Autore:
Paolo Sardi

PROVACI ANCORA Il segmento dei maxi scooter si sta animando sempre piu con l'arrivo di una raffica di novità ma il Gruppo Piaggio non ha alcuna intenzione di cedere ai nuovi arrivati il primato della categoria in fatto di prestazioni. Per tenersi stretto lo scettro propone per il 2012 una variazione sportiva sul tema del Gilera GP 800 (che rimane comunque in listino), ovvero l'Aprilia SRV 850, sperando che in questa nuova veste il progetto possa vivere una seconda giovinezza.

TUTTO SUA SORELLA Per ritagliarsi un posto al sole sul mercato e far breccia nel cuore degli appassionati l'Aprilia SRV 850 può comunque contare su elementi ben più concreti di un semplice cambio di nome, a partite da un'estetica nuova di zecca, che strizza l'occhio alla superbike di casa, la RSV4. A fare da filo conduttore è soprattutto il frontale, con l'ormai tipico trittico di fari sottolineato da voraci prese d'aria. Poco sopra c'è un parabrezza compatto, che ribadisce l'impostazione sportiva dello scooter di Noale e fa risparmiare un paio di chili rispetto a quello regolabile del fratello marchiato Gilera.

MR MUSCOLO A guardare la sagoma dell'Aprilia SRV 850 la definizione che sorge spontanea è quella di muscle scooter: scudo, sella e fianchi sembrano palestratissimi e ben torniti, mentre a dare slancio all'insieme prova il codino con la luce appuntita ereditata dalla Dorsoduro 1200. Anche i dettagli fanno di tutto per esaltare l'aggressività dell'SRV 850. Alla fine del giro perlustrativo sul taccuino sono segnati la nuova sella con rivestimento in tessuto tecnico con un vago effetto carbonio, i semimanubri in alluminio e la strumentazione con tachimetro e contagiri analogici, integrata da un display multifunzione. L' impostazione supersportiva va un po' a scapito della praticità, visto che manca un vano portaoggetti nel retro dello scudo (peraltro rifinito molto bene, come tutto sommato anche il resto dello scooter)) ma per fortuna si può contare sempre su un sottosella capace di accogliere un casco integrale.

UN TIPO TOSTO Nella parte centrale dello scooter tiene banco una fascia con finitura metallica che fa il verso al telaio in alluminio della RSV4. La vera ciclistica si nasconde invece alla vista e conta su una  robusta doppia culla in tubi d'acciaio. Il reparto sospensioni è quello su cui hanno forse lavorato di più i tecnici di Noale, specie a livello delle tarature. Al posteriore c'è un forcellone in alluminio che lavora tramite un leveraggio un monoammortizzatore montato orizzontalmente e regolabile nel precarico su sette posizioni. Sul fronte opposto c'è invece una forcella con steli da 41 mm dotata di un set up più sostenuto che in passato, che promette un supporto maggiore in staccata e maggior rigore nella guida con il coltello tra i denti. Quanto alle ruote, quella anteriore è da 16 pollici gommata 120/70, mentre dietro ce n'è una da 15 con pneumatico 160/60.

DI BENE IN MEGLIO E di una ciclistica a punto c'è bisogno, viste le prestazioni del motore bicilindrico a V di 90° da 839 c,c ancor più brillante che in passato e primatista mondiale di potenza tra gli scooter. Gli ingegneri hanno ottimizzato la combustione lavorando di fino sulla centralina e aggiungendo una seconda sonda lambda. Il risultato è un nuovo picco di potenza di 76 cv a 7.750 giri (+1 cv), con una coppa massima di 76,4 Nm a 6.000 giri. Al di là dei picchi, sorprende come la coppia sia in pratica sempre sopra i 70 Nm già al minimo, a garanzia di una notevole elasticità. Giusto per la cronaca, passando dal banco alla strada, l'Aprilia SRV 850 dichiara un tempo di 5,7 secondi nello 0-100 e una velocità massima di 200 km/h. Parte del merito di questo crono va anche al cambio CVT, reso un po' più diretto dai tecnici, che hanno confermato la discutibile (per uno scooter) trasmissione finale  a catena.

SI FERMI CHI PUO' I freni sono all'altezza della meccanica. All'anteriore c'è una coppia di dischi da 300 mm lavorato da pinze Brembo a quattro pistoncini mentre dietro c'è un disco singolo da 280 mm. E' però un peccato che con un impianto di questo livello non si possa avere nemmeno a richiesta l'Abs, un accessorio ormai quasi indispensabile e che alcuni rivali offrono di serie. Standard è invece l'utile freno di stazionamento, che si aziona con una leva all’interno dello scudo.

