Autore:
Stefano Cordara
COM'E' Non è facile lanciare un nuovo scooter senza cadere nel già visto o nel banale. La sfida che Aprilia raccoglie con l’Atlantic 500 è dunque importante; e per riuscire a vincerla la Casa di Noale ha sfruttato a fondo le sue doti di creatività e di know how tecnologico.

QUALCOSA IN PIÙ Distinguersi significa anche proporre qualcosa di esteticamente innovativo e con contenuti tecnologici al di sopra della media. Atlantic gioca entrambe le carte. Prima di tutto perché ha una linea che pur riconducendo a tratti a qualche concorrente (visto da dietro a luci accese assomiglia un po’ all’Honda Silver Wing) ha una sua identità estetica precisa.
Poi, perché come ogni prodotto nuovo che arriva sul mercato anche Atlantic propone qualche plus tecnologico che lo differenzia dalla produzione attuale.

MOTORE EVOLUTO

Non nel motore, in ogni caso, che resta lo stesso evoluto monocilindrico Piaggio da mezzo litro con quattro valvole e iniezione elettronica, già montato sull’X9. Rivisto nello scarico, nella cassa filtro e nella mappatura dell’iniezione elettronica è capace di 29 kW (39 cv) a 7250 giri/min e una coppia di 40 Nm a 5500 giri. È un motore, tecnologico e pulito (è catalizzato e rispetta già la normativa Euro2) questo mezzo litro, che per erogazione e prestazioni già ci piaceva sullo scooterone di Pontedera e che sull'Atlantic non fa altro che confermare le sue ottime doto.

RUOTE GRANDI

Le innovazioni sono da cercare invece nelle soluzioni ciclistiche. Innanzi tutto le ruote. Che gli scooter tentino di avvicinarsi sempre più alle moto è ormai un dato assodato ma nessuno finora lo aveva fatto come lo scooterone Aprilia: al tradizionale cerchio posteriore da 14 pollici, gommato con un generoso pneumatico da 140/60 è accoppiato un "cerchione" anteriore da ben 15 pollici, misura finora mai adottata su un maxi scooter. A questo punto la domanda è d’obbligo, perché non montare un cerchio da 15" anche dietro? La possibilità ci sarebbe, visto che il motore è predisposto per l’alloggiamento di cerchi con diametro fino a 16 pollici, ma così facendo si sarebbe perso gran parte dello spazio destinato ai bagagli.

QUESTIONE DI LITRI Anche perché, sebbene in Aprilia abbiano studiato soluzioni particolari per sfruttarlo al massimo (leggi sospensioni posteriori montate molto esternamente) le dimensioni del vano sottosella sono tutt’altro che esagerate. Una buona parte dello spazio è riservata a batteria e airbox, restano disponibili 47 litri, un volume rilevante (ci stanno comodi un casco integrale e un demi jet) ma inferiore a quello offerto dalla concorrenza e, tra l’altro, anche meno accessibile.

CHIUSURA CENTRALIZZATA A dare una mano provvedono altri due vani nello scudo, uno più ampio, protetto da serratura, utile per piccoli oggetti e compreso di presa elettrica a 12 Volt, e un altro (molto intelligente, ma non protetto) studiato per tenere a portata di mano, monete, o il biglietto dell’autostrada. Ogni serratura è apribile direttamente dal blocchetto d’accensione, senza mai estrarre la chiave, il che permette di accedere ai vani anche a motore in moto, un bella comodità.

TRALICCIO RIGIDO Ciclisticamente l’Atlantic è uno scooter normale, nel senso che utilizza soluzioni tradizionali come il blocco motore-trasmissione oscillante (mosso da due ammortizzatori a gas a doppio effetto, regolabili con ghiera e filettatura continua) e una forcella tradizionale (con una sola piastra e non due come sul Tmax), con steli da 40 mm. Viste le prestazioni, in Aprilia però hanno particolarmente curato la rigidità flessionale e torsionale del telaio a culla aperta: il voluminoso tunnel centrale nasconde un imponente traliccio d’acciaio oltre che il bocchettone del serbatoio del carburante.

STERZO AMMORTIZZATO Guidabilità e stabilità prima di tutto dunque. Atlantic deve offrire alte prestazioni ma anche saper sempre regalare una grande sensazione di sicurezza ed essere guidabile senza difficoltà da chiunque. Ecco perché utilizza (primo tra i maxi scooter) un ammortizzatore di sterzo regolabile, utile più che altro per limitare quelle oscillazioni che si manifestano a pieno carico, quando lo scooter viaggia con passeggero e bagagli al seguito.

PESO IN BASSO Particolare attenzione è stata rivolta anche alla distribuzione dei pesi che pur senza raggiungere il motociclistico 46-54 del Tmax (che ricordiamo ha il motore molto avanzato e fisso nel telaio), sfoggia un più che dignitoso 39-61 tra anteriore e posteriore, ripartizione ottenuta spostando il serbatoio sotto la pedana (utile anche per abbassare il baricentro) ma anche sfruttando il peso rilevante del gruppo carenatura-faro. La distribuzione dei pesi non cambia nemmeno con il pilota a bordo, il che non è male.

