EFFETTI SPECIALI
Se cercate la moto per stupire gli amici questa è quella che fa per voi, in Benelli non hanno certo lesinato nel design, le scelte tecniche sono del tutto fuori dagli schemi e hanno portato ad una moto ancora oggi inconfondibile da qualsiasi lato la si guardi. Il radiatore posteriore (sotto al codone) e le due vistose ventole posteriori per l'estrazione dell'aria sono ancora oggi il suo marchio di fabbrica.

STRETTA COME UN DUE Proprio a causa del montaggio posteriore del radiatore la moto è strettissima, al pari di una bicilindrica e questo la rende molto filante aerodinamicamente. In compenso il sedere è si allarga un po'. Analizzandola si nota come non ci sia alcun elemento banale nel suo design e anche la guida ha i suoi punti particolari.


SPORTIVA STRADALE
Delle tre è la più comoda, la sella (comunque poco imbottita) che sì "incastra" sotto al serbatoio (ma non dà fastidio nella guida) è la più bassa e anche la distanza tra sella e serbatoio è umana così che su strada non si soffre più di tanto. E proprio su strada il leone Benelli ruggisce con forza. Il motorone tutta coppia ti fa filare senza che ci sia bisogno di tirare troppo le marce. Il caratteristico ringhio del tre cilindri è accompagnato da una rumorosità meccanica sopra la media (anche perché la frizione a secco lavora all'aperto come sulle moto da corsa), e da un rombo di scarico di notevole effetto. E con lei alla fine fai più strada di quel che pensi, perché il tre cilindri "spalma" la potenza su un arco di giri molto ampio, anche se il meglio arriva oltre i 7000 indicati.

PESO MASSIMO In pista la Benelli patisce più che altro il peso elevato, ma alla fine esce dal confronto meglio di quel che si possa pensare. La stabilità è ottima e la frenata tutta Brembo è, manco a dirlo, di altissimo livello e sfruttabile fino all'ultimo centimetro grazie ad una frizione antisaltellamento che funziona molto bene (tra l'altro è l'unica delle tre ad averla). La sua guida è caratteristica, molto puntata sul davanti e con un baricentro piuttosto alto, e questo la rende un po' macchinosa quando occorre cambiare direzione nelle esse di Rijeka e un po' "fisica" da inserire in curva.


DAVANTI PIANTATO
In compenso la sicurezza trasmessa dall'avantreno è impressionante e questo porta a fidarsi molto in ingresso e a cimentarsi in pieghe esagerate limitate dalle pedane non altissime che arrivano ad affilarsi fin troppo presto sull'asfalto. La Tornado impone quindi la sua guida (anche questo è carattere) fatta di poche correzioni dell'ultimo minuto e di un rigore direzionale notevole. Coppione elevato e peso al posteriore stressano parecchio il pneumatico che potrebbe diventare insofferente alle manate di gas prima del tempo causando movimenti del retrotreno... Con l'aumento di cilindrata il tre cilindri ha guadagnato anche cavalli, la potenza non è da record in termini assoluti ma l'andamento delle curve fa fare bella figura alla Benellona, che di coppia ne ha sempre tanta (da 3750 giri siamo sempre sopra gli 11 kgm!) e quando si prende il gas in mano a centro curva di cavalli ce ne sono sempre un sacco.


LA PROVA AL BANCO






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