Prova
Peugeot Geopolis 400

Peugeot Geopolis 400

Piatto ricco, mi ci ficco. Il mercato chiede scooter di cilindrata media e Peugeot risponde con un nuovo Geopolis anabolizzato. Deriva dai fratelli da un ottavo e un quarto di litro, ma porta in dote alcune soluzione del più grande Satelis.
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Autore:
Michele Losito

COM'È
Con una crescita rispetto ai primi otto mesi del 2006 superiore al 26%, il segmento degli scooter targati con cilindrata compresa tra i 300 e i 500 centimetri cubi sembra il più vivace del mercato. Il perché, è presto detto: mezzi così motorizzati hanno prestazioni brillanti ma non esagerano dal punto di vista dei costi di gestione. Ecco il motivo per cui praticamente tutte le Case costruttrici cercano di avere uno o più modelli in questa fascia di cilindrata.

FAMIGLIA ALLARGATA Dopo aver presentato, pochi mesi fa, le versioni 400 e 500 del Satelis, Peugeot rimpolpa la sua offerta in questo specifico segmento equipaggiando anche il suo ruote alte, con il monocilindrico Piaggio di cilindrata inferiore della famiglia Master. In questo modo la gamma di scooter della Casa transalpina diventa tra le più complete, dato che di entrambi i modelli - ruote alte e ruote basse - può offrire quasi tutte le cilindrate più richieste: 125, 250, 400 e 500.
IN INCOGNITO
Il trapianto del motore italiano sulla meccanica del conosciuto Geopolis non ha portato alcuna modifica all'apprezzata linea di questo scooter a ruote alte. Per riconoscerlo, infatti, si può contare solo sulla scritta "400" applicata ai lati dello scudo anteriore, per i profili protettivi ai lati dello scudo posteriore e - per i più attenti - guardando il carter della trasmissione o la gomma posteriore, che su questo modello è una sostanziosa 150/70-14". Per il resto, il Geopolis è assolutamente identico ai modelli di cilindrata inferiore.


BALLO LISCIO
Sotto le plastiche note, però, le modifiche apportate per far sopportare al telaio la maggior potenza del propulsore non sono di poco conto. Nei punti di maggior sollecitazione del telaio, infatti, sono stati introdotti alcuni rinforzi ad hoc, mentre anche qui viene utilizzato il sistema D-S-L di ancoraggio del motore al telaio, lo stesso introdotto sui Satelis 400 e 500. In pratica, questo sistema brevettato è in grado di smorzare le oscillazioni trasversali e le vibrazioni verticali del gruppo motore/trasmissione tramite punti di ancoraggio specifici e dotati di particolari boccole in gomma, contribuendo così ad avere un comfort di viaggio superiore e una notevole precisione di guida.

MECCANICA COLLAUDATA Il resto della ciclistica rimane quella in dotazione dei Geopolis di minor cubatura. Perciò, all'avantreno è montata una forcella con steli da 37 mm di diametro, mentre al posteriore lavora una coppia di ammortizzatori regolabili su quattro posizioni in precarico. L'impianto frenante, inoltre, utilizza una coppia di dischi (263 mm davanti e 240 dietro) che possono essere affiancati dal sistema ABS/PBS e dalla frenata integrale. Invariate anche le misure delle ruote, che confermano l'accoppiata 16" e 14", con la sola variante della sezione maggiorata del pneumatico posteriore.


CAVALLI SOBRI
Il motore appartiene, come detto, alla banca organi del gruppo Piaggio ed è lo stesso montato, per esempio, sul Beverly 400. In edizione francofona è capace di esprimere 32,6 cv a 7.250 giri, con una coppia di 38,1 Nm a 5.250. Prestazioni vicine a quelle della versione italiana, quindi, e che ribadiscono la bontà del progetto Master. Il motore è, ovviamente, omologato Euro3 per le emissioni di scarico e, a detta degli uomini Peugeot, è capace di spingere il Geopolis fino ai 155 km/h di velocità massima, consumando solo 4,5 litri per 100 km nell'uso misto e garantendo un'autonomia di circa 300 km con un pieno di 13,5 litri.

