Autore:
Francesca Mondani

SPIRITO RIBELLE ALL’ASTA Auto e celebrità: un binomio da sempre foriero di imprese straordinarie. Specialmente quando le celebrità in questione sono rockstar. È il caso di Janis Joplin, controversa ed eccentrica figura della musica degli anni ’60, e della sua spettacolare Porsche 356 C 1600 SC Cabriolet, inestimabile pezzo di storia nonché esemplare artistico di gran pregio. Degno di stare in un museo, se non fosse che l’aria aperta si addice decisamente di più all’ex vettura di un vero spirito libero. È in un museo (il Rock and Roll Hall of Fame Museum di Cleveland, in Ohio) che questa roadster ha tuttavia vissuto per oltre vent’anni, finché i fratelli della Joplin non hanno deciso di strapparla alla polvere e all’oblio e regalarle una seconda vita, offrendo a qualcun altro l’opportunità di sperimentare il brivido di solcare le highway americane a bordo di questo pezzo unico. Ogni cosa però ha il suo prezzo e quello di una tale reliquia, ça va sans dire, non è affatto modesto. Contro le previsioni più azzardate, che collocavano il prezzo di vendita della Porsche di Janis Joplin intorno ai 600.000 $, l’auto è stata battuta all’asta per 1,76 milioni di dollari. L’infiammata battaglia che ha portato a questo risultato da record ha visto coinvolte ben sette persone, alcune presenti fisicamente, altre in collegamento telefonico.

MUSICA E ARTE La Porsche risale all’estate del 1968, anno in cui la Joplin decise di troncare i ponti con la sua band storica, i Big Brother and The Holding Company, e dedicarsi alla carriera da solista. Ormai consacrata come mostro del rock e considerata l’apripista di una storica rivoluzione culturale, la Regina del Rock commissionò all’amico e roadie Dave Richards una personalizzazione della sua nuova auto, un murales caleidoscopico che ne occupava l’intera carrozzeria e riproduceva la storia dell’universo. Psichedelica, coloratissima, onirica: proprio come ci si aspetterebbe da Janis Joplin. Che infatti, mentre guidava per San Francisco e Los Angeles, veniva immediatamente riconosciuta e additata per il fenomeno che in effetti era. E quando poi andava a riprendere la sua auto in un parcheggio, la trovava regolarmente invasa dai bigliettini dei fan.

FASCINO SENZA TEMPO Il 4 ottobre del ’70 la Porsche era parcheggiata di fronte all’hotel di Hollywood dove venne ritrovato il corpo senza vita di Janis Joplin, morta per overdose di eroina. Ogni amante del rock vorrebbe portarsi a casa un cimelio del genere. Non solo per affermare di possedere un pezzo di storia ma per sentirsi ammantato anche lui, o lei, di quel fascino misterioso che è proprio solo delle divinità del rock. Quelle che magari, come Janis, muoiono giovani e tragicamente, con la consapevolezza (e magari, in fondo, la soddisfazione) di non essere mai state comprese fino in fondo.


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