Autore:
Giulio Scrinzi

STAGIONE DIFFICILE Il 2017 del team Yamaha Movistar è iniziato in un modo e finito in un altro: sempre in testa nei test ufficiali pre-Campionato, Maverick Vinales ha poi subito dettato legge nelle prime gare della stagione centrando due splendide vittorie nel round inaugurale del Qatar e in quello successivo in Argentina. In seguito però, qualcosa è cambiato: la Yamaha, che sembrava aver ritrovato la competitività che serviva per rimanere in testa al Mondiale, è stata riacciuffata dai fantasmi del suo passato, manifestando una serie di problemi che, alla fine, l'hanno fatta desistere contro il prepotente ritorno della Honda e del suo pupillo, Marc Marquez.

DI CHI È LA COLPA? Una situazione difficile, come ha affermato il numero 1 del team Movistar, Lin Jarvis, in un'intervista esclusiva alla Gazzetta dello Sport: “I problemi sono iniziati prima di Le Mans. A Jerez la prima avvisaglia: lì nel 2016 Valentino aveva dominato, è stata una grande sorpresa vedere quanto abbiamo faticato. La cosa si è ripetuta a Barcellona, altra pista tradizionalmente buona. E ci siamo resi conto di avere problemi su piste con poco grip. La colpa? Michelin ha ribadito che non è cambiata la costruzione del pneumatico posteriore, ma noi abbiamo avvertito qualcosa di diverso. Durante la stagione abbiamo provato tanti telai. Conoscevamo i pro e i contro di quello 2016 e abbiamo fatto uno sviluppo per migliorare la vita delle gomme. Ma alla fine non è servito a nulla”.

QUESTIONE ROSSI... Al momento, infatti, il reparto corse ufficiale di Iwata deve ancora trovare la direzione giusta per mettere una pezza definitiva ai problemi di usura alla gomma posteriore che attanaglia la sua quattro cilindri. Palesi i tentativi di comparazione tra i vari telai effettuati negli scorsi test di Valencia, nei quali il responso... è stato rimandato alle prossime prove di Sepang di inizio 2018. Insomma, una situazione che lascia l'amaro in bocca, soprattutto per un Valentino Rossi che, recentemente, ha sostenuto di aver paura di appendere il casco al chiodo.La mia vita ruota attorno alla MotoGP , Ho paura di smettere, mi spaventa. Sarà difficile trovare qualcos'altro. Ma non voglio mollare: L'obiettivo è sempre lo stesso: vincere il Mondiale, poi vincere le gare e andare a podio”.

QUALE FUTURO? Da queste parole si capisce che Valentino non è ancora pronto per dire definitivamente basta alla MotoGP, tra l'altro per il fatto che il suo contratto scadrà al termine del 2018 quando, poi, potrà rinnovarlo per un'altra stagione o forse di più. Secondo Lin Jarvis, però, la decisione ultima del Dottore arriverà quando si renderà conto delle vere prestazioni della sua Yamaha.La sua motivazione nel continuare a correre o meno? Dipenderà anche dalle prestazioni della sua moto. In inverno spero di riuscire a parlare con lui per capirne le intenzioni, ma credo che deciderà dopo 3-4 gare. Se dovesse smettere? Saremo preparati e, di sicuro, Zarco sarà uno dei candidati. Mi ha impressionato in pista e fuori. Non era la prima scelta di nessun team, ma ora tanti sono interessati a lui. Il 2018 sarà importante: tranne i piloti di Marc VdS e Crutchlow, tutti saranno liberi e ci saranno sei Case ufficiali delle quali ognuna vorrà almeno un top rider. Noi, invece, siamo i soli con due piloti molto costosi di alto livello, per cui dovremo decidere il da farsi”.


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