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Aprilia Scarabeo 300s

Aprilia Scarabeo 300s

Il coleottero più amato dai motociclisti si rinnova adottando il motore più richiesto del momento: potenza e facilità d'uso, per un prodotto ancor più affinato
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Autore:
Michele Losito

NUOVA GIOVINEZZA Lo Scarabeo Aprilia non ha bisogno di alcuna presentazione. Da oltre quindici anni rappresenta l'incarnazione a due ruote di concetti quali lo stile e il glamour. Senza dimenticare il lato prestazionale, soprattutto nelle versioni di cilindrata maggiore. Proprio fra queste si inserisce la nuova variante dello Scarabeo, il 300 Special, equipaggiato con il noto motore Piaggio Quasar di 274 cc, lo stesso dell'apprezzatissimo Piaggio Beverly 300 e della Vespa GTS 300 Super.


DI DUE UNO Questa nuova versione sostituisce in un sol colpo quella equipaggiata con il 250 a iniezione elettronica e quella dotata del corposo monocilindrico di circa 400 cc. Così, ora la gamma dello Scarabeo "grosso” è declinata in due soli modelli: il veloce 500 e questo nuovo Scarabeo 300 S, che riprende del fratello maggiore estetica e ciclistica. L'unica differenza, infatti, riguarda l'impianto frenante, che sul più piccolo 300 è semplificato.

SEMPRE COMBINATO Semplificato fino a un certo punto, perché, pur perdendo un disco davanti, l'impianto rimane equipaggiato con un efficace sistema di frenata combinata. Non è prevista, purtroppo, l'opzione dell'ABS, una mancanza sempre meno comprensibile nei listini di Aprilia, ma anche della capofila Piaggio. L'allestimento specifico "S”, che sta per Special, prevede inoltre le ruote in lega verniciate in nero, un cupolino basso fumé e rinnovati fregi, comuni anche al 500.


ALTO COL TRUCCO È nuova anche la sella, che ha diverse cuciture ad arricchirne l'immagine, pur mantenendone invariata l'altezza, posta a soli 785 mm da terra: un ottimo risultato, considerando che lo Scarabeo è un "ruota alta”. Il trucco sta nell'uso di una ruota posteriore da 14” che, oltre a permettere di tenere bassa la sella, offre notevoli vantaggi anche per quanto riguarda il disegno e la capienza del vano sottosella.


APERTURA SCOMODA Questo, sullo Scarabeo, è in grado di stivare un casco di dimensioni normali, più qualche altro oggetto, oppure due caschi jet (sebbene di quelli "minimali”), oppure ancora una classica 24 ore formato A3 (ma forse sarebbe più attuale dire un porta computer…), grazie ad una profondità costante del vano di almeno 15 centimetri. In compenso, l'apertura è possibile solo attraverso una levetta posta all'interno del vano dietro lo scudo anteriore. Una bella scomodità, mentre per lo sportello benzina è stato previsto un doppio sistema di apertura.

QUASI UNA MOTO
Per il resto, lo Scarabeo 300 S mantiene tutte le qualità della gamma Scarabeo introdotta nel 2008: una linea elegante e dalle forme relativamente sottili – utili nel traffico – e una ciclistica da moto-leggera, composta da un robusto telaio in tubi e da sospensioni adeguate. La forcella ha, infatti, un'escursione di ben 104 mm, mentre la coppia di ammortizzatori è del tipo regolabile (su quattro posizioni) nel precarico e ha una corsa di 90 mm.

GOMME E CAVALLI
Anche la gommatura è generosa, con misure da moto vera. L'anteriore monta un 110/70-16”, mentre al posteriore c'è uno panciuto 140/70-14”, perfetto per offrire il grip e l'appoggio necessario a questo veloce scooter. Veloce perché equipaggiato con uno dei migliori propulsori della sua categoria, accreditato di ben 22,3 cavalli a 7.500 giri e di una coppia massima di 22 Nm a 6.500.


