Autore:
Andrea Gatti

BATTAGLIA APERTA Dopo le gare al calor bianco di Donington che hanno visto cinque piloti e quattro Case in gioco fino all'ultima curva, il Mondiale Superbike vola negli Stati Uniti per il sesto dei quattordici round del calendario 2012. Non affrettatevi a sintonizzare il registratore per domenica, come da tradizione, le due gare si correranno di lunedì, il 28 maggio, Memorial Day in onore alle forze armate.

TRA STORIA E SCARAMANZIA La tappa americana ha un filo diretto con il passato della specialità. E' infatti proprio negli USA che è nata la Superbike, erano gli anni 70 e da queste parti si correva già con moto derivate dalla serie, un campionato che si è sviluppato negli anni fino a diventare mondiale nel 1988. Inoltre rappresenta una tappa importante per i piloti. Scaramanzie o no, i fatti dicono che chi ha vinto a Miller si è poi laureato campione del mondo.

BIAGGI LEADER POCO TRANQUILLO Dopo il  Round inglese la classifica non è cambiata molto: Max Biaggi, che al Miller Motorsport ha già vinto due anni fa, è ancora leader. Quest'anno però Biaggi se la deve vedere con avversari tostissimi. L'Aprilia numero 3 è infatti braccata dalla Kawasaki di Tom Sykes che, oltre a centrare quattro pole su cinque, ha dominato il round di Monza; il 26enne britannico è carico, veloce (e quello lo era anche prima) costante (e questa è una novità) ed è staccato di soli 5 punti da Biaggi. 

CHECA CERCA IL FILO Il successo di Donington ha rimesso in carreggiata anche la Honda del World Superbike Team di Jonathan Rea, che con due successi all'attivo insegue dal terzo posto con 20,5 punti di ritardo dalla vetta. Gli USA sono anche una tappa importante per le ambizioni mondiali di Carlos Checa, che qui ha fatto sempre la differenza dominando sia con Honda (2008) sia con la bicilindrica bolognese (2011). Checa, quest'anno apparso un po' meno lucido del solito, ha all'attivo anche tre Superpole (2008, 2010, 2011), punterà al doppio bersaglio per recuperare i 23 punti che lo separano da Biaggi.

BMW RAMPANTE La BMW Motorrad è atterrata negli Stati Uniti con il morale alle stelle dopo lo storico primo successo di Marco Melandri sul tracciato britannico. Il ravennate è a 31 punti da Biaggi, ed è inseguito a sua volta dal compagno di squadra Leon Haslam: sulla classifica di entrambi pesa la scivolata che li ha visti coinvolti all'ultima curva di Donington. Tra i piloti degni di attenzione mettiamo pure Guintoli, mai così in forma come quest'anno, e Hopkins, infortunato ma recuperato a tempo di record, che correndo in casa vorrà certamente dare soddisfazione ai suoi molti tifosi americani.

NON MANCA PIU' (QUASI) NESSUNOTanti protagonisti in cerca di vittoria saranno garanzia di spettacolo in due sfide dal pronostico difficile. Basti pensare che nelle dieci gare disputate ci sono stati sei vincitori (Biaggi, Checa, Rea, Guintoli, Sykes e Melandri) con cinque moto differenti: Aprilia, BMW, Ducati, Honda e Kawasaki. Al momento manca all'appello solo la Suzuki. Sarà la volta buona?

Classifica (dopo 5 di 14 round): 1. Biaggi 128,5; 2. Sykes 123,5; 3. Rea 108; 4. Checa 105,5; 5. Melandri 97,5; 6. Haslam 89; 7. Guintoli 85; 8. Laverty 65; 9. Giugliano 50; 10. Smrz 44,5; etc. Costruttori: 1. Ducati 161,5; 2. Aprilia 139; 3. BMW 131; 4. Kawasaki 129,5; 5. Honda 112; 6. Suzuki 40,5.                    


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