ANCORA TU
Nel mio immaginario la Varadero esiste da sempre e anche se nel tempo anche lei ha ricevuto alcuni aggiornamenti, per me parlare di questa grossa enduro turistica Honda è come riferirsi ad un classico, come le cravatte regimental o il completo di grisaglia. D'altra parte, la livrea in gradazioni di grigino della moto in prova a tutto faceva pensare piuttosto che a una moto fresca di presentazione o alla moda.

QUALITA' NIPPONICA In realtà, la linea della Varadero non è così vetusta come le tristi nouance delle sue plastiche potrebbero far credere, perché ha ricevuto proprio lo scorso anno un leggero restyling, che ne ha modificato lievemente le linee di tutte le plastiche e, in maniera più profonda, il disegno del posteriore. Così, oggi l'Honda è capace di esprimere ancora una buona dose di classe e una sensazione di qualità che concorrenti anche più recenti faticano a dare; solo al posto di guida la vista che si ha fa storcere un po' il naso, dato che il manubrio, i blocchetti elettrici e la strumentazione tradiscono più facilmente l'età anagrafica della moto.


NON METTE IN CROCE
Anche la posizione di guida non è all'ultimo grido, perché oggi siamo abituati a manubri da crocifissione e a una diversa ergonomia, mentre la Varadero offre una sella larghissima e super comoda, ma anche pedane piuttosto avanzate e un "manubrietto" dalla piega profonda e dalle estremità piegate verso l'interno. Il risultato è una posizione in sella molto efficace per il turismo, meno per la guida impegnata, alla quale sembrano essere ormai votate le moto di questa categoria.

DI UN'ALTRA ERA La cosa credo che dipenda proprio dal fatto che la Varadero arriva da un periodo storico diverso, motociclisticamente parlando,dove le grosse enduro bicilindriche non venivano usate per dare filo da torcere alle sportive sul misto (se non in atto, perlomeno in potenza...), ma erano viste come alternativa tutto terreno alle turistiche vere e proprie. Cosa che invece a questa Honda riesce ancora benissimo.


WIND STOPPER
La protezione aerodinamica offerta dal grosso serbatoio e dal cupolino che lo sovrasta è ottima a tutte le andature, mentre pilota e passeggero sono ospitati su una sella ampia e dall'ottima conformazione. Persino le vibrazioni sono ininfluenti a qualsiasi andatura, cosa che si traduce nella possibilità di viaggiare a lungo tenendo medie elevate e contando pure su buone doti guidabilità.

ASSORBE MA NON DONDOLA Come sempre accade sulle Honda, infatti, entrare in sintonia con la guida della Varadero è molto semplice, complici il grande equilibrio della ciclistica e la morbidezza con cui rispondono tutti i comandi. Frizione e cambio sono perfetti, mentre le sospensioni sono tarate sostanzialmente sul morbido, pur riuscendo a contrastare con efficacia i movimenti della moto quando la s'impegna tra le curve.

NON SOFFRE IN BASSO Le uniche note stonate riguardano quindi la potenza del motore e la frenata. Il grosso bicilindrico a V ha evidentemente immolato il carattere delle prime versioni sull'altare dell'ecologia, perché anche dando fondo alla manopola del gas la spinta non è così vigorosa come ci si potrebbe aspettare. In compenso, la regolarità è esemplare (per un bicilindrico di grossa cilindrata) e con la Varadero è possibile scendere anche sotto i 2.000 giri senza che il motore dia segni di insofferenza.


FRENATA A TRE La terna di dischi Nissin è
invece capace di tutta la potenza necessaria, ma quello che manca in questo caso è il feeling alla leva, velato dai lunghi condotti (per di più in gomma) che caratterizzano il complesso sistema di frenata combinata CBS-ABS. Essendouna versione piuttosto datata di questo sistema, inoltre, le reazioni sull'avantreno dovute ad un'azione sul pedale del freno posteriore sono evidenti e danno un po' fastidio quando si cerca di tenere il passo delle concorrenti.

NON BEVE PIU' La Varadero, in definitiva ha mostrato di essere fra le tre la più turistica. Forte di una comodità esagerata e di una protezione aerodinamica notevole. Nei confronti delle proposte più recentiha solo un motore meno aggressivo e un comportamento generale meno votato alle scorribande su asfalto. Buone notizie arrivano però dai consumi (tallone d'Achille di questa moto in passato), che si sono rivelati allineati a quelli delle altre due big enduro, e dal prezzo d'acquisto che sfrutta la lunga permanenza della Honda sul mercato e si pone come il più basso della categoria, nonostante l'ABS di serie.


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