Autore:
M.A. Corniche

CODICE ROSSO Se si parla di schiaffo in questo caso porgere l’altra guancia è un piacere. Se ormai vi siete stancati dei soliti corsi di guida, sicura, sportiva, neve/ghiaccio, latte e menta, e vi registrate le puntate della serie Cobra 11, c’è quanto fa per voi. Corso Porsche Protezione Personale, ovvero come non farsi trovare impreparati in caso di pericolo sulla strada. Quando il pericolo non è il lastrone di ghiaccio o lo stolto che non concede la precedenza, ma il vicino di semaforo aggressivo, malvivente o svitato che sia.

COBRA E COBRA 11 Un legame con Cobra 11 al Corso Porsche Protezione Personale non manca. Agli istruttori della Porsche Sport Driving School si aggiungono infatti un paio di istruttori molto speciali o, meglio, due agenti speciali. Gerard e Martin fanno parte del corpo antiterrorismo austriaco Cobra, Gerard è entrato a farne parte nell’83, Martin nell’89. E in questi anni ne hanno viste delle belle e sono pronti a svelare qualche trucco e qualche accortezza per non farsi prendere alla sprovvista in caso di aggressione quando siamo al volante.

OCCHI APERTI La prima nozione che si impara, se già non lo si è imparato, è di non farsi ingannare dalle apparenze. Se Martin, anche soltanto per i bicipiti e il fisico superatletico non lascia spazio all’illusione di potergli rifilare un paio di ceffoni senza pagarne le conseguenze, Gerard ha le tempie brizzolate, un poco di pancetta e potrebbe lavorare alla Deutsche Bank. Martin durante la prima lezione teorica del Corso Porsche Protezione Personale guarda in basso ma si capisce che ci ha già schedati tutti. Gerard ha la faccia da giovane nonno buono, ma forse è meglio non farlo arrabbiare.

NO STRESS Questa è una delle prime indicazioni di Gerard: la protezione preventiva è importante, è importante capire se una situazione può diventare pericolosa. Essere pronti a evitare innanzitutto e semmai essere pronti a fronteggiare poi la situazione è la prima regola. Perché lo stress di un improvviso ribaltamento di una situazione tranquilla, normale, in una situazione pericolosa provoca uno stress e la conseguente capacità ridotta a reagire nella maniera corretta e più appropriata.

BOURNE IDENTITY Le condizioni di maggior rischio si verificano quando ci si avvicina all’auto, quando si sale e si scende dall’auto e quando ci si deve fermare nel traffico. È l’aggressore che sceglie il momento dell’azione e, se non è tonto, sceglie il momento più favorevole a lui, ovvero il momento più sfavorevole a noi. I ladruncoli dei Rolex non vi chiudono certo lo specchio per farvi tirar fuori il braccio braccialato quando siamo in movimento. Il movimento è il modo migliore per proteggersi, come insegna Jason Bourne nella sua continua fuga.

VIA DI FUGA E tutto il corso segue questa filosofia. Se non c’è via di fuga il pericolo si affronta nel migliore dei modi, ma se appena c’è una via di uscita è meglio allontanarsi dal pericolo, seguendo il detto popolare per cui dai guai è meglio stare lontano. Letteralmente in questo caso. E se ci si trova al volante è meglio aver seguito qualche corso di guida veloce per avere il controllo della situazione e poi conoscere alcune manovre alla Cobra 11, per spiazzare subito l’aggressore e allontanarsene il più rapidamente possibile. Perché anche l’aggressore non sa chi siamo (se gli capita Gerard?) e come reagiremo.

PRIMI PASSI Si inizia con qualche giro in pista per prendere confidenza con le Porsche. La pista è quella di prova di Misano, del circuito Santa Monica, stretta dal circuito e l’autostrada. Un circuitino (900 metri) che al mattino, dopo una notte di pioggia, è ben bagnato. La scelta è tra Cayman, 911 e Panamera. Primi giri di prova, distanziati per ragioni di sicurezza, con la Carrera 4S, un po’ come ai normali corsi di guida. Poi Gerard credo si renda conto che i suoi dodici allievi tutto sommato, chi più, chi meno, non se la cavano male. Al secondo turno di giri di prova inizia il gioco del Guardie e Ladri. Le auto sono distanziate in pista a ma a due a due e si devono inseguire, cambiando a turno il ruolo di guardie o di ladri. In genere ai corsi di guida sportiva quando ci si avvicina a un altro allievo gli istruttori si attaccano alla radio per accordarsi per il sorpasso…

CHI E’ STATO? Teoria e primi passi di pratica e arriva l’ora di pranzo. Per ora il corso non è stato una vera iniezione di adrenalina ma dopo il caffè arrivano ammazzacaffè e digestivo. Finalmente inizia il divertimento, il Semir Gerkhan che c’è in noi può uscire allo scoperto. È il momento dello schiaffo, non alla maniera del soldato, uno di spalle e dietro tutti a far girare l’indice, o alla Kakkientruppen, ma è il momento della manovra dello schiaffo. L’inversione di marcia più veloce possibile.

