Prova
Gilera Runner VX 125 2005

Gilera Runner VX 125 2005

Il Gilera Runner si rinnova nel fisico e nello spirito, trovando una nuova estetica accattivante e (finalmente) una guida equilibrata e sincera. Il tutto senza perdere un briciolo della sua sportività. Per ora sarà disponibile nelle sole cilindrate 50 e 125, ma nell'aria c'è già odore di qualcosa di più
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Autore:
Alfredo Verdicchio

COME E' 330 mila pezzi venduti dal 1997 ad oggi sono un bel risultato per quello che da tutti viene considerato lo scooter sportivo per eccellenza e che per Gilera rappresenta il  futuro gioiello su cui puntare. Così ecco che il Runner si rinnova completamente, nell'aspetto con una carrozzeria ridisegnata ed ispirata al maxi scooter di Casa Nexus 500, e nella ciclistica irrigidita di un bel po' per ovviare a quelli che sono gli evidenti limiti strutturali del Runner odierno, soprattutto per le cilindrate più alte come il potente duecento per il quale il Runner non era stato concepito.

E IL 200?

Il nuovo Gilera Runner, invece, nonostante per ora sarà disponibile solo nelle cilindrate 50 (nella versione "SP" a carburatori e PJ ad iniezione diretta) e 125 è stato studiato nell'ottica di poter montare in futuro motori di maggiore cubatura e potenza: del duecento non se n'è parlato, per ora si vuole partire con le cilindrate "classiche", ma tra le righe si è fatto capire che in futuro... mah, chissà, vedremo.

CRESCE L'ABITABILITÀ

Intanto concentriamoci sul nuovo Runner, cosa ha di nuovo? L'estetica tanto per cominciare, che a differenza di tutti i suoi diretti concorrenti (Aprilia SR, Derbi GP1, Piaggio NRG e Yamaha Aerox) abbandona le forme rastremate e compatte in favore di "misure" leggermente più abbondanti per una maggiore abitabilità, ma senza rinunciare a linee aggressive e sparate verso il cielo.

PUNTI IN COMUNE

L'ispirazione al Nexus 500 è palese, ma i segni di parentela tra le due generazioni di Runner non mancano. Il frontale ne è l'esempio lampante, dove spiccano le frecce a filo della carrozzeria e il grosso faro a due elementi non separati (altra differenza con la concorrenza) ereditati dall'odierno Runner, così come la "cravatta" a V che caratterizza da sempre il frontale del Runner.

SEMPRE A SCAVALCO

Non si è persa nemmeno la classica salita in sella a scavalco come sulle moto, solo che questa volta, sotto il tunnel centrale non si nasconde solo il serbatoio, ma anche il nuovo telaio a doppia culla in tubi di acciaio, realizzato proprio per dare maggiore rigidezza alla ciclistica, alla ricerca di maggiore stabilità e precisione di guida.

UN INTEGRALE!

Tutto il posteriore, poi, segue in modo armonico le linee della zona anteriore, copiando ancora di più il design aggressivo del Nexus 500, ma con forme e linee più morbide che, detto tra noi, piacciono molto di più degli spigoli taglienti del maxiscooter Gilera. Belle le maniglie ai lati, così come le pedane a "scomparsa" per il passeggero e la sella comoda per due che sotto nasconde tanto spazio buono anche per un casco integrale. Tanto spazio nonostante la sella si sia abbassata (di 20 mm per i 50 e 40 mm per il 125) le ruote siano cresciute di diametro: 120/70-14" all'anteriore (soluzione che dà maggiore stabilità all'avantreno) e 140/70-13" al posteriore contro le ruote da 12" che monta l'odierno Runner.

ALLA RICERCA DELLA PRECISIONE

Con il nuovo telaio, i tecnici Gilera hanno anche abbassato il baricentro e con lo spostamento del serbatoio nel tunnel centrale, hanno operato un accentramento maggiore delle masse alla ricerca della maggiore maneggevolezza possibile, senza perdere niente delle nuove precisione e stabilità di guida raggiunte.

GAMBE ROBUSTE

Per quanto riguarda il reparto sospensioni, le versioni cinquanta mantengono la forcella a steli rovesciati da 30 mm che già monta il Runner ancora in vendita, mentre la versione motorizzata 125 si è optato per steli tradizionali da 35 mm. Anche al posteriore si differenziano le due cilindrate, con un solo ammortizzatore idraulico per il cinquanta e doppio ammortizzatore regolabile nel precarico molla per il centoventicinque.

SOLUZIONE RACING

Ispirata alle moto sportive anche la strumentazione che si presenta con soluzione mista analogico (per il contagiri in grosso) e digitale (tachimetro, contachilometri totale e parziale, livello benzina, temperatura radiatore e orologio) con una serie di spie a corredo (riserva benzina, indicatori di direzione in funzione, abbaglianti, livello olio motore per la versione 4T, livello olio carburante per le due versioni 2T e, per la sola versione PureJet, il check iniezione).

NIENTE TAMBURO

Per quanto riguarda i freni solo doppio disco per entrambe le cilindrate anche se con misure diverse: 220 mm davanti e 175 mm dietro per le versioni di 50 cc; 240 mm e 220 mm rispettivamente davanti e dietro per il 125. Le pinze freno, però, saranno le stesse, con all'anteriore una pinza a doppio pistoncino per una presa più forte e a pistoncino singolo per il freno dietro.

