Autore:
Luca Cereda

E’ la fantasia che diventa realtà. Se non oggi, domani, o dopodomani: comunque ci siamo. A indicarci la strada non sarà più una voce metallica che segue una cartina, a volte un po’ approssimativa, ma degli ologrammi sparati a tutto schermo sul parabrezza, come da tempo accade in alcuni videogiochi di auto. Curva a sinistra a 50 metri, prossima stazione di servizio a 1 km, limite di velocità 50 km/h. I messaggi tutti lì, scritti all’orizzonte, da leggere al volo senza distogliere lo sguardo dalla strada. Questione di sicurezza, prima di tutto.

Vitaly Ponomarev, fondatore e CEO di WayRay, è già pronto per il futuro. Ed è pronto a scommettere che l’ologramma sfonderà. Il suo navigatore, il WayRay Navion, funziona proprio così: sfrutta la tecnologia olografica per dettare il percorso, proiettando le indicazioni (visibili soltanto dal guidatore) direttamente sulla strada. Ed ha un packaging decisamente poco ingombrante, se si pensa che tutto ‘sto cinema arriva da un piccolo soprammobile per il cruscotto che emette una luce verde e produce messaggi no-stop. Elaborati, ça va sans dire, a partire dagli input di tutti i chip presenti nell’auto, per una sorta di navigazione nella realtà aumentata senza i limiti strutturali dell’head-up display (già optional da auto premium). Al momento, il WayRay Navion è però solo un prototipo, e non lo si può acquistare. Ma, se siete interessati, potete sempre farvi avanti direttamente sul sito dell’azienda. Quantomeno per saperne di più.