Autore:
Luca Cereda

PUNTINO La Tata Nano si evolve e diventa Tata Pixel. Si chiama così la concept esposta dal colosso indiano al salone di Ginevra, una city-car compatta che appare, potenzialmente, una variante più spaziosa e raffinata dell’oramai famosa low-cost d’oriente. Con quattro posti, un motore piccolo e parco, ma anche tanta tecnologia: ingredienti che potrebbero solleticare i mercati dal palato più fino, come quello europeo, più di quanto non abbia fatto la Nano appositamente allestita presentata tempo fa.

HIGH TECH Nel suo look da piccola capsula spaziale, la Tata Pixel propone diversi effetti speciali che certamente non sopravvivranno in un’eventuale versione di serie, in primis quelle due porte che si aprono a forbice volute soprattutto per attirare l’attenzione sullo spazio interno, ricavato anche grazie a un arredamento minimal. Lo schermo touchscreen serve invece ad utilizzare il “My Tata Connect”, il sistema di infotainment sviluppato dalla Casa indiana. Come la maggior parte di quelli sviluppati finora dagli altri costruttori, anche il “My Tata Connect” si può comandare da remoto attraverso uno smartphone oppure un tablet.

HA I NUMERI A parte questo, dietro alla Pixel si nasconde il progetto di una city-car versatile e dai consumi ridotti. Al primo aspetto provvede lo “Zero Turn”, un sistema che permette alla Pixel manovre a bassa velocità con estrema facilità di sterzo e un raggio di sterzo che non supera i 2,6 metri. I consumi ridotti si ottengono invece grazie a una scocca progettata per ridurre al minimo la resistenza aerodinamica, pneumatici a bassa resistenza al rotolamento e il sistema start&stop; il grosso però lo fa il motore tre cilindri 1.2 turbodiesel di cui è dotata la Pixel: 3,4 l/100 km e 89 g/km di emissioni di CO2 sono numeri che, se confermati all’atto pratico, la renderebbero estremamente interessante per una clientela cittadina.

RETROMARCIA? L’arrivo di questa Pixel ha subito insinuato un dubbio: che Tata abbia rinunciato alla sua idea di esportare la Nano in mercati più importanti come quello europeo ed americano? L’ipotesi di una retromarcia non è da escludere, se, come pare, la Casa indiana si sta orientando verso un prodotto più ricercato.   


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