Prova su strada
Peugeot Traveller, comfort di bordo e piacere di guida

Peugeot Traveller, per viaggiare comodi e in buona compagnia

Il fratello gemello di Citroen Spacetourer è un viaggiatore coi fiocchi. Ideale sia per i professionisti, sia per famiglie numerose

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Autore:
Lorenzo Centenari

FURGONCINO A CHI? C'era una volta il veicolo commerciale leggero. Un mezzo capiente, affidabile, talvolta anche veloce. Il genere di automobile che tuttavia finiva per trasferirsi dalla fabbrica direttamente nel garage del professionista: artigiano, commerciante, piccolo autotrasportatore. Tutt'al più, nella rimessa di un albergo a cinque stelle. Alla classica famigliola, di adottare un furgoncino come prima auto, manco passava per la testa. Via via le cose sono cambiate: e se la strada maestra è battuta dai prodotti tedeschi, dall'ingegno francese è scaturito Peugeot Traveller, l'alternativa per chi sa fare a meno del lusso, ma che di certo non si accontenta

IL MIO SPICCHIO DI TORTA La quota mercato occupata da Mercedes con i propri Vito, Viano e Classe V è irraggiungibile. Troppa storia, troppa perfezione. Eppure la sua fetta di successo Peugeot Traveller, gemello separato alla nascita di Citroen Spacetourer e Toyota Proace, da quando è sulla scena (settembre 2016) se la è pur sempre ritagliata. 700 unità vendute valgono oltre il 5% di share di una categoria, il segmento D Combi, che nell'anno in corso ha già messo in strada 7.000 esemplari. Non solo Suv: agli italiani che chiedono spazio e modulabilità, e che al contempo non rinunciano al design e al piacere di guida, anche se in misura assai più modesta il concetto di monovolume ricavato dallo scheletro di un commerciale va comunque a genio.  

PER OGNI OCCASIONE Dunque Peugeot Traveller piace, e soprattutto piace a un pubblico assai eterogeneo. Ci sono le flotte (22%) e le società di noleggio (35%), certo. Ma a stupire è l'indice di acquirenti privati, pari al 43% del totale. Automobilisti che in prevalenza svolgono un mestiere che comporta il trasporto di oggetti ingombranti, ma che al classico van preferiscono un mezzo adatto a circolare sia dal lunedì al venerdì in formato camioncino, sia nel weekend in veste di taxi collettivo, con tanto di moglie, prole e animali domestici al seguito. Della serie: prima il dovere, poi il piacere, ma senza mai scendere dalla stessa vettura. D'altra parte, per innamorarsene è sufficiente un appuntamento anche fugace.

VIAGGIATORE VANITOSO Peugeot Traveller è innanzitutto gradevole a vedersi. Niente da spartire con l'immagine di cassetta degli attrezzi a quattro ruote. Ai professionisti, il Leone dedica comunque anche la versione commerciale, che come allora risponde al nome Expert. La Traveller adotta uno stile moderno e movimentato, al 100% Peugeot. Con la caratteristica calandra a listelli verticali sul frontale, il cofano corto e orizzontale, ma armonioso, i fari ripresi da Peugeot 308, inoltre la fiancata che pur essendo regolare (a tutto vantaggio della visibilità laterale) si concede una sensuale fossetta nella parte inferiore. Scorrevoli elettricamente le portiere posteriori: a seconda dell'allestimento, azionabili anche con un gesto del piede a ridosso del paraurti (funzione hands-free). Scavato in basso anche il portellone, enorme bascula dalla forma perfettamente ortogonale e dalla cornice assai vicina a terra. Per manovre di carico/scarico a prova di mal di schiena.

SI FA IN TRE Peugeot Traveller esiste in tre progressive misure di carrozzeriaCompact (4,61 metri di lunghezza), Standard (4,96 metri) e Long (5,31 metri). Tra una versione e la successiva corrono 30 cm di differenza, mentre la distanza tra i due assali è specifica per la Compact (2,92 metri) e identica per le versioni maggiori (3,27 metri). L'altezza di 1,90 metri, limitata per la categoria, favorisce dal canto suo l'ingresso nel box sottocasa. Il pianale? Opportunamente adattato, lo stesso che si cela sotto 308, 3008 e 5008, quella piattaforma EMP2 che a quanto pare si allunga e si accorcia a piacimento. L'adozione del telaio modulare EMP2 significa tra l'altro che il retrotreno è a ruote indipendenti e non ad assale rigido, e per una monovolume del genere non è un dettaglio. Ne beneficia il gusto di guida, come vedremo. 

FATE LARGO! L'abitacolo, finalmente. Traveller è in grado di ospitare sei, sette, otto, persino nove persone. Dipende dalla carrozzeria, ma soprattutto dalla configurazione che di volta in volta si adotta per i sedili. In base alle versioni, i passeggeri posteriori delle file 2 e 3 dispongono di poltroncine singole scorrevoli, oppure di un divano scorrevole frazionato 2/3 - 1/3, con gli schienali reclinabili individualmente. In particolare, l'allestimento top di gamma Business Vip propone per i passeggeri posteriori la configurazione salotto con 4 sedili singoli disposti “faccia a faccia” contromarcia, oppure a 5 posti con l’opzione divano a 3 posti nella fila 3.

