Autore:
Stefano Cordara

UNO SGUARDO AL FUTURO Già da tempo ci eravamo chiesti come mai Harley-Davidson non avesse voglia di sfruttare a fondo il marchio Cagiva per un rilancio. Il marchio dell'Elefantino, in effetti, avrebbe tutte le carte in regola per poter fare "cassetta": ha storia, anche sportiva, sta simpatico agli appassionati e negli anni ha realizzato di tutto, dallo scooter alla naked alla maxi enduro. Di questa cosa avevamo parlato qualche tempo fa quando erano circolati in rete i bei bozzetti di Oberdan Bezzi su come avrebbe potuto essere la Elefant motorizzata con il Rotax Helicon.

SOTTO SOTTO Una operazione che evidentemente la decisione di vendere MV da parte di Harley ha stoppato. In realtà alla Cagiva si stava lavorando sì, ma i progetti erano ben altri e più allineati a quello che potrebbe essere il futuro prossimo della mobilità. Mentre tutti si aspettavano una moto, a Schiranna il lavoro sommerso puntava all'elettrico. Non è un mistero che il successo del TMax sia qualcosa di molto invidiato dai costruttori di moto, così come non è un mistero che anche BMW stia lavorando alacremente a un progetto alternativo al maxi scooter giapponese. A spiazzare tutti, però, potrebbe essere questo Torpedyne che la butta non solo sulla sportività assoluta ma anche sull'ecologia a tutti i costi.

SEMPRE PIÙ ELETTRICI Così, dopo aver appena commentato le foto delle nuove KTM Freeride zero emission eccoci a parlare di uno scooter che in futuro potrebbe diventare un nuovo importante competitor nel segmento dei maxi. Certo gli scogli da superare non sono pochi, da quel che ne sappiamo (pochissimo) il Torpedyne è un progetto che impiegherà ancora parecchio tempo per arrivare sulle strade, in attesa che tra auto e moto elettriche le amministrazioni si decidano a realizzare le colonnine per la ricarica.

MAXI CON LA SCOSSA Ma le poche notizie in nostro possesso sono interessanti. Sì, perché per la prima volta non si tratterebbe di uno scooter puramente utility (come ad esempio l'E-Vivacity di Peugeot) ma da quel che si mormora, di un superscooter che quanto a prestazioni non vuole essere secondo a nessuno.

SOMIGLIA A QUALCOSA? Il look aggressivo non lascia spazio a dubbi, siamo nel mare magnum dei prodotti sportivi, ed è curioso constatare come per certi versi il Torpedyne assomigli molto al Leonardo 500, il prototipo di scooter 500 2 tempi con motore Ditech che Aprilia portò all'Eicma nel 2003 e che fece molto scalpore tra gli appassionati. Con quel prototipo il Torpedyne condivide il monobraccio posteriore e la trasmissione a cinghia (peraltro ingiustamente poco utilizzata nel mondo moto, tranne che, guardacaso da Harley). Le ruote sono grandi (forse 16 pollici) quasi da moto, l'avantreno con il freno anteriore con disco da 320 mm e la pinza a quattro pistoncini ricorda quello della Mito. Fin qui comunque niente di così innovativo.

ELETTRICI SUPER Le novità importanti sarebbero tutte nella propulsione, che sfrutta due motori elettrici Scalloped-Hammerhead da 120 volt, capaci di erogare ben 35 kW di potenza (quasi 50 cv) e una coppia di 40 Nm a 0 giri, con una specie di overboost che dando fondo al gas (o meglio al potenziometro...) porta la potenza a 40 kW per brevissimi periodi.

A 150 PER 80 KM Numeri che si traducono in un guizzo bruciante al semaforo e in una velocità massima di 150 km/h mantenibile per circa 80 km prima che le batterie ai Polimeri di Litio esauriscano la carica. Batterie che sono piazzate nel tunnel centrale (così che la salita è "a scavalco" come sulle moto) lasciando libero quindi lo spazio sottosella, occupato solo in parte dal regolatore elettronico di tensione raffreddato a liquido.

NON SPRECA NULLA Utilizzando una guida più moderata l'autonomia salirebbe fino a 100 km anche grazie al recupero dell'energia cinetica passiva grazie al sistema Cynematic Recovery Accumulation Battery (una sorta di Kers) che ricarica le batterie in decelerazione o in frenata. Il peso maggiore delle batterie è compensato dalla leggerezza dei motori elettrici e dalla trasmissione a cinghia.

LEGGERO Il Torpedyne potrebbe essere uno dei maxi scooter più leggeri del mercato, superando di poco i 200 kg a secco… di corrente. Insomma volenti o nolenti l'elettrico avanza, c'è solo da sperare che presto anche le amministrazioni ci credano. Un'autonomia di 80 km (nel peggiore dei casi) sarebbe già sufficiente per la maggior parte dei commuter urbani. Se solo ci fossero anche le colonnine per ricaricare i mezzi, veicoli come il Torpedyne potrebbero avere una vita più facile e renderebbero l'aria più respirabile nei centri cittadini. Intanto però in Cagiva ci credono.


TAGS: cagiva torpedyne el1 cagiva cagiva scooter cagiva scooter elettrico torpedyne