Autore:
Andrea Rapelli

TITOLI NOBILIARI Già una Lamborghini non è roba da comuni mortali. Aggiungete un nome chilometrico, tanto carbonio, frizzi e lazzi e avrete qualcosa di davvero stravagante. In effetti, la Mansory Carbonado Lamborghini Aventador non è esattamente la scelta di chi ama passare inosservato, con quel nomignolo infinito che sa tanto di contessa.

PERLA NERA Anzi, Diamond Black. Questa l'ulteriore denominazione (semmai ce ne fosse bisogno) della Mansory Carbonado Lamborghini Aventador. Il motivo è presto intuibile: un sacco di pezzi della carrozzeria, dal tetto ai cofani, dalle porte ai parafanghi, sono realizzati in fibra di carbonio. Oltretutto, il tuner tedesco ha calcato molto la mano sul frontale – già frastagliato in abbondanza – della iperbolica Lambo, aggiungendo labbro inferiore e luci diurne a Led specifiche.

ALZA IL MINIMO Già che c'erano, quelli della Mansory hanno dato pure una ritoccata alla centralina. Dopo la smanettata sui chip, la Mansory Carbonado Lamborghini Aventador riesce a raggiungere i 355 km/h, bruciando i 100 dopo soli 2,8 secondi. Rispetto alla Aventador liscia, questa sviluppa infatti 55 CV in più, portando il totale a quota 755. Senza dimenticare i 750 Nm a 6.000 giri, contro i 690 della supercar di Sant'Agata Bolognese in versione originale.