NON AUMENTANO

Una operazione, questa del rinnovato Runner, che alla Gilera è costata ben tre milioni di euro, ma che non ha portato ad un sostanziale aumento dei prezzi listino: i nuovi Runner saranno in vendita con prezzi quasi invariati, con 2.499 euro per il 50 SP, 2.649 per il 50 PJ e 3.449 euro per il 125 VX (che verrà venduto con il cavalletto laterale di serie, a differenza dei cinquanta per i quali sarà optional). Classiche le colorazioni per tutte e tre le versioni: Rosso Dragon, Nero Carbon e Grigio Stone.

COME VA

Avete presente il Runner di adesso? Ecco, non centra più niente. A Pontedera i tecnici non hanno solo pensato a cucire un bel vestito moderno e spazioso, ma si sono dedicati soprattutto a fare del nuovo Runner uno scooter sportivo bello da guidare, più sicuro e sincero nel suo comportamento dinamico. In poche parole, un vero passo avanti, un nuovo Runner.

SELLA SPAZIOSA

A partire dal comfort. Si sale in sella e ci si rende subito conto che con il "vecchio" Runner il nuovo non ha nulla a che fare: spazioso anche in due, protettivo (lo scudo è più largo e protegge di più le gambe) e comodo di sella, il Runner è leggermente più grande di prima, mantiene il grosso tunnel centrale con le bocchette per l'aria calda (comode in inverno che, un po', scaldano i piedi) che, se da una parte ne limita lo spazio per i piedi lateralmente (le pedane questa volta, però, sono larghe il giusto) dall'altra non crea problemi longitudinalmente. In stile Nexus le pedane per il passeggero, a scomparsa e ben posizionate anche rispetto alla comoda sella che, a differenza del 500 sportivo, non mette il passeggero troppo in alto rispetto a chi guida.

FEELING IMMEDIATO

È nella guida, però, che si sono fatti grandi progressi fluido, rotondo nello scendere il piega, ma anche capace di "spigolare" la traiettoria se necessario, senza mai mettere in difficoltà la nuova ciclistica, molto più rigida della precedente. Se prima il Runner era un fulmine negli ingressi di curva, ma si faticava troppo quando c'era da buttarlo giù in piega, ora il nuovo Runner va giù in scioltezza seguendo le traiettorie scelte senza ribellarsi. Il telaio è solido, si sente, garantisce precisione nella guida anche di forza e non ha perso nulla della sua rinomata velocità nei cambi di direzione, anzi: ora si osa di più senza per questo viaggiare a un palmo da terra con quella insicurezza in sottofondo che il vecchio Runner, invece, trasmetteva.

MOLTO SENSIBILE

Come si addice ad uno scooter sportivo, le sospensioni sono giustamente tarate sul rigido per consentire una guida al limite in tutta sicurezza e se sono piaciute nel test in pista (che non è il suo habitat naturale) significa solo che il lavoro svolto dai tecnici in fatto di ciclistica è molto buono. È anche vero che sulle strade di tutti i giorni l'asfalto non è mai perfetto e a dire il vero non è sempre vero che nei circuiti l'asfalto è perfettamente piatto. Quello di Vairano di certo rientra tra quelli più rovinati a causa delle numerose prove di automobili (Vairano è di proprietà della rivista Quattroruote) che torturano ogni giorno l'asfalto, soprattutto in percorrenza delle curve. Qui l'asfalto sembra pelle raggrinzita, continue micro-cunette, e il Runner le ha sentite tutte per via della sua rigidezza strutturale e per i pneumatici montati in fretta e furia senza essere sottoposti ad equilibratura (il che ha comportato una maggiore sensibilità dell'avantreno alle imperfezioni dell'asfalto) senza però creare problemi di tenuta o instabilità. Insomma, le imperfezioni si sentono, ma non infastidiscono, anche se contro il pavé cittadino c'è poco da fare.

GRANDI PIEGHE

Pneumatici che si sono dimostrati perfetti compagni del nuovo Runner: i Pirelli Evo 22 offrono una aderenza elevata anche nelle pieghe al limite (per l'occasione i tecnici hanno smontato i cavalletti laterali) a tutto vantaggio della sicurezza e del divertimento. Sicurezza garantita anche dalla coppia di freni a disco potenti e molto modulabili, anche se tra i due a far la parte del leone in fatto di morsa ci ha pensato quello dietro, molto più potente e facile preda del bloccaggio nelle staccate decise, anche per via di un alleggerimento del posteriore puntatto verso l'alto. Più morbido nella presa il freno anteriore.

LE PRESTAZIONI CI SONO

E che dire del motore se non che conferma tutto il suo potenziale in fatto di scatto e velocità massima (visti i 117 orari). Su quello che potrà essere la sfida giornaliera al semaforo non ci sbilanciamo, le prove svolte in circuito spesso falsano le sensazioni che si hanno: di certo il 125 si è mostrato piuttosto pronto e svelto nel raggiungere i 90 orari, per poi accomodarsi e raggiungere la velocità massima solo alla fine del lungo tracciato di Vairano.
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