Autore:
Andrea Rapelli

FANNO SESSANTA In Francia, sulle ricorrenze, non si scherza: la DS Week, che si conclude domenica 24 maggio, vuole celebrare degnamente i sessant'anni della leggendaria Citroën DS, nata nel lontano 1955. Con un sacco di Dee presenti nella sfilata conclusiva domenicale sugli Champs-Elysées (si parla di 600) e 4.000 metri quadri espositivi nel giardino delle Tuileries per immergersi nel passato, presente e futuro di DS.

UN BRAND, UNA STORIA Già, perché nel 2014 è stata posata la prima pietra del neonato brand DS, tenuto alto, oggi, da DS3, DS4 e DS5. Che, in occasione della ricorrenza, conquistano il badge “60ans”: verniciate in uno stiloso Blu Encre, hanno sedili in pelle pieno fiore, tocchi esterni dorati e retrovisori con logo DS inciso a laser.

LA DEA Ma tutto, inutile negarlo, si ispira alla Dea. Un'auto incredibile ancora oggi, perfino nel processo di gestazione. I prodromi del progetto VGD (Vehicule à Grande Diffusion) iniziarono già nel 1938, quando Pierre Boulanger, allora presidente di Citroën, decise di trovare una sostituta alla Traction Avant, che aveva quasi mandato la Casa del Double Chevron sul lastrico. La gestazione del VGD si rivelò poi lunga e travagliata, anche a causa dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale.

TRE PER LEI Ad ogni modo, il team di lavoro era tra i più validi che una Casa automobilistica potesse vantare. C'era André Lefèbvre, ingegnere aeronautico innamorato di trazione anteriore, aerodinamica e leggerezza, Paul Magès, che inventò le sospensioni idropneumatiche e, last but not least, Flaminio Bertoni, designer italiano che si occupò dell'abito.

80000, PREGO Un vestito filante, attuale ancora oggi, che permise alla DS di raccogliere, al Salone di Parigi 1955, un portafoglio di ben 80.000 ordini. Man mano che le Dee venivano consegnate, i nuovi fortunati proprietari sperimentavano una tenuta di strada tenace, un molleggio insuperabile e una frenata – grazie al circuito idraulico – davvero pronta. Doti incredibili, che le permisero perfino di vincere il Rally di Montecarlo nel 1959 e nel 1966!

PALLAS In breve, la DS diventò l'auto preferita di politici e Capi di Governo, ambita anche dai registi cinematografici e da personalità del mondo dello spettacolo. Serviva, quindi, una versione più ricca, lussuosa, per soddisfare i bisogni di un pubblico più esigente. Nel 1964, quindi, arrivò la Pallas: cromature a pioggia fuori, sedili più imbottiti e pelle dentro. Un altro successo, in un'esclusiva tinta metallica.

PRODUZIONE FUMOSA La DS visse fino al 1975 ma, sfortunatamente, Citroën non ha mai conservato con troppa cura i dati relativi alla produzione, facendo un po' di confusione con i numeri. Ragion per cui, comprese le cabriolet, le Break (station) e le ID, possiamo ragionevolmente ipotizzare un totale di circa 1 milione e mezzo di pezzi. 


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