Autore:
Lorenzo Centenari

LOTTA CONTINUA Italiani popolo di santi, poeti ed evasori fiscali. Le misure volte a combattere il fenomeno delle dichiarazioni dei redditi fasulle si sussegguono con insistenza sempre maggiore. E dal 1° luglio, la lotta all'evasione si occuperà anche del rifornimento carburante, dichiarando la fine della scheda carburante cartacea e la necessità della fatturazione elettronica

RIFORNIMENTO ELETTRONICO È noto a tutti come, da luglio 2018 in avanti, le spese per benzina e gasolio sostenute da professionisti, aziende e titolari di partita IVA dovranno essere documentate dai gestori degli impianti esclusivamente in formato elettronico. A loro volta, ai fini della detrazione IVA e della deducibilità fiscale, gli importi dovranno essere tassativamente saldati mediante strumenti tracciabili. Come carte di credito e prepagate, ma non solo.

COME ORIENTARSI Scompare la scheda carburante, e insieme ad essa una prassi radicata nel tempo. La rivoluzione chiederà un periodo di rodaggio, e non è escluso che nei primi tempi il caos regni sovrano. Di seguito, un vademecum tascabile del new deal delle spese carburante.

LA LEGGE Breve introduzione alla normativa. Con l’intento di prevenire e contrastare più efficacemente l’evasione fiscale e le frodi IVA, la legge di Bilancio 2018 ha introdotto, con effetto dal 1° gennaio 2019, la fatturazione elettronica obbligatoria per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi anche tra privati, non più solo verso la pubblica amministrazione. L’obbligo è stato anticipato al 1° luglio 2018 per le cessioni di benzina o di gasolio destinati a essere utilizzati come carburanti per veicoli a motore. Introdotte anche specifiche disposizioni in tema di deducibilità dei costi d’acquisto e di detraibilità IVA, limitando le stesse all’utilizzo di particolari mezzi di pagamento.

NIENTE NUMERO DI TARGA A differenza della precedente scheda carburante cartacea, il contenuto della fattura elettronica esclude innanzitutto espliciti riferimenti al veicolo in questione, targa compresa. Nemmeno marca e modello vanno per forza specificati. Nessuna targa da associare a una carta di credito, o cose simili. Da comunicare sono solo i dati fiscali e il proprio indirizzo di Posta Elettronica Certificata (PEC), al quale la e-fattura verrà recapitata in via esclusiva. Chi ancora non avesse un account PEC, si affretti quindi a rimediare.

CASI PARTICOLARI Oltre a fare il pieno di benzina e gasolio, ne approfittiamo per lavare l'auto, o acquistare parti di ricambio. Quando la sosta in area di servizio dà luogo a operazioni multiple, anche la fattura che eventualmente documenti in modo cumulativo altre spese accessorie oltre al rifornimento di carburante dovrà necessariamente essere rilasciata in forma elettronica. In caso di acquisti a ripetizione nel corso dello stesso mese, tra cliente e benzinaio è infine concesso di concordare l'emissione di un'unica fattura cumulativa entro il 15 del mese successivo. L'importante è conservare gli scontrini, compresi quelli erogati dalle attrezzature automatiche (la comune cassa self-service).

BANDITO IL CASH Capitolo pagamenti elettronici. A professionisti e aziende, affinché le spese carburante entrino in deduzione e detrazione, la nuova legge impone di ricorrere a strumenti tracciabili come carte di credito, carte di debito (Bancomat) o carte prepagate, ma anche le sempre più diffuse app di mobile payment. L'Agenzia delle Entrate ha di recente aperto anche ad assegni bancari e postali, circolari e non, nonché ai vaglia cambiari e postali. Insomma, l'importante è non pagare in contanti

ESEMPIO PRATICO Rifornisco, raggiungo la cassa, saldo il conto con la carta. Anziché consegnare all'operatore la scheda carburante per il classico timbro, comunico i dati fiscali della mia azienda (proprio come nel caso di una comune fattura cartacea), più il mio indirizzo PEC. A sua volta il gestore, compilata la fattura elettronica, provvederà a inoltrarla per via telematica al Sistema di Interscambio (SdI), attraverso il quale il documento raggiungerà anche la mia casella di posta, e avrà la stessa valenza legale di una raccomandata con ricevuta di ritorno. Semplice, no? Sarà semplice, quando anche ogni benzinaio sarà abilitato al circuito. Inizialmente, causa apprendistato del nuovo protocollo, è prevedibile che qualche coda si formi alle casse .  

BUONI BENZINA? Che accade, invece, se si salda il conto spendendo buoni carburante, carte di credito o carte ricaricabili emesse dalla stessa compagnia? Deducibilità anche in questo caso garantita, a fronte ovviamente di fattura elettronica. Diversamente, laddove il buono/carta dia modo di rifornire l'auto presso impianti gestiti da diverse compagnie o presso pompe bianche (ossia che non fanno parte del circuito delle compagnie di distribuzione), l'operazione sarà fuori campo IVA e non verrà soggetta ad obbligo di fatturazione elettronica e, quindi, il costo non sarà deducibile.

CONSERVARE LO SCONTRINO Se la carta carburante è da buttare, come fare, infine, per includere nelle scritture contabili il pagamento delle spese di rifornimento? Semplice, conservando le ricevute (erogate dal POS del distributore) dei pagamenti risolti con Bancomat, carta di credito o prepagata, oppure il pre-pagamento di buoni carburante elettronici emessi dalla compagnia. Oltre – sempre e comunque – alla corrispondente fattura elettronica da registrare in contabilità. Strumento ancora semi-sconosciuto dalla maggior parte di noi, la e-fattura, ma che favorirà l'incrocio dei dati, quindi la trasparenza di ciascuna operazione. Niente più carta, niente più evasione (forse). Solo, per adesso, un po' di confusione.


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