UNA POLTRONA PER DUE Caratteristica saliente del Geopolis è però l'elevato livello di comfort offerto a chi è in sella e al suo passeggero. Una comodità fatta di sospensioni morbide, di una buona protezione aerodinamica e di una sella spaziosa, anche se leggermente troppo alta da terra (805 mm). Non mancano, poi, tutta una serie di piccole attenzioni capaci di rendere questo scooter un mezzo decisamente completo. È il caso dei potenti fari anteriori con lampade di derivazione automobilistica, dei funzionali specchietti retrovisori asferici e della capienza del vano dietro lo scudo - dotato anche di presa 12 V - e di quello sotto la sella.

TRE PER UNO L'offerta del Geopolis si articola secondo il classico schema a "gradini" di Peugeot. Per cui, al modello base indicato con il nome di Premium, vengono affiancate la versione City - che ha in più la catena antifurto Abus - e la versione Executive, dotata sia di catena antifurto sia del sistema ABS/PBS e degli specchietti asferici. Quattro le colorazioni disponibili: blu star, grigio luxus, nero perlato e rosso vendôme. Piuttosto ampia, infine, la lista degli accessori a pagamento, mentre per quanto riguarda i prezzi si parte dai 4.900 del Premium per arrivare ai 5.500 euro dell'Executive.




PUGNO DI FERRO...
La breve presa di contatto avvenuta sulle tortuose strade dell'entroterra ligure ha messo subito in risalto il riuscito abbinamento tra la ciclistica del Geopolis e i cavalli del motore di 398,9 cc. Lo spunto in accelerazione è piacevolmente brillante, con uno stacco rapido della trasmissione e una progressione molto lineare e corposa fino a velocità autostradali. Oltre questo limite la lancetta del tachimetro sale con meno impeto, ma la punta massima viene comunque raggiunta in uno spazio abbastanza breve.

...IN GUANTO DI VELLUTO Il bello è che queste prestazioni si ottengono senza che venga richiesto al conducente un particolare impegno. Il Geopolis, infatti, appare da subito come uno degli scooter più intuitivi da guidare, grazie ad un equilibrio dinamico notevole e alla qualità delle sospensioni. Queste risultano capaci di garantire un comfort notevole ai passeggeri e allo stesso tempo di contenere le oscillazioni del telaio anche nella guida brillante. Tutto questo permette di tenere un passo più che decoroso anche sulle strade di montagna, sicuri che il Geopolis seguirà senza sbavature i vostri comandi.


STACCA FORTE
In questo quadro sostanzialmente positivo si inseriscono anche le caratteristiche della frenata. Il grosso disco anteriore è piuttosto potente, ma il comando alla leva non trasmette sempre con chiarezza cosa sta accadendo davanti allo scudo. Per questo si finisce per utilizzare molto di più il freno posteriore, questo sì ampiamente modulabile e capace di rallentare lo scooter senza essere troppo incline al bloccaggio. Purtroppo non abbiamo potuto provare la versione dotata di ABS, ma dato che l'impianto è lo stesso montato sul Satelis non credo che il servofreno aiuti ad aumentare la sensibilità sul freno anteriore.


A PASSO DI SWING
Come già accade sul "fratello" a ruote basse Satelis, quindi, l'accoppiata tra il mono Piaggio e il sistema D-S-L (Dual Swinging Linkage) regala un reale vantaggio in termini di precisione di guida e riduzione delle vibrazioni, soprattutto in questa versione di 400 cc. Il propulsore, dal canto suo, alla buona spinta su un ampio arco di giri abbina una piacevole morbidezza di erogazione, ben supportata da una trasmissione dolce e dall'azzeccata rapportatura. È così davvero gustoso impegnare nelle successioni di curve il Geopolis, contando sulla buona precisione dello sterzo, sul grande appoggio offerto dal gommone posteriore e su un'agilità marcata, che sfrutta le dimensioni ridotte in senso trasversale di questo scooter non solo per sgusciare nel traffico, ma anche per avere poca inerzia quando lo si deve indirizzare velocemente tra una curva e l'altra.


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