Autore:
Lorenzo Centenari

CARA LA MIA BENZINA Fa proprio effetto quel pannello luminoso che proietta su campo verde un "due virgola qualcosa". Non ci eravamo più abituati, né vorremmo riacquistare il vizio proprio a ridosso delle vacanze estive. I prezzi alla pompa di benzina e gasolio hanno ricevute nelle ultime settimane un impulso preoccupante. Dapprima come effetto delle oscillazioni del petrolio in seguito alla crisi diplomatica tra Stati Uniti e Iran in materia di energia nucleare, successivamente...non si sa bene perché. Dal momento che i rincari dei prodotti raffinati, rispetto ai rialzi delle quotazioni del greggio, suonano assai sproporzionati. 

UN PESO, DUE MISURE Già, perché nell'arco di un mese le quotazioni internazionali del petrolio sono cresciute di 2 centesimi al litro, mentre in Italia (dati Figisc-Confcommercio) i prezzi alla pompa sono invece saliti di 5,2 centesimi per la benzina, di ben 5,6 centesimi nel caso del diesel. Sebbene negli ultimi giorni il borsino carburanti abbia registrato valori sostanzialmente stabili, sta di fatto che il pieno costa oggi agli automobilisti molto di più che non la scorsa primavera (per non parlare del 2015). Secondo il Codacons, il fenomeno impoverisce le famiglie italiane di una somma di 400 euro annui.

STANGATA DEL BRENNERO Alle soglie del giro di boa di metà giugno, ecco un excursus dei prezzi medi praticati dai distributori. In modalità self service, un litro di benzina costa in media 1,645 euro, mentre un litro di gasolio 1,518 €/litro. Quanto al servito, 1,765 € per un litro di verde, 1,642 € come unità di misura del diesel. In casi isolati, i listini si allontanano tuttavia sensibilmente dai valori medi nazionali. Come all'Area di Servizio di Nogarole Rocca, lungo l'Autostrada del Brennero, sul segmento Mantova-Verona: qui la benzina ha toccato quota 2,08 euro/litro, col gasolio che a sua volta per poco non sfonda il muro dei 2 euro (1,96 euro).

CONCORRENZA SLEALE La ragione di rialzi tanto anomali risiede in parte anche nel tentativo dei gestori che operano sull'Autobrennero di difendersi dal dumping (vendita di prodotti a prezzi di gran lunga inferiori al mercato) praticato dalla vicina Austria. Superato il confine, automobilisti e soprattutto camionisti riforniscono con una spesa assa più bassa. Sottraendo clienti ai colleghi altoatesini, ma non solo. Il dumping austriaco influenza l'economia dell'intera A22, e ha costretto i distributori locali a movimentare i prezzi in modo drammatico. Le proiezioni scommettono su ulteriori rialzi. Il petrolio sale, il traffico pure. E i vicini di casa non collaborano.


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