Autore:
Stefano Cordara


C'È CHI NE HA DUE
Doppia mescola, ormai queste parole sono sulla bocca di tutti gli appassionati di moto sportive che con i pneumatici "multicompound" ci convivono da qualche tempo. Come ci è già capitato di dire, questa caratteristica tecnica nata per offrire il meglio nelle competizioni alla fine risulta essere la migliore per i pneumatici stradali sportivi (ormai è applicata anche su qualche gomma turistica), quelli che devono coprire un range di utilizzo molto vasto, dalla gita al mare con fidanzata e costume al seguito alla smanettata in pista. Il tutto dovendo gestire potenze attorno ai 180 cavalli, assicurare percorrenze chilometriche accettabili, e avere un funzionamento sicuro anche sul bagnato.

E CHI TRE Insomma il pneumatico a due mescole non fa più notizia, ma ecco che Bridgestone esagera e per il suo nuovo BT 016 di mescole ne tira in ballo addirittura 5, tre al posteriore, due all'anteriore). Dato che per prima la Casa giapponese aveva introdotto un pneumatico bimescola (nel 1985 il BT12 solo per il mercato giapponese) oggi si sente in diritto di ribadire la propria leadership in questa tecnologia spostando il limite ancora più in la.

STRADALE (MOLTO) SPORTIVO Il BT 016 arriva a rimpiazzare il BT 014, ormai sul mercato da diversi anni e secondo Bridgestone si inserisce nel segmento degli sportivi stradali (Dunlop Qualifier, Pirelli Diablo Rosso, Michelin Pilot Power, Metzeler Sportec M3, Continental Sport Attack) lasciando al BT 002 RS il compito di lottare contro i bimescola che conosciamo (Pilot Power 2CT, Diablo Corsa III, Qualifier RR). In realtà, forse Bridgestone ha peccato di modestia, perché dopo averlo provato, il BT 016 mi pare sia più vicino a questi ultimi che a quelli che i manager giapponesi indicano come i suoi concorrenti "naturali". Per certi versi mi pare perfino superiore al BT 002 RS (che avevamo provato a suo tempo) perché ha prestazioni molto vicine ma è più versatile.

PASSI AVANTI In ogni caso non occorre essere dei geni per capire che di passi in avanti rispetto al BT 014 ne sono stati fatti davvero molti. Perfino superfluo affermare che la rincorsa al titolo mondiale della Moto GP ha avuto, a cascata, effetti benefici anche su questo prodotto stradale che non a caso beneficia della stessa tecnologia utilizzata sulle gomme che montano Casey Stoner e Valentino Rossi.


DUE DAVANTI
Per prima Bridgestone quindi utilizza una tecnologia multimescola (denominata 3LC) su un pneumatico anteriore dove la banda centrale è più rigida (non solo per offrire maggior percorrenza ma anche per sostenere meglio la moto in staccata) e i lati sono più morbidi per garantire maggior grip.

TRE DIETRO Posteriormente la faccenda si complica ulteriormente le mescole diventano addirittura 3, una centrale più dura per migliorare la percorrenza, le due laterali più morbide (ma rigide) per dare grip e sostegno in accelerazione, e le due fasce estreme ultramorbide per avere il massimo del grip alle inclinazioni più elevate.


La distribuzione
delle tre mescole
posteriori
NUOVA STRUTTURA Tutte nuove mescole e disegno, quindi, mentre cambia anche la struttura, soprattutto dell'anteriore che ora utilizza anch'esso il sistema "Mono Spiral Belt" con un cavo in acciaio (composto da tre filamenti) avvolto nel senso di marcia ad assicurare la corretta rigidità del pneumatico limitandone la deformazione. Al posteriore questa tecnologia era già utilizzata e, infatti, la ritroviamo con l'unica differenza rispetto all'anteriore del cavo in acciaio qui composto da 5 filamenti.





L'IMBARAZZO DELLA SCELTA
Per la prova delle sue nuove BT 016 Bridgestone ha fatto al solito le cose in grande, una giornata in pista a Jerez con tutte le sportive del momento (da 600 a 1200 cc, così tante che era difficile scegliere) e mezza giornata su strada per saggiarne il comportamento sui percorsi normali. Al solito ho cercato di spalmare la prova sul maggior numero di modelli possibile per avere un quadro il più possibile chiaro del comportamento della gomma (così ho orientato le mie scelte su Kawasaki Ninja 600, Honda CBR 600 RR, KTM RC8, Ducati 1098, Kawasaki Ninja 1.000).

MOLTO SPORTIVA Bene in pista la BT 016 hanno fatto davvero un figurone,piace il bilanciamento dei profili tra anteriore e posteriore, e piace soprattutto la neutralità che questi pneumatici regalano alla moto. Sterzo sempre fermo, nessuna tendenza a "cadere" all'interno della curva ne, tantomeno, a resistere quando si forza la staccata a freni in mano.


FORTE IN STACCATA
Una situazione dove anzi la BT 016 si è dimostrata superlativa, migliorando ad esempio il comportamento della Ninja '08 (che tende ad essere reticente a scendere in piega a freni tirati), e assicurando ingressi in curva più da gomma racing che stradale. In queste condizioni si apprezza il sostegno dell'anteriore, che così a sensazione si pone come il riferimento nel suo segmento per prestazioni e capacità di gestione dell'ingresso curva, e che tra l'altro ha il pregio di essere molto comunicativo oltre ad avere un limite davvero elevato.

NON MOLLA Buono il giudizio complessivo anche sul posteriore, mai in crisi con le medie cilindrate (anche quando un po' consumato e non si accarezza il gas), sempre gestibile con le 1.000 e un po' stressato solo dalle bordate di coppia ai medi della KTM RC8 e della Ducati 1098, entrambe colpevoli di avere un assetto troppo rigido al posteriore che fa "pompare" un po' la gomma in accelerazione. Nonostante questo, il bello della BT 016 (e in genere di tutti gli pneumatici di questo segmento) è la capacità di avvertire il pilota con ampio anticipo dell'avvicinarsi del limite e di restare sempre assolutamente gestibili, così che qualcuno piuttosto smaliziato (leggi Jeremy Mc Wiliams tester ufficiale Bridgestone) poteva divertirsi in interminabili derapate... Da segnalare, in pista, anche l'ottima capacità di assorbimento dei colpi anche se la sensazione è che le 016 siano comunque piuttosto rigide.


RIGIDE SU STRADA
Sensazione che trova pronta conferma nella prova su strada il giorno successivo, la sportività della BT 016 non si nasconde, e il risultato è una gomma che si scalda in fretta e assicura ottimo feeling di guida anche su strada ma non offre un comfort da prima della classe. La stabilità, anche alla guida delle naked è eccellente, manubri saldi ottima capacità si smorzamento dello shimmy (l'oscillazione del manubrio) profili omogenei ed intuitivi rendono questa gomma davvero versatile, anche se sulle asperità la sua sportività si fa sentire con una risposta piuttosto secca, anche se non a livello dei pneumatici ultrasportivi. Le BT 016 le troverete anche come pneumatici di primo equipaggiamento sulle Suzuki GSX-R 600 e 750, Yamaha R6 e Kawasaki Ninja ZX-10R

Le misure delle BT 016

Anteriore
130/70-16
110/70-17
120/70-17
120/60-17

Posteriore
150/60-17
160/60-17
160/60-18
170/60-17
180/55-17
190/50-17
190/55-17


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