Autore:
Davide Varenna

CAPITOLO SECONDO Il prossimo Salone di Ginevra si preannuncia sempre più interessante, con la lista delle novità che si allarga giorno dopo giorno. L’ultima a mostrarsi è la Concept Captur, la seconda Renault della nuova era “Van den Acker”, il responsabile del design che ha preso il posto di Patrick Le Quément. Dopo la Concept DeZir del Salone di Parigi, incarnazione dell’innamoramento, la nuova crossover francese interpreta la fase della scoperta del mondo in coppia, a cui seguiranno gli ultimi tre momenti (e le relative concept car) del ciclo di vita: la creazione della famiglia, il tempo libero e l’età della saggezza.

SPORTIVA NATA La nuova crossover veste dunque lo stile “semplice”, “sensuale” e “caloroso” che caratterizza il nuovo codice stilistico della Casa, con superfici estremamente morbide e prive di spigoli. In particolare il designer degli esterni, Julio Lozano, ha trovato l’ispirazione nel mondo dello sport, reinterpretando la tensione dei muscoli di uno sprinter pronto per lo scatto o le forme di alcune attrezzature sportive, sempre più espressione di leggerezza, ricercatezza e tecnologia.

ACCENNO DI CALANDRA Le forme del frontale sono determinate dalla nuova losanga ingrandita, l’elemento principale del rinnovato stile Francese che contagerà presto le Renault di serie, a partire dalla prossima generazione della Clio. A differenza della DeZir, però, lo stemma campeggia ora in una superficie scura non più ritagliata su misura, ma che quasi diventa una calandra. Un dettaglio per ora poco accennato, ma che in futuro potrebbe dare vita ad una vera e propria mascherina, lasciando dunque via libera ad una continua evoluzione stilistica.

CANCELLA LA GOMMA Nel video di presentazione spiccano gli indicatori di direzione dinamici che fuoriescono dai gruppi ottici, proseguendo sui muscolosi passaruota. Una chicca che si scopre solamente a luci attivate, con le virgole di LED che rimangono altrimenti nascoste nei sottilissimi tagli. Altro elemento innovativo, seppur di più difficile applicazione in un possibile scenario produttivo, sono i particolarissimi pneumatici bicolore. I grandi cerchi da 22 pollici appaiono infatti ancora più grandi, grazie al disegno bianco delle razze che continua sul copertone, annullando totalmente lo spessore della gomma. Una soluzione già vista, ma che appare qui pienamente riuscita, ricreando perfettamente un artificio che viene spesso proposto nei bozzetti iniziali dei designer, dove la ruota perde totalmente la gommatura, mettendo in evidenza il solo disegno delle razze.

GRAN SCOPERTA Oltre allo stile la Renault Captur mostra soluzioni interessanti anche sul piano pratico, volte ad enfatizzare il tema dell’esplorazione del mondo. Ecco perché il tetto rigido può essere completamente asportato, mettendo a nudo l’intelaiatura in carbonio e trasformando la piccola fuoristrada in una vera scoperta. Gli effetti speciali proseguono poi nell’apertura delle portiere, che crea continuità con la soluzione proposta sulla DeZir. Seppur entrambe le aperture siano ora incernierate sulla stessa estremità, le porte si alzano ancora verticalmente, accompagnate dalla fuoriuscita di due pedane orizzontali, che facilitano la salita a bordo.

PESI LEGGERI Una volta entrati nell’abitacolo ci si trova di fronte a soluzioni estremamente innovative, esaltate dalla colorazione arancione che riprende la verniciatura esteriore, e che vuole ricordare le calde tonalità della concept DeZir. La plancia, il tunnel centrale e parte dei pannelli  delle portiere sono rivestiti di un materiale traslucido, che lascia filtrare la luce emanata dalla tecnofibra sottostante. L’altro elemento che caratterizza tutto l’ambiente sono invece le fibre elastiche tese che si rifanno al mondo della vela e dell’arrampicata, esaltando il dinamismo della Captur e favorendo la riduzione dei pesi.

PASSEGGERI CULLATI Nella zona posteriore la rete elastica dà vita ad un particolare divanetto, i cui schienali mobili si articolano sulle fiancate ed i poggiatesta si aggrappano al tetto. Si determina dunque un nuovo modo di sedere per i passeggeri che, come su un’amaca, vengono quasi cullati. Quando si viaggia in due, invece, la zona posteriore può essere interamente sfruttata per l’alloggiamento dei bagagli, con la rete elastica che si trasforma in versatile elemento di bloccaggio.

OLTRE ALLA REALTÀ Alla complessità formale degli interni si contrappone un equipaggiamento sobrio, che non lascia spazio a tecnologie superflue e si concentra su innovazioni che davvero potranno avere un certo peso nelle auto di domani. Ne è un esempio il Visio-system, un sistema che unisce le immagini della telecamera disposta nella parte superiore del parabrezza ad alcune informazioni aggiuntive. Sullo schermo centrale viene dunque proiettata un’immagine della realtà circostante implementata con figure fittizie, volte a sottolineare alcuni elementi o a cancellarne altri, per garantire una maggiore sicurezza nella marcia. Dopo le telecamere ad infrarossi comparse negli ultimi anni, sarà dunque questa tecnologia della “realtà aumentata” ad arricchire i futuri sistemi elettronici di bordo, fornendo ai passeggeri degli strumenti di controllo o di navigazione ancora più intuitivi ed efficienti.

PRESTAZIONI VERDI Sotto il cofano della Captur batte un 1.6 diesel twin-turbo, abbinato ad una trasmissione a doppia frizione EDC. La piccola cubatura permette di registrare un ottimo risultato dal punto di vista delle emissioni di CO2 (che si attestano sui 99 g/km) senza però rinunciare alle prestazioni. Grazie alla doppia sovralimentazione, il piccolo motore raggiunge infatti quota 160 CV, con 380 Nm di coppia massima a 1750 g/min. Nello 0-100 la crossover francese ferma il cronometro a 8 secondi, facendo poi registrare una velocità di punta di 210 km/h. D’altra parte, il lato cattivo della Captur emerge ancor prima di alzare il cofano: nell’abitacolo spiccano i due sedili avvolgenti in carbonio, la pedaliera in alluminio ed il volante ricoperto di pelle grigia.


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