Autore:
Andrea Rapelli

ATMOSFERE L'aria nei campi intorno a Lodi, pesante e umida, è comunque più rilassata rispetto al Ciocco. In fondo, dopo aver superato sabato il giro di prova con il regalo saldamente ancorato al tetto (noi ci siamo portati a spasso un bel divano) le ignare squadre credevano che la Rivincita degli Eroi, 6 ore di passione divise in due, sarebbe stata una passeggiata. Naturalmente, si sbagliavano.

BUONGIORNO In effetti, arrivato al Crossodromo vedo i miei amici armeggiare con trapano e punte a tazza sulla Panda, nell'intento di realizzare dei non meglio precisati “fori della velocità” sul cofano. Alla fine dal cofano spunteranno due fendinebbia di provenienza dubbia: dopo averli collegati, scopriamo che non funzionano. Nel frattempo silenziatore e mascherina vengono eliminati. “Così facciamo più casino”. Si avvicinano le 9.00 e, quindi, la partenza.

SCHIERAMENTO Basta guardare l'ipotetica linea di partenza per capire che non sarà facile arrivare in fondo: tra la Y10 Papamobile (senza Pontefice), Vaccagare e i The Avengers con la Ford Taunus rialzata – forse un po' troppo – il via si annuncia piuttosto coreografico e concitato. Il regalo va montato appena prima di partire e assicurato con delle cinghie alla bell'e meglio. C'è chi dovrà scorrazzare la statua di Gesù, chi uno stendino con annessa biancheria, altri una bambola gonfiabile o balle di paglia.. A noi tocca un serbatoio pieno di sabbia. Thank you guys!

GAGLIARDI Decidiamo di fare turni di guida da 2 giri a testa. Alla fine del giro – circa 10 minuti – il pilota si ferma e scarica il navigatore, che corre (cento metri assolutamente non piani) a timbrare la tabella dei giri e si fa un pezzo in retro. Poi riacciuffa il compagno e riparte per un'altra tornata. La pista cross è fattibilissima: con le gomme artigliate, la Panda frulla senza problemi sopra qualsiasi salita. Bisogna solo stare attenti a non metterla di tetto. Fra le altre squadre, c'è chi ci riuscirà, prima della fine.

FETTUCCIA Il problema è il fettucciato: i già citati fori della velocità sul cofano della Panda non possono nulla di fronte ai miseri 34 cv del 750 Fire. Ci tocca affrontare tutto il percorso in prima marcia e quasi in fuorigiri, perché mettere la seconda significherebbe sedersi nel fango. Inutile dire che, nonostante il tracciato sia strettino, ci sorpassano in molti. Nel frattempo il tetto si è piegato a banana e il serbatoio di sabbia poggia direttamente sul rollbar.

PENALITA' Un controllino ai box ci fa prendere una penalità di 3 giri, per aver timbrato ed essere rientrati in pista senza retromarcia. Peccato. Intando lei, la Pandemonia, macina km con un aplomb incredibile, considerando quello che le stiamo facendo passare. Non mangia nemmeno acqua. La prima manche si conclude intorno al 10° posto.

E DUE! Fila tutto liscio fino ad una mezz'oretta dalla fine del Rally degli Eroi 2013, quando la Panda arriva ai box trainata dal trattore. Il motore penzola da una parte, ma si accende e funziona senza problemi. Apriamo il cofano: un supporto motore, tranciato di netto, ci ha salutato definitivamente. Per finire la gara ci s'inventa una riparazione che neanche nel WRC: due paletti di legno di traverso e il 750 ancorato ad una cinghia con cricchetto. Si ritorna dentro, tempo di fare 2 giri e la pazzia finisce. 11Esimi, ma ne è valsa la pena! Chissà cosa si inventeranno la prossima volta... I vincitori? La Uno dell'Esercito, ancora loro, che si sono portati a casa ben 1.500 euro in buoni benzina. Chapeau!