Autore:
Alfredo Verdicchio

ARRIVA La "custom-naked" Griso della Moto Guzzi è finalmente realtà. Non si sa ancora una data definitiva per l'arrivo dai concessionari, però per ora l'importante è che ci sia. Nera, come l'abbiamo sempre vista e in un nuovo color sabbia meno cattivo ma più elegante.

MEGLIO DUE CHE QUATTRO E non è cosa da poco, viste le vicissitudini padronali in cui è caduta a causa della crisi della capogruppo Aprilia. Le foto mostrano che tutti questi mesi di anonimato non sono passati invano. Lì, sotto le rocciose travi che sorreggono il filante serbatoio, se si guarda bene, non c'è più appeso il twin quattro valvole Guzzi, ma il più noto due valvole. Una scelta dettata dal maggiore equilibrio dinamico che il due valvole sa dare per la sua migliore distribuzione dei pesi. E poi di cavalli ce ne sono più che a sufficienza.

CAMBIA LA SOSTANZA A ben vedere, comunque, il due valvole non è lo stesso di sempre. Sì, la forma è quella con la V di 90° messa di traverso, ma dentro c'è stata una piccola rivoluzione a cui si può dire che sono sopravvissute solo la coppia di valvole per cilindro (che sono in acciaio inox per garantire maggiore durata)e poco altro ancora.

MOTORE MODERNO A parte l'iniezione elettronica che oramai non è più una novità per nessun twin raffreddato ad aria, il "nuovo" V 11 si è fatto finalmente più corto di quattro centimetri con il semplice trasferire dell'alternatore in mezzo alla V disegnata dalle teste. Soluzione semplice, semplice che però ha permesso anche di spostare tutta la meccanica più avanti e in alto, migliorando così l'abitabilità in sella per i più alti, ma soprattutto la guidabilità (si è cercata maggiore maneggevolezza). Il basamento è stato ridisegnato e con esso anche il pescante e la coppa dell'olio per aumentare l'efficacia della lubrificazione, specialmente in curva, in frenata e in accelerazione.  Particolare attenzione è stata dedicata anche alle operazioni di manutenzione, facilitandole con il posizionamento esterno del filtro dell'olio. Le bielle si sono alleggerite del 10% rispetto alla precedente versione e si è cercato di minimizzare l'inerzia delle masse in moto e quindi le vibrazioni tipiche dei bicilindrici. Anche i pistoni sono diversi, più corti e leggeri, mentre le fasce sono state alleggerite e spostate. Tutto nuovo il disegno della profilatura del mantello, mentre le nuove guarnizioni metalliche sulle teste dei cilindri dovrebbero portare ad un netto miglioramento dello scambio termico e la tenuta dei prigionieri.

DUE CANDELE Dopo BMW e Ducati, anche sulle Moto Guzzi del futuro arriva la doppia candela d'accensione per ogni cilindro: una soluzione che, a detta dei tecnici di Mandello, oltre a ridurre vibrazioni, battiti in testa e rendere più fluida l'erogazione ai bassi e medi regimi, permette una migliore combustione del carburante in fase di scoppio con una conseguente riduzione dei gas di scarico, tanto da rispettare fin d'ora la prossima normativa Euro-3. A questo proposito, alla doppia accensione si aggiunge anche la valvola pneumatica "stepper motor" (che arriva dritta dritta dal mondo dell'automobile) che, oltre a facilitare le partenze da fermo, contribuisce a ridurre le emissioni e a stabilizzare il regime di funzionamento. Proprio come gli iniettori Pico, posizionati sui collettori d'aspirazione, molto vicini alle valvole che, oltre ad una migliore combustione, dovrebbero garantire un'erogazione più pronta e minori emissioni.

CARDANO COMPATTO Completata e perfezionata anche la nuova trasmissione a "Cardano Reattivo" (in sigla CA.R.C.) che al salone EICMA di un anno fa aveva felicemente sorpreso tutti per il suo aspetto solido e innovativo. Una innovazione "rubata" dalla BMW che è riuscita ad arrivare prima sul mercato con l'ultima GS 1200, ma che non toglie la paternità del progetto a Moto Guzzi, che per fortuna non ha abbandonato il progetto, ma lo ha affinato. Sostanzialmente il nuovo cardano incorporato nel bel forcellone in lega di alluminio e quindi più rigido, è stato studiato per migliorare la risposta della trasmissione eliminando il fastidioso effetto "sollevamento" all'apertura del gas tipico del cardano. Inoltre, il CA.R.C. della Moto Guzzi adotta un'asta di reazione superiore (per avere più luce a terra nelle pieghe al limite) di tipo non portante e, a differenza di quello adottato anche da BMW, si caratterizza per l'uso di un forcellone "tutto d'un pezzo", che ne garantisce una maggiore rigidità al tutto.
Insomma, a leggere tutte queste modifiche si capisce che in Moto Guzzi non sono rimasti a girarsi i pollici, ma ci hanno dato dentro come al loro solito per non arrivare all'appuntamento bavarere con il sacco vuoto.


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