FRENATA INTEGRALE La frenata è assicurata da tre dischi di grande diametro: due da 260 mm per l’anteriore, con pinze flottanti a doppio pistoncino, e un disco posteriore da 220 mm, con pinza a due pistoncini contrapposti. Atlantic sfrutta un sistema di frenata integrale simile a quello adottato dalla Moto Guzzi (sarà un caso?): la leva sinistra comanda il disco posteriore e uno dei due anteriori, quella destra l’altro disco anteriore. Il tutto gestito da una valvola distributrice che ottimizza la ripartizione della frenata in funzione del carico, il tutto per avere la maggiore sicurezza possibile.

SICUREZZA AL TOP E proprio la sicurezza ha avuto un ruolo fondamentale nella progettazione del maxi Aprilia, sicurezza che si nota da tanti particolari solo apparentemente trascurabili ma che alla fine fanno la differenza. Il grosso faro anteriore utilizza tre lampade alogene (ma sono tutte nel gruppo centrale i due fanali laterali sono finti), garanzia di illuminazione perfetta anche di notte; il motore ha un sensore di caduta (che speriamo di non dover mai sperimentare) che blocca il flusso di carburante nel malaugurato caso in cui lo scooter si venga a trovare in posizione orizzontale; nello schienalino del passeggero è integrato un terzo stop, c’è il pulsante dell’hazard sempre utile in caso di sosta e le frecce rientrano automaticamente dopo 40 secondi: tante piccole cose insomma ma che fanno d’Atlantic una vera ammiraglia su due ruote.

CRUSCOTTO COMPLETO E a proposito di ammiraglia, da vera top car (pardon top bike) è il cruscotto: una vera miniera di informazioni piacevolmente retroilluminata da una luce blu (molto di tendenza). Più che i tradizionali orologi (tachimetro contagiri livello benzina e temperatura acqua), è il display a fare la differenza. Un vero computer di bordo rileva e trasmette ogni tipo di informazione: velocità media e massima, temperatura esterna, carica batteria, cronometro, consumo medio, distanza al prossimo tagliando. Utile anche l’adozione del doppio contakm parziale.

ESTETICA: QUESTIONE DI GUSTI E per finire il look dell’Atlantic… da berlina anche lui, e molto personale. Atlantic pare figlio di due stilisti diversi, uno ha creato l’anteriore spigoloso e sfaccettato, uno ha disegnato il posteriore morbido, tondo e molto ispirato alle berline americane anni 50, il tutto condito da cromature spesso non fini a se stesse (i due tubi anteriori ad esempio sono dei paracolpi fissati al telaio utili in caso di caduta).

CRITICHE Tre piccole critiche: non ci piace il marmittone cromato, decisamente ingombrante, ma efficace; non ci piacciono i due fari finti ai lati dello scudo (perché non metterci due lampadine vere?) e non ci piace l’assenza del freno di stazionamento (anche se è stato previsto, c’è già la spia sul cruscotto) che su veicoli di questo peso (in tutto fanno 218 kg in ordine di marcia ma senza benzina) diventa quantomai utile, soprattutto quando ci si ferma su superfici non perfettamente piane. Anche se va detto che l’Atlantic in queste situazioni si gestisce meglio del Tmax (altro scooter peso massimo senza il freno a mano)

PREZZO D’ASSALTO A piacerci, e molto, è invece il prezzo che Aprilia ha fissato 6300 €. L’Atlantic si pone quindi ai vertici della classifica al contrario dei prezzi. Ovvero: è uno dei più economici pur offrendo una dotazione completissima e finiture molto curate.

OPTIONAL Come optional sono previsti un bauletto posteriore aggiuntivo (si monta al posto dello schienalino), una serie di antifurti meccanici, e una linea d’abbigliamento dedicato. Ma è allo studio una lunga serie di accessori per aumentare ulteriormente l’attitudine ai viaggi di questo maxi scooter.

COME VA Non è uno scooterino. L’Atlantic fa sfoggio di dimensioni generose e dimostra da subito di essere uno scooter "di peso". La prima sorpresa piacevole è però quella di constatare come il peso sia stato distribuito al meglio, e molto in basso. Insomma i suoi 218 kg non li dimostra affatto. Quasi quasi non si sentono nemmeno negli spostamenti a motore spento o nell’issarlo sul cavalletto centrale. Complice anche la sella non certo alta (770 mm) e conformata correttamente, complici anche gli svasi sulla pedana che non obbligano ad allargare molto le gambe (quindi consentono ai piedi di poggiare sempre saldamente a terra), lo scooterone Aprilia si mantiene sempre ben gestibile.

