Autore:
Isabella Galli

BEACH BOY Bruce Meyers, il papà della prima e autentica dune buggy, ha appena compiuto 89 anni. Era il 1964 e i Beach Boys cantavano a squarciagola Fun fun fun e Johnny B Goode, mentre i giovani della California solcavano le onde dell’Oceano sulle loro tavole attraversando le dune sabbiose a bordo di strani veicoli fatti solo di telaio e grandi ruote. Surfista per passione e designer di professione, Bruce Meyers per primo pensò di dare una forma da automobile a queste rudimentali auto da spiaggia ottenute da vecchie Ford T e da Maggiolini Volkswagen e creò la Manx, capostipite di quella che tutti noi ancora oggi conosciamo come dune buggy.

PHYSIQUE DU RÔLE Con una silhouette in vetroresina, gomme larghe, fari esterni e senza portiere, l’auto disegnata da Meyers diede vita a quello che divenne molto presto un fenomeno di moda non solo in riva all’Oceano ma anche in Europa, soprattutto in Italia e in Inghilterra. Tante furono le imitazioni che la B.F. Meyers & Co. smise di produrre le sue dune buggy all’inizio degli anni Settanta, schiacciata dalla concorrenza.

IL LUPO PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO Dopo quasi 40 anni, però, Bruce Meyers, ha ridato vita al suo progetto giovanile e ha ricominciato a costruire dune buggy, fedeli allo spirito easy going degli anni Sessanta. Si tratta di due nuove versioni della Manx originale, entrambe con meccanica Subaru e omologate per la strada, la Manxter 2 + 2 e la Manxter DualSport, che della capostipite conservano l’essenzialità e lo stile, tradotti in chiave moderna. Ovviamente Mr. Dune buggy ne guida una. Forse con il surf ha smesso ma ci piace pensare che la usi ancora per andare a solcare le dune.