Autore:
Francesca Mondani

BATTAGLIA IN VISTA I 21 piloti della MotoGP si sono già lasciati alle spalle i 4.448 metri del circuito di Phillip Island dove si sono tenuti i penultimi test pre-stagione. Alla luce dei risultati di questa sessione di prove, il Campionato 2016 si prospetta ancora più interessante: sarà stata colpa del finale al cardiopalma dell’ultimo Mondiale, ma la competitività si è accesa anche in chi finora si era tenuto abbastanza ai margini della battaglia e che adesso ha deciso di provare a buttarsi nella mischia. Di certo, comunque, per ora c’è soltanto l’assoluta mancanza di certezze.

1° GIORNO: In questo senso, fin dal primo giorno l’isola australiana si è dimostrata il setting perfetto per gustosi colpi di scena: un cielo denso di nubi ha riversato in pista un fiume d’acqua costringendo i piloti ad aspettare nei box un bel po’ prima di poter salire in sella alle proprie moto. Cessata la tempesta, il primo ad affrontare il circuito è stato Daniel Pedrosa, seguito a ruota dalle Honda Open di Rabat (Estrella Galicia 0,0 Marc VDS) e Crutchlow (LCR Honda). Pur nell’incapacità di entrare in simbiosi completa con le moto, i piloti hanno sfruttato le condizioni meteo avverse come banco di prova per i nuovi pneumatici Michelin e per la centralina Magneti Marelli. Anche Lorenzo, Marquez e Rossi si sono avventurati nella pioggia: se il primo è quello che ha percorso il maggior numero di giri su bagnato (22), il miglior crono è invece arrivato, a sorpresa, da un agguerrito Danilo Petrucci, che ha registrato 1'31.764. Ottimi risultati anche per Maverick Viñales (team Suzuki Ecstar), assestatosi su un 1'32.483 alla fine della prima giornata di prove MotoGP Australia.

YAMAHA O NON YAMAHA, QUESTO È IL PROBLEMA Per ritrovare Marquez e Lorenzo bisogna scavare invece fino alla 12^ e 16^ posizione: i due piloti, però, non hanno mai corso sull’asciutto. Sesto invece Rossi, che sulla moto non ha portato solo le nuvole australiane ma anche le sue interiori: il neo 37enne, infatti, ha un contratto in scadenza e un “pensionamento” che si prospetta sempre più concreto. Gli resta da capire se tentarla in MotoGP per altri due anni, sempre in Yamaha, o se virare verso altri lidi (ad esempio la Superbike); l’ultima parola, però, spetterà al Campione del Mondo in carica: per lui per la stagione 2017 è attualmente in ballo anche l’opzione Ducati (magari a fianco di Casey Stoner?).

2° GIORNO: VIÑALES IN, PETRUCCI OUT Il secondo giorno di prove a Phillip Island ha messo in luce un Viñales inesorabile, che con il suo 1’29”131 ha preceduto, nell’ordine, Marc Marquez, Jorge Lorenzo e Valentino Rossi. Se la Suzuki numero 25 è risultata in netta crescita rispetto al Day 1, Danilo Petrucci non è stato altrettanto bravo a riconfermare le performance della giornata di prove precedente, chiudendo in 14^ posizione con oltre 1” di ritardo da Viñales. La sua escalation in negativo ha avuto però il suo peggior momento nel terzo giorno di prove, quando è caduto dalla moto procurandosi una frattura scomposta alla mano destra. Operato di corsa, dalla terra dei canguri il Petrux ha twittato assicurando che, nonostante la mano bionica, sarà presente ai test di Losail, in Qatar, dal 2 al 4 marzo.

3° GIORNO: RITORNI E CONFERME Il sipario di Phillip Island cala su un Marquez gongolante (miglior tempo con 1’29.158) in sella alla sua nuova Honda RC213V, seguito da vicino dal connazionale suzukista Viñales e da Crutchlow. Pioggia, nuovi pneumatici ed elettronica non sono stati buoni alleati di tutti i piloti, fra cui ben dieci hanno visto troppo da vicino l’asfalto: oltre al già menzionato Petrucci, anche Lorenzo, Miller, Laverty, Smith, Crutchlow, Viñales, i due Espargaró e Rabat sono scivolati sul bagnato. Feeling migliorato per i ducatisti, fra i quali il dato più significativo è quello di Loris Baz (Avintia Racing) che è riuscito a segnare uno dei migliori tempi sulla sua Open. Rossi (5° crono) dopo questa tre giorni ha deliberato: inizierà il Mondiale 2016 utilizzando la configurazione della M1 più simile alla moto usata nel 2015. Quanto alla rivalità con Marquez, entrambi i piloti rimangano barricati sulle proprie posizioni, con Livio Suppo a svolgere (finora con scarsi risultati) il ruolo di paciere.

PROSSIMO APPUNTAMENTO L’ultima data utile per il ripasso prima degli esami è il 2 di marzo: in questo giorno prenderanno via gli ultimi test pre-stagione nella stessa cornice che ospiterà il GP inaugurale della stagione, quello del Qatar (18-20 marzo). Considerando che chi partecipa ai test lo fa spesso con altri obiettivi in mente rispetto a quello di simulare semplicemente il passo di gara, è prematuro avventurarsi in pronostici sul Campionato: la gara del 20 marzo ci chiarirà finalmente chi saranno i veri protagonisti delle battaglie del 2016.


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