Autore:
Stefano Cordara


HOME SWEET HOME
Da qualche tempo a questa parte, la Moto Morini è tornata a casa, tutte le azioni della società sono, infatti, tornate ad appartenere alla famiglia Morini che così, per la prima volta, ha riunto sotto lo stesso tetto l'azienda che produce i motori (fondata da Franco Morini) e quella delle moto, fondata da Alfonso Morini negli anni 20. Con i tempi che corrono azionariati dispersi nel mondo e i cinesi che comprano a destra e a manca avere una azienda completamente italiana, (anzi famigliare direi) non è proprio male. Certamente un passo importante per la famiglia Morini che prende il via dall'entusiasmo del signor Maurizio, ora il vero e proprio "patron" dell'azienda.

SOGNI O REALTÀ? Da quando è rinata, la Morini ha sempre avuto le idee ben chiare su come piazzarsi sul mercato. Le sue non sono dream bike dal prezzo inaccessibile, ma moto con prezzi umani. La Corsaro è stata l'apripista della gamma Morini (seguita per ora dalla 9 ½, mentre a Milano dovremmo vedere una nuova endurona) ed incarna alla perfezione questa filosofia. Non ha linee eccessive, è pulita, perfino un po' pragmatica (se si escludono i due ciclopici cannoni di scarico) e fa di tutto per piacere a più gente possibile. In fondo, se facciamo bene i conti, nei suoi 12.350 € la Corsaro racchiude un motore da record, una ciclistica ben messa e un buon livello di finiture. Una moto valida che ha solo dovuto subire la solita trafila iniziale per mettere a punto l'elettronica che ormai rappresenta il problema più grande per chi realizza moto.


AFFINAMENTI
Logico quindi che i primi esemplari fossero un po' "grezzi" come mappature e che con il passare del tempo le cose siano migliorate di parecchio. La Corsaro che ci è arrivata in redazione appartiene all'ultima generazione, interessante riprovarla per vedere come la maturazione delle mappature abbia migliorato il carattere della nudona di Casalecchio. Devo dire che la Corsaro mi ha impressionato. Se è vero che le naked puntano forte sul carattere e sulla coppia la Morini dà dei punti a tutte.

BOMBARDONE Il 1200 ideato da Lambertini è davvero un bombardone da far paura, con un tiro da bisonte ai medi regimi e una suscettibilità notevole alle aperture del gas. Tira sempre come un pazzo e spinge la Corsaro a velocità ben poco urbane in tempi brevissimi. Non è piccolissimo come motore, ma certo è riuscito bene, soprattutto quanto a prestazioni, visto che la 1200 Morini è in grado di umiliare parecchie concorrenti dirette quanto a tiro e rabbia. Basta passare i 4.000 giri in pirma (anche a gas costante) per vedere la ruta anteriore puntare il cielo. E in seconda se si apre senza troppa attenzione succede lo stesso. Insomma, va trattata con i guanti altrimenti è facile anche mettersela per cappello.


VIUUULENZAA!
I bassi e medi regimi di questa moto sono di una violenza entusiasmante, tanto che non si è quasi invogliati a spingersi oltre, poi quando ci si avvicina alla zona rossa la verve cala un po' ma meno di quel che ci si possa aspettare, perché i 9.500 giri vengono raggiunti comunque con un certo impeto. Comunque, l'erogazione pulita consente anche di andare in giro a fil di gas senza problemi, perché le nuove mappature hanno portato ad un funzionamento molto regolare del motore, soprattutto quando è caldo.

SCALDATELO BENE Una volta scaldato a dovere, anche usandolo parecchio in città non ho mai rilevato spegnimenti improvvisi o scompensi di carburazione, segno che l'elettronica è effettivamente giunta a maturazione (ma sappiamo che anche mentre sto scrivendo potrebbero essere arrivate altre mappature ancora più raffinate, in questo campo lo sviluppo non finisce mai).


CHE FATICA L'AVVIAMENTO
L'unico appunto che mi sento di muovere è quello dell'avviamento. Il rapporto tra i giri del motorino di avviamento è piuttosto demoltiplicato così che ad ogni pressione del tasto start si vivono le fasi dell'avviamento con una certa apprensione. Sembra sempre che la compressione debba avere la meglio sul motorino anche a batteria perfettamente carica. lambertini dice che il motore si avvia a 500 giri e loro gliene hanno dati 700... Va bene, ma qualche giro in più proprio non glielo si poteva dare? In ogni caso, per fortuna, la lotta la vince sempre il motorino e la moto parte regolarmente,ma prima di mettersi in movimento meglio prendersi qualche secondo di pazienza perché il motore si scaldi un minimo per evitare di incappare in qualche starnuto o spegnimento. In questa fase si può certamente ancora migliorare, ma in tutte le altre condizioni d'uso il funzionamento della Morini è impeccabile e molto coinvolgente dal punto di vista emozionale.

PESO AVANTI La ciclistica supporta cotanto motore con l'aiuto di un buon telaio e di sospensioni ben regolate, che filtrano bene nella prima parte della corsa ma sanno anche sostenere per il meglio nella guida spinta. Guida che con la Morini è un po' particolare: l'impostazione in sella è quella delle naked da sparo, con manubrione largo e peso correttamente caricato in avanti, una sella un po' altina (830 mm) e un serbatoio che accoglie per bene le cosce del pilota. La moto è agile, ma ha una distribuzione dei pesi piuttosto spostata sul davanti che richiede un minimo di assuefazione durante i primi chilometri.


SU DI GAS
Questa percezione di peso sull'avantreno (dovuta più che altro ad un retrotreno un po' alto) si riesce facilmente ad eliminare avendo l'accortezza di sostenere la moto con il gas in percorrenza, così da avere un assetto un po' più neutro e non avere quella sensazione di avantreno che "chiude". Di contro quando si va in velocità (il minuscolo cupolino fa un discreto lavoro) c'è una certa impressione di labilità, con un appoggio che non raggiunge gli stessi livelli di una Tuono (il riferimento in questo senso), anche se di fatto non ci sono oscillazioni o sbandieramenti di sorta.


ASSIALE MA OK
Queste comunque le definirei caratteristiche, non difetti, e la Corsaro, mi è piaciuta molto anche perché ha una gran trazione, un buon bilanciamento e una ottima frenata , anche se il suo impianto appare superato allo sguardo. In realtà per una moto del genere le pinze assiali bastano e avanzano, anche se fanno molta meno scena di quelle radiali, ormai giudicate universalmente necessarie anche per guidare il tosaerba.


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