TUTTO ESAURITO Vogliamo infine parlare di capacità di carico bagagli? Citeremo giusto i due estremi. In formato Compact e con gli otto sedili in posizione, Traveller lascia a valigie e oggetti di ogni tipo 224 litri di spazio. Che non sono da buttare. Se invece vogliamo esagerare, Traveller Long con seconda e terza fila abbattuta regala un volume di carico di 4,5 metri cubi e oltre 3,5 metri di lunghezza. Cosa puoi portare a bordo? C'è solo l'imbarazzo della scelta. Dalla tavola da surf al frigorifero. Tutte quante le poltroncine sono inoltre facilmente estraibili, oltre che reclinabili.  

MANUALE O AUTOMATICA? Peugeot Traveller è offerto con motorizzazioni BlueHDi che, abbinate a un peso inferiore anche di 400 kg rispetto ai veicoli del segmento di potenza equivalente, permettono di registrare livelli di consumi da sorriso a 32 denti: si va dal 1.6 BlueHDi 95 con cambio manuale a 5 marce al 2.0 BlueHDi 180 S&S con automatico EAT6, passando per il 1.6 BlueHDi 115 S&S con manuale a 6 marce e il BlueHDi 150 S&S, idem con patate. Il listino parte da 30.000 euro per Traveller Compact in allestimento Business e con motore BlueHDi 95 e arriva a 45.300 euro con la versione Long in configurazione Allure BlueHDi 180. Le versioni 4x4 partono invece da quota 39.950 euro.

NIENTE I-COCKPIT Salgo a bordo e oltrepasso il piccolo scalino che mi separa dal posto guida, alto ma di stampo automobilistico, o quasi. Subito mi colpisce l'abbondanza di spazio, sia in senso longitudinale che trasversale: tra il guidatore e il passeggero, la prima fila lascia libera una superficie buona quasi ad ospitare un trolley. Pure la plancia ricorda abbastanza da vicino le automobili Peugeot tradizionali. Anche se manca l'iCockpit, un'esclusiva della quale il Leone è giustamente geloso, e che non ha quindi voluto condividere coi colleghi di progetto Citroen e Toyota.

BUSINESS CLASS Sistemato il sedile e regolato il volante, a sua volta piuttosto verticale, voltiamo lo sguardo di 180 gradi. Che dire, beati coloro che si godranno un Milano-Taranto stravaccati in seconda e terza fila, magari facendo salotto con gli altri passeggeri o lavorando al computer grazie ai tavolini estraibili. Certo, con tutte le poltrone in posizione, non si potrà portare con sé anche il divano letto. Ma il bagagliaio c'è, e soprattutto ha la soglia di carico molto bassa

CAMBIO A ROTELLA Mi capita di guidare un Traveller in carrozzeria Standard e motore 2 litri turbodiesel BlueHDi 180 con trasmissione automatica EAT6. A proposito: niente leva del cambio, al suo posto una manopola al centro del cruscotto molto semplice da maneggiare. All'avviamento, non passa inosservato il grado di isolamento acustico: il 2 litri diesel si sveglia senza far rumore, né genera vibrazioni sensibili. Uscendo invece dal parcheggio, una piccola tirata di orecchie allo sterzo: un po' pesante, sono abituato alla servoguida di auto più piccole e mi sarei aspettato di ruotare il volante con un dito. Nossignori, usate due mani. Ma non è una tragedia. In più il raggio di svolta è contenuto: per fare manovra, non serve una piazza d'armi.

ALLA GUIDA Mi metto in marcia, e acquistato un pelo di velocità lo sterzo si fa subito perdonare, conservando quella resistenza che a certe andature fa anche piacere sentire. I 180 cavalli del quattro cilindri a gasolio non hanno difficoltà a portarsi a spasso 1,7 quintali di peso: pestando deciso sul gas, al semaforo rivaleggio con berline e Suv senza problemi. Mi incuriosisce semmai sapere come il Traveller si comporta nel misto. Non c'è che da chiedere: l'autostrada lascia il posto a una strada di montagna e la multispazio Peugeot dimostra di conoscere la materia. Il telaio risponde allo sterzo con rapidità, e per far pendere la carrozzeria verso il lato esterno della curva occorre buttarsi dentro sporchi, altrimenti l'auto svolta piatta, senza affatto imbarcarsi. Nemmeno in terza fila si avverte il minimo scuotimento. Una piccola osservazione riguardo al superamento dei dossi: telaio rigido, uguale leggeri contraccolpo al sedere. Ma si sopravvive, eccome. In definitiva, Peugeot Traveller è un mezzo non solo intelligente, ma anche sicuro e divertente. Non avrà la grinta del Suv, ma si mette dietro il Suv sotto molte altre voci. 


TAGS: peugeot bagagliaio monovolume Peugeot Traveller EAT6

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