OK, IL PREZZO E' GIUSTO Rispetto alla concorrenza, l'Aprilia SRV 850 (proposto in nero o in bianco) ha comunque dalla sua un prezzo piuttosto allettante: 9.630 euro f.c.. In pratica, per arrivare a spendere gli stessi soldi necessari per i competitor, si può attingere un po' dal catalogo degli accessori, che comprende optional di ogni tipo. Si va dall'antifurto al bauletto, passando per un parabrezza maggiorato, un silenziatore Arrow e una sella sportiva con imbottitura in gel.

 

IN QUESTO SERVIZIO
Casco X-lite X-702 Hawk
Giacca Apinestars T-Dyno Air
Pantaloni Alpinestars Bregenz Drystar
Guanti Alpinestars Arctic Drystar
Stivali Alpinestars Ridge Waterproof 

AVANTI E INDIETRO Al primo approccio l'Aprilia SRV 850 non fa molto per mascherare le sue dimensioni generose. Si siede su una sella ampia, accogliente e ben conformata. Tra le gambe c’è un tunnel bello in carne, che non limita comunque tanto le possibilità di movimento. Le pedane poggiapiedi sono abbastanza ben sviluppate in lunghezza e permettono di stendere un po’ le ginocchia o di tenerle piegate, come se si guidasse un chopper o una sportiva.

PESO MASSIMO Il manubrio, dal canto suo, ha una posizione e un'apertura azzeccate e si dimostra comodo da impugnare e capace di offrire, nello stesso tempo, un buon controllo. Si tratta di una scelta indovinata, perché l'Aprilia SRV 850 non è esattamente un fuscello (l'ago della bilancia si ferma sui 249 kg) e avere un braccio di leva favorevole fa molto comodo. Il physique du rôle, in fondo, è quello che è e anche con il salire della velocità lo scooterone veneto si dimostra più stabile che agile, complice pure un passo da basset-hound, pari a 1.593 mm.

SFORZO RIPAGATO Per buttare l'Aprilia SRV 850 a destra e a manca nel misto serve quindi una guida attiva, fatta di mirati movimenti del busto e di lievi pressioni dei piedi. Un impegno fisico leggermente più elevato della media è comunque ben ripagato. Una volta inserito in traiettoria, l'SRV 850 segue la linea impostata con il puntiglio del secchione e trasmette una notevole sicurezza anche nelle pieghe più decise.

W LA PULIZIA Vista la massa e le quote della ciclistica, lo stile di guida più redditizio è comunque quello pulito. Cercare di forzare le staccate o, peggio, di entrare in curva con i freni ancora pizzicati si dimostra un autogol. In questo modo, infatti, lo scooter guadagna la corda un po' svogliatamente, mentre se si chiama in causa il freno anteriore in fase di percorrenza bisogna mettere in preventivo una certa tendenza ad allargare. Staccando con un pelo d’anticipo (a proposito, i freni sono potenti e modulabili ma l’Abs ci vorrebbe proprio…) e pennellando le linee, invece, si può tenere un passo svelto e divertirsi alla grande.

VIA COL VENTO L’assetto fa un figurone anche sullo sconnesso, digerendo con una disinvoltura non comune tra gli scooter buche, tombini e avvallamenti. Con vibrazioni quasi inesistenti, l'Aprilia SRV 850 sarebbe quindi pronto a vestire i panni del globetrotter se non fosse per una protezione aerodinamica scarsina. Il parabrezza a unghia devia giusto l'aria dal torace, lasciando però scoperte spalle, braccia e buona parte del casco.

UN CUORE GENEROSO Dulcis in fundo, veniamo al motore, protagonista della scena in ogni condizione di guida con la sua esuberanza. Assecondato da una trasmissione ben a punto, che reagisce senza particolari esitazioni a ogni rotazione del polso destro, il bicilindrico sfodera un tiro robusto sin dai regimi più bassi e allunga poi d’un fiato, senza buchi e la minima incertezza. Che si debba scattare a un semaforo o rilanciarsi in un sorpasso si fa sempre trovare pronto, portando in men che non si dica a velocità da ritiro immediato della patente.E da questo punto di vista è quasi un bene che il cupolino non protegga troppo, altrimenti ci sarebbe il rischio di giocarsi la patente in men che non si dica…

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