Autore:
Gilberto Milano

LILLIPUT Bravi come loro a rimpicciolire oggetti non ce n'è. I giapponesi sono stati i primi con l'elettronica di consumo, con le abitazioni, e persino con le automobili. Anche se non con tutte. Non sono ancora riusciti, per esempio, a costruire un'auto più piccola della Smart e a imporla su tutti i mercati. Sono infatti sette anni che le Case del Sol Levante si fanno bagnare il naso da un modello che la logica e la storia avrebbero voluto prodotto da loro.

PROBLEMINI E invece, eccoli lì a subire ancora lo smacco di vedersi togliere fette di mercato da sotto gli occhi, per di più da un marchio specializzato nella produzione di maxi auto come Mercedes. Così va il mondo. Anche se, per come sono andate le cose (conti in rosso e insuccessi commerciali di ForFour e Roadster), a Stoccarda oggi farebbero volentieri a meno della loro micro car.

NON MOLLANO L'idea dell'auto in scala ridotta comunque i giapponesi non l'hanno abbandonata. In patria hanno addirittura un intero segmento popolato da citycar lunghe circa 3,40 metri. E più o meno lo stesso sono riuscite a fare Citroën, Toyota e Peugeot con le tre gemelle diverse C1, Aygo e 107, lunghe al massimo 3,43 metri. Tutte ben lontane però dai 2,5 metri della Smart.

ARIDAJE Oggi ci riprova la Toyota, che a Francoforte presenta una concept 2+2 di cui non si conosce nulla, nemmeno la lunghezza, ma che così, a occhio e croce, non dovrebbe essere molto più lunga di una Smart. E comunque sotto i tre metri. Con la differenza che sulla Endo, questo il nome, potrebbero salire all'occorrenza fino a quattro persone.

PANCHETTE Certo lo spazio dietro sarà più adatto a due bambini che a due adulti, e probabilmente (dalle immagini non si capisce) chi siede anteriormente dovrà rinunciare a qualche centimetro di spazio facendo scorrere i sedili in avanti, ma altri due posti alla fine saltano fuori. Posti senza imbottitura, s'intende, per guadagnare altri centimetri, e per la gioia del fondo schiena di chi avrà il piacere di provarne l'ebbrezza.

JAPAN STYLE Come si nota dalle immagini, i sedili posteriori fungono anche da poggia bagagli, dato che spazio dietro non ne rimane. Per guadagnare il maggior spazio possibile la coda è verticale e gli sbalzi sono estremamente ridotti. Mentre per aiutare la salita a bordo le portiere sono incernierate a bracci oscillanti in modo che aprendosi si portino verso l'esterno liberando tutto lo spazio disponibile. Non è una soluzione da award della praticità, ma è senza dubbio funzionale allo scopo, anche se la soluzione a porte scorrevoli proposta dalla Opel Trixx resta la più interessante.

PICCOLE E BELLE Diciamo che la Toyota sta cercando di mettere a frutto il know how maturato nella progettazione e realizzazione della Aygo, sfruttando anche idee già avviate sulla Pod del 2001, oppure viste su altre concept occidentali, come la Opel Trixx o la Fiat Trepiùuno, presentate a Ginevra nel 2004. Per non parlare della Metrocubo di Pininfarina del 1999, una specie di apripista per questo tipo di vetture. Se ne saprà di più a Francoforte. Ne riparleremo.


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