UNO SCHIAFFO ALL’AGGRESSORE Si parte in retro, colpo di sterzo, il frontale si alleggerisce e gira come una coda bloccata dal freno a mano, nel frattempo si riallinea il volante mentre si infila la prima e via a tutto gas. La sbandata con il frontale è la parte più facile, dosando bene velocità e sterzo. Più che la velocità conta anche quanto repentinamente si dà gas e si leva, ovvero quanto bruscamente si fa passare il peso sull’asse posteriore, consentendo la scivolata. Per lo sterzo si mette la mano sinistra sulla razza destra, poiché 180° di movimento del volante sono sufficienti e il colpo di sterzo così è rapido ed è un vero colpo. La vera difficoltà? Mettere la prima sulla Boxster, molto vicina alla retro da una parte e a terza e quinta dall’altra. Mettere la retro è un attimo…

STRETTOIA Magari però l’aggressore non si lascia intimorire dalla manovra dello schiaffo e si lancia all’inseguimento, magari pensa anche che potrebbe essere divertente. È il momento di cercare qualsiasi varco nel traffico per poter sfuggire. Anche spazi molto stretti, e più gli spazi sono stretti e difficili quando abbiamo la certezza di poter passare e più probabilità abbiamo di farla franca se l’aggressore non è un pilota di primo livello. Così sul circuito compaiono barriere verdi tra cu una Cayenne passa lasciandosi dieci centimetri per parte di spazio. Le quattro barriere, per rendere l’esercizio più difficile non sono su una linea retta ma costituiscono uno slalom sempre più stretto. Si parte dai 50/60 km/h per incrementare la velocità a ogni passaggio, stando attenti a riallinearsi bene dopo ogni barriera per affrontare la successiva ben diritti. Negli ultimi passaggi si superano i 100 e, tenendo i vetri un pelo aperti, si sente il fischio dell’aria tra la fiancata e la barriera.

SCANSARE GLI EQUIVOCI Può capitare che i malintenzionati sbarrino la strada con un’auto ma che rimanga una via di fuga se si è pronti a scartare. Ora sul circuito ci sono quattro barriere dietro le quali si nascondono auto e anche un furgone pronti a tagliarci la strada. In genere ai corsi di guida l’ostacolo improvviso è rappresentato da barriere d’acqua. In questo caso l’ostacolo è un vero ostacolo, con un vero umano alla guida. Imprevedibile nel quando e nel quanto uscirà dalla barriera. Specie l’istruttore alla guida del furgone, realistico nel simulare un vero attacco. Come non bastasse, il percorso, dopo alcuni passaggi, si effettua a due a due, per rendere ancora più realistico e simile alla guida nel traffico la simulazione. Ovviamente nel ritorno alla posizione di partenza dell’esercizio tra i due ci si ingarella…

STRESS Arriva anche il momento di una mini-lezione di difesa personale, nel caso in cui ci puntino una pistola alla schiena o in faccia, con un paio di trucchi per disarmare l’aggressore e scappare in fretta. Ci può essere utile nell’esercizio successivo, un giro di pista completo con partenza alla Le Mans, chiavi in mano e di corsa verso l’auto. Con sorpresa, però. Raggiunta l’auto già con un poco di fiatone per i meno allenati c’è Martin in agguato che ci aspetta, per simulare l’aggressione e tentare di non farci salire in auto. In realtà usa forse il 5% della sua forza e delle sue capacità, ma quanto basta per farci simulare condizioni di stress e verificare sul campo la differenza tra mettersi al volante preparati e dopo un’aggressione, pur sapendo che l’aggressione è finta. Ma con il fiatone vero. Ed è necessario uno sforzo sulle prime curve per concentrarsi sulla guida.

CUBISTI Alle 17.30 ci spostiamo sulla pista vera, sul vero circuito di Santa Monica per l’esercizio del cubo. Sul rettilineo davanti ai box si segue una Cayenne da cui un cubista lancia dei cubi che noi, ovviamente dobbiamo evitare. I cubi, morbidi e leggeri, spesso sembrano posseduti e rimangono nel vortice d’aria sotto il portellone della Cayenne come appesi a un filo per spararsi poi all’improvviso sull’asfalto e non è sempre facile evitarli. Anche in questo caso, dopo i primi passaggi si evitano i cubi con due auto che si inseguono. Alla fine dell’ultimo esercizio ci concediamo un paio di giri in pista.

GUARDIE E LADRI Forse non saremo pronti né per offrirci come bodyguard e nemmeno come comparse per Cobra 11 ma il Corso Porsche Protezione Personale ci ha insegnato qualche manovra che a nessun corso insegnano e ci ha insegnato a stare attenti, a guardarci intorno con attenzione quando si sale e si scende dall’auto, a non stare troppo vicini a chi si ferma prima di noi al semaforo per avere spazio di manovra, a pensare a una via di fuga prima che sia troppo tardi, a sapere che spesso l’aggressore percepisce la nostra immobilità come una minaccia ed è meno probabile che prema il grilletto se scappiamo. Abbiamo affinato un poco la nostra sensibilità a capire quali minacce possiamo trovare quando siamo al volante o, comunque, sulla strada. Ma, soprattutto, ci siamo divertiti molto, sia per gli esercizi nuovi, sia perché siamo tornati un po’ bambini quando giocavamo a guardie e ladri, con inseguimenti e fughe.

CORSO DI CORSA Un corso meno ingessato dei soliti corsi, due auto vicine che si inseguono non le ho mai viste a nessun corso e nemmeno gli ostacoli umani. Ma non ho mai avvertito la sensazione di rischiare e, anzi, è stato molto divertente. È un corso consigliato a chi ha già una buona tecnica di guida sportiva, utile e spesso indispensabile per eseguire gli esercizi al meglio. Vi ho fatto venire voglia di partecipare al prossimo Corso Porsche Protezione Personale? Questa era la seconda edizione dopo la prima del 2005 e Porsche prevede un paio di edizioni per il prossimo anno. Il costo è previsto intorno a 1400/1500 euro.