Autore:
Paolo Sardi

LA PASSIONE FA 90 (MILA) Chi ha sempre sognato di possodere una MotoGP inizi pure a rovistare nella cassetta degli attrezzi e a cercare il martello per rompere il maialino di terracotta. Dico subito che l'obiettivo da raggiungere è una bella cifra, circa 90.000 sterline, ovvero 112.000 euro a spanne, ma per questi soldi ci si può portare a casa una DR Moto. Su, non fate quella faccia perplessa: non è una versione a due ruote delle crossover low cost DR5 che circola sulle nostre strade, bensì una special con i fiocchi voluta da Dean Reynolds, un tecnico inglese con le corse nel sangue. Giusto per inquadrarla, la sua Reynolds Engineering ha alle spalle collaborazioni importanti nella Superbike inglese e mondiale, in Moto2 e anche in MotoGP. Inoltre ha pure partecipato alla realizzazione delle moto volute da Kenny Roberts per il suo team e della Proton.

UNA VERA Con un simile background, Reynolds ha deciso di fare un salto di qualità: dare la possibilità agli appassionati e ai gentleman rider di acquistare un mezzo quanto più vicino possibile a una vera MotoGP. Il risultato è questa DR Moto, che rispetta in tutto e per tutto i regolamenti della MotoGP e che è confezionato con componenti racing di prima qualità. Il telaio porta la firma di Barry Ward, a sua volta ex collaboratore stretto del Marziano, ed è realizzato in alluminio, così come il forcellone e molti altri pezzi, ottenuti facendo ampio ricorso a macchine a controllo numerico. Le possibilità di regolazione concesse dalla ciclistica sono enormi, tanto a livello dell'inclinazione del cannotto di sterzo, quanto della disitribuzione dei pesi e dell'interasse, che può variare tra i 1.402 e i 1.452 mm. Nemmeno la rigidità del forcellone è fissa e può essere aggiustata di fino, in funzione dei gusti del pilota e del tipo di gomma montata. La griffe sul reparto sospensioni è - neanche a dirlo - Ohlins, con una forcella FG 386 CRT e un mono TTX36, due classici in ambito MotoGP, mentre i freni sono Brembo. I più esigenti, tra l'altro, possono chiedere i dischi in carbonio, sempre e comunque lavorati da pinze monoblocco a quattro pistoncini e montati su cerchi forgiati in magnesio della Marchesini.

HIGH TECH La carenatura è in carbonio mentre il motore, anche per una questione di affidabilità, è parente di quello della Yamaha R1 ma con specifiche da Superbike e portato a erogare oltre 200 cv alla ruota. La gestione è affidata a una centralina Motec M800 e a completare il quadro sul fronte dell'elettronica ci sono il controllo di trazione, il sistema anti-wheeling e l'assistenza alle cambiate che rende inutile l'uso della frizione quando si agisce sul cambio Nova a rapporti ravvicinati.