Autore:
Stefano Cordara

DUE (PILOTI) PER UNO (TITOLO) Quanto alla capacità di mettere due galletti nello stesso pollaio, Yamaha è assolutamente imbattibile. Basta guardare ai tue team ufficiali MotoGp e Superbike per capire come a Iwata non interessi molto la gerarchia all'interno di un team che da sempre vede una prima guida e un onesto gregario...

Visti i risultati in Moto GP (mondiale piloti, marche e team tutti conquistati lo stesso anno e due piloti nei primi due posti...) evidentemente in Casa Yamaha hanno deciso di replicare anche tra le derivate di serie. Vincere un campionato combattutto come il mondiale Superbike è cosa molto difficile (tanto che Yamaha c'è riuscita solo l'anno scorso dopo anni) ripetersi lo è ancora di più e forse è per questo che a Iwata, una volta "perso" Spies hanno raddoppiato la carica balistica.

CHI È IL LEADER? Ora, guardando al team factory Yamaha, chi è la prima guida? L'anno scorso i ruoli erano ben definiti: Spies con il suo talento cristallino ha preso in mano le redini del team, e Tom Sykes si è accontentato di prendere una gran paga. Quest'anno la situazione è un po' meno chiara. Sulla carta il caposquadra è James Toseland, bicampione del mondo al rientro nella categoria che più gli ha dato soddisfazione. Ma è un fatto che Toseland nei primi test ha regolarmente preso paga dal giovane compagno Cal Crutchlow, uno che dice di voler fare esperienza (si, come Spies l'anno scorso) ma che negli occhi sembra avere la stessa smania di vincere di un altro britannico doc: Carl Fogaty.

INCOLLATI ALLA TV É pensabile che i leader della squadra emergerà gara dopo gara prendendo il sopravvento a suon di risultati. Come andrà a finire lo sapremo solo guardando tutte le gare di quello che si preannuncia uno dei campionati più belli della storia. Un campionato che parlerà molto inglese e dove la Yamaha vuole essere di nuovo protagonista.

SPONSOR ITALIANO Quanta importanza la Casa di Iwata dia alla Superbike è facile da comprendere. La presentazione dell'importantissimo Team Fiat Yamaha MotoGp è avvenuta on line, in concomitanza con i test, quella dello Team Factory Yamaha è stata fatta "in carne ed ossa" a casa della Sterilgarda, sponsor principale che l'hanno scorso ha impiegato poco a capire qual'era il cavallo vincente, salendo a bordo della R1 ufficiale a campionato già iniziato.

MOTO EVOLUTA Per consentire ai due inglesi di puntare al titolo in Giappone e a Gerno (dove hanno sede entrambi i team MotoGP e SBK) hanno lavorato sodo anche sulla moto che è dimagrita di 3 kg (nuovo serbatoio in carbonio, nuova carenatura, nuovo scarico, nuovo radiatore maggiorato per raffreddare meglio il motore) ma ha visto la potenza del quattro cilindri a scoppi irregolari crescere di 8 cv per un valore assoluto che ora sfiora i 230 cv a oltre 15.000 giri. Non male per una "derivata di serie eh?


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