Autore:
Elvio Menegaz

LA MOTO CHE NON CADE. SECONDO ATTO Il 45mo Tokyo Motor Show sarà il palcoscenico ideale per mostrare l'Honda Riding Assist-e e ci dirà anche qualcosa in più sui progetti futuri del motociclismo secondo Honda, una delle aziende che investe di più o che mostra su cosa si sta concentrando. Moto che rimangono in piedi da sole, che ti seguono senza nessuno a bordo, ma a Tokyo mostrerà qualcosa di più evoluto rispetto all'Honda Riding Assist, la moto che sta in piedi da sola, presentata al CES 2017 di Las Vegas.

DAI ROBOT ALLE MOTO La "e" in fondo al nome evita qualsiasi dubbio e segna la differenza con il prototipo presentato al CES 2017, realizzato su base NC750: la Honda Riding Assist-e abbandona il motore termico per adottare la trazione elettrica. Non soltanto, l'evoluzione della moto che sta in piedi da sola non si basa più su un modello esistente ma è un concept tutto nuovo, almeno all'apparenza. Alla base c'è sempre la tecnologia che Honda sta sviluppando da anni sui robot umanoidi, ma per ora Honda tiene stretti i segreti di questa evoluzione della sua moto che non cade, in attesa di svelarli forse a fine ottobre al Tokyo Motor Show ma qualche ipotesi si può avanzare. Guardando la sua strumentazione digitale si nota un "Mode 4", che può indicare differenti livelli di assistenza nel tenere la moto in equilibrio alle basse velocità (inferiori a 5 km/h per il primo prototipo), e gli strumenti mostrano anche l'indicazione dei gradi di inclinazione della moto, una informazione forse pensata non per distrarre chi sfiora l'asfalto con ginocchia e gomiti, ma per i principianti a cui la Riding Assist-e è dedicata. La sella bassa, così come il baricentro, e il design urbano uniti alla trazione elettrica sembrano confermare la sua destinazione.

COSA SI VEDE Il motore e il sistema di autobilanciamento sono il corpo centrale di questa moto, telaio in tubi, mentre la tecnologia a LED per l'illuminazione ne contraddistingue il frontale. Forcella tradizionale all'anteriore , mentre un mono ammortizzatore fa leva su un monobraccio al posteriore, impianto frenante con un mono disco dal design wave all'anteriore.

EMISSIONI 0 Tutto quello che vediamo, ci porta a riflettere che oltre alla mancanza di un motore termico, c'è una totale assenza di parti in carbonio. Chissà come mai non è stato usato questo materiale per alleggerire questo prototipo. Il carbonio darebbe rigidità alla struttura per sostenere il motore e il sistema di autobilanciatura, che potrebbero risultare pesanti. Bisognerà attendere ancora un po' per avere queste risposte e molte altre.


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