MARCHIO DI FABBRICA Lo Scarabeo 300 S adegua, quindi, la propria dotazione al meglio del mercato, potendo contare, per distinguersi, sull'appeal della sua linea e su una qualità costruttiva decisamente elevata. Senza contare che il suo successo ha decretato la "promozione" del nome Scarabeo a vero e proprio marchio di fabbrica. Successo, qualità e prestazioni non possono, tuttavia, essere anche a buon mercato, perciò i 4.490 euro franco concessionario richiesti per lo Scarabeo 300 S possono apparire adeguati alle sue tante qualità, ma non sono certo un prezzo popolare. Due le colorazioni (se di colore si può parlare…) previste in alternativa al bianco delle foto: il nero e il grigio scuro.


OCCHIO AI PIEDI Lo Scarabeo nelle versioni di maggiore cilindrata è un mezzo particolarmente abitabile. Vuoi per l'interasse di ben 1.530mm, o per la sella davvero spaziosa, quello che è certo è che difficilmente due persone potranno trovare più spazio a bordo di uno scooter di questa categoria. Gli unici appunti, da questo lato, possono essere rivolti solo al poco spazio trasversale lasciato per i piedi di chi è alla guida dal voluminoso tunnel centrale e per l'esposizione dei piedi del passeggero ai pericoli del traffico congestionato, dato che questi trovano posto – peraltro comodamente – su pedane retrattili che, tuttavia, sporgono dalla sagoma dello scooter una volta aperte.

PEDANA FURBA Meglio tenerlo a mente, quando si svicola tra le auto, anche perché, per contro, chi guida è messo in condizione di avere un controllo totale del mezzo, grazie a una posizione di guida particolarmente riuscita. Le distanze relative di sella, pedana e manubrio permettono, infatti, una postura assolutamente naturale, anche a chi è particolarmente alto, mentre l'appoggio a terra dei piedi è sempre saldo, grazie alla pedana che si restringe intelligentemente proprio dove passano le gambe di chi guida.


FALSO MAGRO Questo è particolarmente apprezzabile, anche in considerazione del fatto che lo Scarabeo 300 S non dà l'impressione di essere molto leggero. Muovendolo da fermo fra le gambe si sente che la massa non è poca, cosa confermata non appena si muovono i primi passi. All'inizio il manubrio risulta sorprendentemente pesante da manovrare, soprattutto quando ci si muove a passo d'uomo. Peso e interasse lungo sembrano quindi avere degli effetti sull'equilibrio alle basse velocità.

GUIDA DI GUSTO
In realtà, basta salire di poco con le velocità perché lo Scarabeo ritrovi equilibrio e, anzi, sfoggi una guidabilità di tutto rispetto. Evidentemente, la ciclistica nasce per essere stabile anche a velocità elevata, piuttosto che per essere reattiva al massimo, cosa che non disturba, anche perché alla pesantezza di sterzo iniziale si fa presto l'abitudine. Basta provare a fare due curve con piglio solo un poco più gagliardo, per ritrovarsi fra le mani un oggetto che risponde ai comandi quasi come una moto, con sensazioni simili di appoggio e precisione nel mantenere la traiettoria impostata.


CUORE GENEROSO A questo comportamento si addice alla perfezione il carattere del nuovo motore, che sopperisce alla flemma iniziale dello scooter con una spinta vigorosa fin dai bassi regimi. La progressione tenendo il gas completamente aperto è poi fra le più brillanti della categoria, tanto da doversi ri-parametrare un attimo se si arriva da mezzi di cilindrata inferiore. Le prestazioni sono quindi ben più brillanti del vecchio 250, mentre nella maggior parte delle situazioni non si rimpiange l'ulteriore "quid” in più che poteva avere il 400.


COMFORT E STACCATE Il fatto che la prova si sia svolta in città ha poi messo in evidenza il buon funzionamento delle sospensioni, con una forcella sempre solida e comunicativa, abbinata a una coppia di ammortizzatori ben tarati e piacevolmente progressivi (pur nell'ambito del segmento scooter). Un giudizio simile va, infine, all'impianto frenante, in grado di rallentare lo Scarabeo con decisione in tutte le situazioni. La ruota posteriore difficilmente arriva a bloccare, anche sul pavé o sull'asfalto rovinato, mentre l'uso combinato di entrambe le leve dei freni – unito alle qualità della ciclistica – permette di prodursi in gustose "staccate”, aumentando ancor di più la sensazione di essere in sella a una moto vera.



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