Autore:
Luca cereda

LUSSO TASCABILE Oggi comprare una city car vuol dire tutto e il contrario di tutto. Una volta si trattava di scegliere l’auto più adatta a guidare in città: quella più corta (che si parcheggiasse facilmente) o quella più economica (che consumasse poco e pazienza se la gibollo). A cambiare lo scenario ci hanno pensato prima le auto modaiole come la Smart, la Mini e la Cinquecento, e poi l’ Aston Martin Cygnet, che segna il debutto dei marchi di lusso in un segmento atipico. Dimensioni tascabili, sì, ma senza compromessi d’immagine e confort. Per capire meglio cosa questo significhi, ora c’è anche il configuratore.  

ARCOBALENO Okay, la base è quella di una Toyota iQ, ma il resto dev’essere, in scala ridotta, da vera Aston Martin. Così, anche in pochi metri cubi di spazio, le possibilità di personalizzazione abbondano, quasi fossimo su una sportiva. Si comincia dalla livrea, per la quale a Gaydon hanno preparato una tavolozza di 24 a colori: da un rosso natalizio all’azzurro-puffo, passando per l’arancione, il verde smeraldo e il verde “appletree”, senza trascurare le tinte più classiche (nera, bianco perlato e grigio metallizzato, per dirne alcune).

QUATTRO CERCHI Tutte quante sono perfettamente compatibili con le altre personalizzazioni degli esterni, che riguardano le prese d’aria sul cofano, il diffusore posteriore e i cerchi. I primi due si possono scegliere in nero satinato, in contrasto con la livrea (soluzione caldeggiata se si opta per una livrea chiara), oppure in tinta con la carrozzeria. Per i cerchi ci sono invece ben quattro opzioni, a spicchi più piccoli o più grossi a seconda dei gusti: due a sedici razze (color grafite o silver), due a otto razze, declinati nelle stesse varianti cromatiche dei primi due.

MANTO DI PELLE Poi si passa agli interni, dove la libertà di personalizzazione è decisamente maggiore. A mettere ordine alle operazioni ci pensa il configuratore: prima si sceglie il tipo di cambio (che nel suo piccolo anche esteticamente, fa la differenza), quindi tutto il resto. Per restare sul classico la scelta d’obbligo è il manuale: una levetta discreta di cui si può modificare il colore dell’inserto in pelle; per accentuare il lato high-tech della Cygnet, invece, puntare sul CVT, che abbina alla pelle plastiche cromate.

PER FILO E PER SEGNO Dalla scelta del cambio si passa a quella delle sellerie: dal colore della pelle che riveste sedili, plancia e strutture delle portiere, ai tessuti “secondari” (oltre alla pelle c’è anche l’alcantara) destinati ai pannelli delle portiere e alla seduta del sedile. Anche qui c’è ampia possibilità di sbizzarrirsi nei colori (ne sono previsti più di una ventina, abbinabili a proprio piacimento). Perfino le cuciture a contrasto hanno una personale tavolozza da 17 colori.

QUANT’ E’? Con l’ultima mossa si decide il colore della testa della consolle centrale, della levetta per aprire le portiere e del pannello del cambio (se automatico): silver satinato o “piano black”?. Una volta completata l’operazione, il configuratore online dell’Aston Martin non permette di vedere il prezzo finale, ma la Cygnet, per quanto riguarda il mercato italiano, ha già dei parametri di riferimento. La versione “d’accesso” si assesta a 39.500 euro, con cambio manuale, mentre chi vuole il CVT deve mettere in conto una spesa minima di poco superiore ai 40.900 euro.

FUTURO ELETTRICO? La Cygnet non si è vista ancora su strada eppure già si parla del suo futuro. In Inghilterra, in particolare, è trapelata dalla stampa (nella fattispecie il magazine CAR) l’indiscrezione secondo la quale a Gaydon starebbero pensando anche a una versione elettrica. La base sarebbe quasi pronta: stando ai rumors, infatti, Toyota dovrebbe presentare la propria piccola EV già nel 2012 (presumibilmente una versione definitiva della FT-EV, basata sulla iQ). Ma per la versione Aston Martin si prevedono tempi più lunghi: non arriverà prima del 2013.


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