Autore:
M.A. Corniche

BUROCRAZIA RUSSA Un saluto al maresciallo Zhukov, un paio d'ore per trovare la strada giusta per uscire da Kursk, evitando la città atomica a ovest del centro, e via verso l'Ucraina, verso Kiev. In mezzo la frontiera. Ovvero tre orette alle prese con la burocrazia più becera. Un primo filtro per controllare tutti i documenti e la prima sbarra si apre. Secondo controllo, si aprono le auto, si tirano fuori tutti i bagagli e 100 euro per spese doganali (senza ricevuta...) e si è pronti per il terzo controllo, l'ultimo e siamo in Ucraina.

LA TELA DEL RAGNO Vorrei avere una ripresa dall'alto del nostro peregrinare da un ufficio all'altro, il tracciato sembrerebbe una tela di un ragno vodka dipendente. Dalle baracche fatiscenti e i registri ingialliti della dogana russa, l'Ucraina offre una immagine più moderna ed efficiente: palazzina nuovissima, computer, divise nuove e pulite. Perbaccocome si sono evoluti in diciotto anni dal distacco dalla Grande Madre Russia.

STRADE UCRAINE Soltanto una prima impressione. Poi, attraversando i primi paesi e cittadine, trasuda anche di più povertà che in Russia, con strade dai rammendi all'uncinetto ed edilizia da assunzione immediata di Prozac al vedersi. In compenso il passaggio da Sumy a Kiev ricorda anche la Finlandia, con la strada colabrodo che corre tra corsi d'acqua e verde tuttanatura, forse reso bello sano dal clima... Ovviamente, diluvia.

LA LOGAN GALLEGGIA Sulle strade dal fondo liscio come il profilo degli Urali, la Logan se la cava bene nel tentativo di rendere il viaggio per noi più lontano possibile da quanto prova la vodka quando si mescola nello shaker con la kaluha e il ghiaccio per diventare un Black Russian.Passo lungo che plana sui marosi asfaltati come un offshore e assetto morbido fanno il loro dovere e la Logan galleggia egregiamente sulle buche. A prezzo però di una tendenza a sdraiarsi un poco in curva se non si ha la mano leggera con il volante e se si pensa che la Logan sia una supersportiva. Auto tranquilla, da famiglia anche numerosa, che vale tutti i soldi che costa. Per la famiglia, poi, il divano posteriore ha una posizione panoramica ottima per non mettere in subbuglio stomaci sensibili.

TORNA IL SOLE Verso Kiev la situazione cambia, meno senso di povertà e meno pioggia. E l'arrivo a Kiev, dopo giorni di assenza del bello sulle nostre rètine è quasi uno choc. Kiev ci accoglie con i suoi splendidi palazzi non-comunisti illuminati e la sua tridimensionalità panoramica da città arrampicata sulle colline. È una città mitteleuropea, di gran fascino, moderna ma con una impronta forte lasciata dalla sua storia travagliata.

MANCA POCO Me lo segno: devo tornare, devo organizzare un fine settimana, Kiev merita di essere vissuta più tempo di quanto ci possiamo permettere in questa occasione. Anche a Kiev arriviamo tardi, partiamo presto e puliamo soltanto il parabrezza. Domani ci aspettano più di 600 chilometri di strade ucraine e romene ricamate al tombolo per entrare in Romania e avvicinarci alla destinazione finale.


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