Autore:
Stefano Cordara

COM'È
Evidentemente ispirarsi ad un insetto porta molto bene a chi produce scooter. Se la Vespa è ormai entrata nel mito, lo Scarabeo la sta seguendo a ruota. Certo la storia del coleottero Aprilia è più recente, ma in tutti questi anni questo scooter (che ha lanciato il fenomeno dei ruota alta nel 1993) ha saputo diventare oggetto di stile e di status e, proprio come la Vespa, è diventato così famoso che il suo nome va oltre il marchio di chi lo produce.

UN NOME UN PROGRAMMA Scarabeo è Sarabeo e basta, una famiglia che oggi va dal 50 al 500 e che ha ormai superato di gran lunga le 700.000 unità vendute (cinquantini compresi) segno che questo è uno scooter trasversale. Un successo che però per rimanere tale deve mantenersi al passo con i tempi. Ecco perché, quasi a sorpresa, arrivano sul mercato in piena estate (del resto si sa, è la stagione degli insetti...) due nuovi Scarabeo. In realtà non allargano la famiglia arrivano a rimpiazzare i 125 e 200 Street presentati nel 1998 e che ormai segnavano un po' il passo.


L'INSETTO SI È RISTRETTO
Se il precedente 125 (che fu il primo Scarabeo targato) si proponeva con dimensioni abbondanti e l'ambizione di essere una motoleggera, il nuovo Scarabeo è senz'altro un mezzo più moderno, più commuter e meno motoretta, studiato per essere un mezzo più urbano.

L'ELEGANTONE Nel mirino, manco a dirlo, c'è quel mercato dei ruota alta che vede l'Honda Sh (con cui     questo Scarabeo condivide praticamente gli ingombri) primeggiare nelle vendite. Il mercato del "primo prezzo" è difficile e combattuto (SH a parte ci sono i taiwanesi e adesso arriva anche Suzuki) ma in Aprilia hanno affrontato il tema con competenza e certi di avere una buona carta da giocare. Scarabeo è, infatti, elegante, appare ben più dotato e raffinato della concorrenza nonostante i prezzi restino molto competitivi (3.050 € Per il 125, 3250 € per il 200).

PIATTO RICCO Nella dotazione di serie troviamo doppio disco (con impianto di frenata integrale) una strumentazione molto piacevole e completa con tanto di computer di bordo comandabile dal manubrio, il vano sottosella (ci sta un casco jet con visiera ma deve essere il casco Aprilia, ormai i caschi si fanno su misura per i vani e non viceversa...) e il portapacchi d'alluminio. Inoltre fa sempre comodo il piccolo plexiglas montato di serie che provvede ad alleviare la spinta dell'aria dal busto rendendo l'utilizzo del "parabrezzone" (comunque offerto in optional) superfluo almeno nei mesi estivi.


MOTORI EVOLUTI
Se la ciclistica è di tipo tradizionale, (ruote da 16', forcella da 35 mm, disco ant da 260 e post da 220 doppio ammortizzatore regolabile) è nei motori che Aprilia ha fatto un bel passo avanti. Con tutto quello che offriva mamma Piaggio per Scarabeo si è scelto di fare tutto in casa progettando un motore apposta per Scarabeo (la realizzazione è però cinese).Il monocilindrico è, infatti, tutto nuovo e molto evoluto se si pensa che sia il 125 sia il 200 (che però ha cilindrata reale di 180,8 cc) possono vantare la testa a quattro valvole con distribuzione a doppio albero a camme in testa. Una soluzione che, nessuno ancora ha utilizzato tra gli scooter di piccola cilindrata e che anche tra i grandi troviamo solo su Majesty e Burgman 400.

CARBURATI L'alimentazione, però, resta affidata al classico carburatore, più che sufficiente per motori di questa cilindrata per rientrare nella Euro 3. In pratica Aprilia ha fatto l'opposto di quanto hanno fatto gli altri (Honda in testa) non ha cambiato il tipo di alimentazione, ma ha rifatto il motore curandone l'efficienza fluidodinamica. Due strade differenti per raggiungere lo stesso obiettivo: basse emissioni e consumi contenuti. Per il 125 vengono annunciati 15 cv (il massimo consentito per legge) mentre è interessante la potenza del 180 che con 19 cv a 8250 giri, promette di non soffrire di complessi di inferiorità con i 200 veri che circolano sul mercato (pochi in questo settore, in verità).


COME VA
Lo Scarabeo dà subito impressione di eleganza e cura nel dettaglio. Per essere uno scooter di questo prezzo è fatto molto bene, con plastiche e assemblaggi che paiono molto curati. Un bell'impatto, non c'è che dire, anche quello con il ponte di comando che si dà arie da cilindrata superiore. In sella si stà ovviamente comodi (qualche "principessa sul pisello" troverà l'imbottitura un pelo rigida ma roba davvero da poco), la pedana è piatta come vuole il cliente tipo e spazio a bordo ce n'è a sufficienza per tutte le altezze. Il vano sotto la sella va in effetti bene giusto per il caso Aprilia, ma averlo è sempre meglio che niente, e al solito dietro lo scudo il cassettino serve solo per accessori di servizio.

LEGGERO Si vede che è stato studiato per piacere anche alle donne, Scarabeo è leggero ma quando si parcheggia sembra addirittura vuoto... la manovra di parcheggio sul cavalletto centrale è davvero facilissima. Nonostante la sella non sia proprio rasoterra (ma nella media per un ruota alta) i suoi 810 mm non incutono timore, grazie anche al buon lavoro di rastrematura sui fianchi si tocca bene a terra.

POTENTI E MORBIDI Le buone sensazioni ricevute da un esame statico si confermano anche con i motori in moto. I nuovi propulsori sono davvero un esempio di cilviltà, silenziosissimi privi di vibrazioni hanno erogazione vivace senza darlo troppo a vedere. Lo spunto non è vivacissimo, sia il 125 sia il 200 hanno alla prima apertura un momento di stallo che non li fa scattare come furie, poi però si riprendono con gli interessi, grazie ad una rapportatura ben studiata e ad una trasmissione ben a punto. Un po', comunque è anche il carattere molto morbido dello scooter ad ingannare. la potenza è erogata in modo molto soft e civile per cui alla fine sembra anche di andare più piano di quello che si va in realtà. 


BUONA CICLISTICA
Svicolare nel traffico diventa un piacere, anche perché le dimensioni adesso sono compatte al punto giusto e lo sterzo è ampio anche se non esagerato. A tutto questo si aggiunge una ciclistica che, al solito per i prodotti Aprilia, è di ottimo livello. Scarabeo si rivela a punto di sospensioni, stabile sul veloce, intuitivo in ogni situazione e un materasso sul pavè che digerisce senza problemi. Guidandolo si ha sempre un bella impressione di solidità in ogni situazione, la maneggevolezza probabilmente non è da primato ma la sicurezza trasmessa a chi guida è ai massimi livelli. La frenata integrale è ben ripartita e, come al solito per gli scooter, l'attacco non è aggressivo con comandi morbidi e ben modulabili. Come sempre accade in questi casi, la leva sinistra fa il grosso del lavoro (un po' comando un po' spugnoso ma efficace) al comando destro è demandato solo il compito di freno ausiliario.

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