più dinamica – si ottiene il prezzo più basso del gruppo (55.237 euro, al momento di realizzare la comparativa, rialzato a 58.134,50 poche settimane dopo). The winner is...


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