PRESTAZIONI PER TUTTI Notiamo con piacere come gli ingegneri di Noale abbiano mantenuto la promessa fatta in conferenza stampa, quella di un Maxi gestibile da chiunque. E, anche nella guida, Atlantic mantiene le promesse comodo, amichevole, sicuro è un ottimo mezzo da trasporto quotidiano e un valido compagno di viaggio.

MOTORE DI BURRO Il monocilindrico 500 si rivela un burro nell’erogare la potenza. Ha prestazioni brillanti, soprattutto in accelerazione ma un’erogazione assolutamente lineare, il tutto è gestito molto morbidamente da una trasmissione perfettamente a punto e che non strappa mai. Così girare in Atlantic diventa da subito un piacere anche perché si apprezzano gli accorgimenti studiati per assicurare un comfort al top.

BEN PROTETTI Vibrazioni? Non esistono, la protezione aerodinamica è ottima e chi non è altissimo (173 i centimetri del tester) si trova in pratica inglobato completamente nella bolla d’aria calma dietro parabrezza e scudo. L’aria è deviata all’esterno delle spalle e appena sopra la visiera del casco. Lo spazio non manca di sicuro, soprattutto quello per le terga che si accomodano su una sella ampia e morbida il giusto, pur se con un imbottitura sostenuta. Un po’ più ridotto, invece, lo spazio per la mobilità dei piedi, liberi di muoversi avanti o indietro ma non lateralmente, a causa dell’ingombro rilevante del tunnel centrale, che per lo meno ha il pregio di essere ben realizzato, con la superficie superiore piatta, sempre utile per appoggiarci sopra una borsa.

RISPETTA ANCHE IL SECONDO Anche il passeggero non ha di che lamentarsi, accoccolato su un sellone lungo e largo, non va minimamente a disturbare chi guida e ha a disposizione due bei maniglioni oltre che pedane da Gold Wing. Solo la sua posizione rialzata lo rende più esposto all’aria anche se va detto che almeno fino ai 100-110 orari non è disturbato da vortici aerodinamici.

ANDANTE CON BRIO Le prestazioni sono più che valide. In ripresa scheggia via veloce senza incertezze, si arriva molto in fretta fino ai 120 all’ora, poi la verve del motore si spegne un po’ e la scalata alla velocità massima si fa più lenta. Il cilindro in meno si sente, dunque, solo alle andature più rapide, quelle dai 120 in su dove lo scooterone Aprilia cede ai bicilindrici un pelo di grinta. Più che altro questa differenza è da valutare in termini di tempo impiegato a raggiungere la velocità massima più che nella velocità stessa perché l'Atlantic è in grado di superare tranquillamente i 150 all’ora (154 quella registrata dal computer di bordo). Quello che comunque più ci piace è che anche a queste velocità il maxi Aprilia trasmette sempre una gran sensazione di sicurezza. Non un movimento, non un'incertezza, ma un incedere assolutamente rigoroso, fila via dritto come un fuso.

PESI GIUSTI La buona distribuzione dei pesi si avverte anche quando c’è da guidare. Nonostante la bilancia sia impietosa con lui, e le dimensioni siano tutt’altro che compatte, l’Atlantic non se ne cura troppo e si lascia condurre agile lungo curve e tornanti. Una guida sempre piacevole e sicura confortata da sospensioni rigorose (ma anche un po’ rigide nella risposta, soprattutto i due ammortizzatori posteriori) e dalla rigidità del telaio che si fa ancora più apprezzabile quando si guida in coppia. Nonostante sia piazzato in alto il passeggero, infatti, si fa sentire meno che su altri scooter.

NON ESAGERATE Tutto questo finchè non si esagera perché se si va a cercare il piegone o il curvone da affrontare a gas tutto aperto L’Atlantic perde un filo di rigore, ci scappa qualche minimo ondeggiamento e lo scooterone Aprilia invoglia più a "pelare" il gas che a insistere nella piega. Del resto per quanto rigida la struttura è pur sempre quella "aperta" di uno scooter, il peso c’è, e l’interasse è considerevole, tutte cose che sebbene Atlantic riesca a nascondere benissimo nel 90% dei casi prima o poi saltano fuori (come in tutti gli scooter del resto)

INTEGRALMENTE FRENO Passa l’esame a pieni voti il reparto freni. La ripartizione tra anteriore e posteriore ci è parsa ottimale ma la prima sensazione è quella di un impianto con poco mordente, occorre tirare con una certa forza le leve per avere una frenata efficiente. In realtà sfruttando entrambi i comandi si ottengono spazi di arresto molto contenuti e la gestione della frenata è sempre facile. Anche in casi di panic stop è praticamente impossibile arrivare al bloccaggio del posteriore, una bella sicurezza in più in cambio di un po’ di forza in più da applicare alle leve. Ci pare che il cambio sia indubbiamente vantaggioso.

IN QUESTO SERVIZIO
Casco: Lem California
Giacca: Alpinestars FT
Guanti: Alpinestars STS Drystar
Scarpe: Alpinestars MK-1

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