Autore:
Gilberto Milano

INGLESISMI Ai francesi, si sa, i termini inglesi non piacciono molto e appena possono li evitano. In Peugeot non fanno eccezione. Nella Casa del Leone le station wagon le chiamano essevù (le iniziali di SW) e se si parla di low-cost potrebbero adombrarsi. L'auto economica loro la chiamano Plus, come l'ultima novità lanciata in questi giorni, la 206 Plus.

PREZZO LOW COST In realtà non hanno tutti i torti a chiamarla così. Non si tratta infatti di una 206 semplicemente ritoccata nel look e impoverita per costare meno, ma di una 206 sottoposta a un restyling così profondo da averne cambiato completamente i connotati.Una 206 con qualcosa in più quindi, Plus appunto, che dopo undici anni di onorato servizio e 6.500.000 unità prodotte torna a far parlare di sé. A Parigi hanno programmato per lei una seconda vita di grandi successi, complice la crisi economica attuale, e visti i prezzi con cui è venduta c'è da starne certi. Ammortizzati abbondantemente i costi di produzione, la 206 Plus può permettersi un prezzo di listino di soli 10.500 euro nella versione più economica, che tra sconti e incentivi possono diventare meno di 8.000.

206 o 207? Costa poco ed è molto di più di un'auto economica. Anche perché, esternamente, della 206 classica è rimasto ben poco, rendendo difficile a un occhio poco allenato distinguerla perfino da una 207 di oggi. La 206 Plus presenta un look molto in sintonia con gli ultimi stilemi Peugeot, con un anteriore a bocca larga che sembra preso pari pari dalla 207 e trapiantato sull'Enfant Terrible, con la stessa fascia paracolpi trasversale e la griglia color alluminio o nera. Stesso disegno anche dei fari e del cofano della 207 con solo le due piccole prese d'aria ellittiche a distinguerla, gli unici indizi che rimandano alla vecchia 206.

STRETTE PARENTELE Stessa operazione nel posteriore, con richiami evidenti alla 207 a partire dalla forma allungata dei gruppi ottici e dal paraurti che incornicia la fascia di protezione nera trasversale. La parentela con la 207 è evidente anche all'interno, con il disegno della plancia pulito e a onda tipico delle moderne Peugeot. Niente a che vedere con il disegno più "pasticciato" della vecchia plancia della 206. Il volante è quello della 207, il quadro strumenti è nuovo, così come il vano portaoggetti, e anche i rivestimenti interni sono stati modernizzati. Sulla X Line, la versione più ricca, c'è anche il climatizzatore manuale di serie, mentre sulla One Line, quella più economica, è un optional che costa 850 euro, iva inclusa.

DUE VERSIONI Nella versione One line i sedili sono in tessuto a maglia scura con piccoli quadratini, mentre nella X Line i rivestimenti sono in tre materiali con impunture a vista. Il Plus della 206 sta quindi nell'arricchimento della "vecchia" 206 con elementi stilistici e di sostanza della 207, che finiscono con il dare una personalità più moderna a un modello di undici anni fa, ma non per questo superato meccanicamente. La 206 Plus ripropone infatti le stesse collaudate sospensioni della 206 più servosterzo idraulico, freni anteriori a disco e posteriori a tamburo, ABS con ripartitore elettronico di frenata e assistenza alla frenata d'emergenza. Unico vero grande neo è la mancanza dell'ESP, che non si può installare nemmeno pagandolo.

DUE MOTORI Sul fronte dei motori la vera novità è il 1.1 litri benzina da 60cv, consumi contenuti (circa 17,5 km/l nel misto) ed emissioni di CO2 di 135 g/km, inferiori ai limiti stabiliti per accedere agli incentivi. Una cilindrata che mancava da anni alla Peugeot grazie alla quale la Casa conta di risalire nelle vendite di questo segmento. In alternativa c'è il diesel 1.4 HDi da 70cv, con consumi da francescano (23,8 km/l) e con emissioni di CO2 ancora più basse (112 g/km). Entrambi abbinati a un cambio manuale a cinque marce, con le prime due accorciate.

LE ANTESIGNANE L'auto che non c'era si inserisce così d'autorità tra due modelli di successo (107 e 207) andando a riempire un vuoto strategico nell'offerta della Casa, e lo fa con un prezzo d'attacco molto attraente. Soprattutto, senza il marchio low-cost appiccicato sul cofano. L'operazione è simile a quella avviata pochi anni fa con successo dalla Renault con la Clio Storia, versione ristilizzata della Clio II e scelta ancora oggi da un cliente Clio su quattro. Oppure con quella della Fiat Punto Classic, la vecchia Punto riproposta tale e quale e ancora richiesta da più di un cliente su dieci. O dalla stessa 206, venduta in 5.000 esemplari nel 2008 contro le 45mila 207. Per non parlare della Volvo Polar di fine Anni 80, antesignana delle vetture low-cost mascherate.

LA TERZA VIA Nel caso della 206 Plus però c'è un passo in più rispetto ai casi precedenti, una terza via rappresentata dal pesante restyling che ha trasformato la 206 Plus in un modello all'apparenza completamente nuovo. In Peugeot stanno con i piedi per terra e pensano di arrivare a 12 mila 206 Plus entro fine anno, ma c'è da scommettere che le richieste saranno molte di più. Con qualche problema forse di cannibalizzazione sia con la 207 sia con la 107.

PICCOLE DIFFERENZE La 206 Plus misura 387,2 cm in lunghezza (3,2cm in più della 206, 44,2 in più della 207 e 15,8 in meno della 207), è larga 165,5 cm (2,5 cm in più della 207 e 6,5 in meno della 207) e alta 164cm (1,8 in più della 107 e 3,5 in meno della 207). Oltre ai due allestimenti la 206 Plus è offerta in due versioni, a tre e a cinque porte, con prezzi variabili dai 10.500 euro chiavi in mano della One Line 1.1 litri 3 porte, ai 13.600 euro della X Line 1.4 HDi.


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