Autore:
Paolo Sardi

IL PROFUMO DELLA VITA Inutile perdere tempo in congetture strane. Per cogliere il senso del nome Sassou occorre un suggerimento, sempre che non si padroneggi il giapponese come lingua madre. Lungo le pendici del Fuji sassou identifica uno stato d'animo positivo e l'ottimismo verso il futuro. Roba da spot con Tonino Guerra, anche se l'avvenire di questo prototipo Mazda pare piuttosto incerto. E' difficile infatti che da una sua costola prenda a breve forma un modello destinato alla produzione, a meno che la casa non decida di abbandonare la formula della piccola multispazio quando si tratterà di rinnovare la Mazda2.

GIOCA IN CASA

A prescindere dalle prospettive produttive, la Sassou ha tutti i numeri per chiamare a sé i riflettori del Salone di Francoforte. Qui tra l'altro giocherà in casa, essendo stata studiata dal Centro di design europeo della Mazda che sede proprio a Francoforte. L'equipe con a capo Luca Zollino ha schizzato una due volumi (e mezzo, puntualizzano alla Mazda) la cui sagoma non esce troppo dagli schemi tradizionali. Elemento caratterizzante è soprattutto l'alternanza di superfici concave e convesse che crea due rughe d'espressione, una all'altezza del parafango anteriore e una che sottolinea l'ampia muscolatura della carreggiata posteriore.

E LUCE FU

Anche la mascherina e la fanaleria sono prodighe di effetti speciali. La prima è curiosamente priva di aperture per assicurare la migliore aerodinamica ma è pronta ad avanzare nella sua cornice e a favorire il ricambio d'aria quando occorre rinfrescare le idee al motore. I fari con gli indicatori di direzione a freccia e le appuntite luci di coda sono integrati nei pannelli della carrozzeria, discretamente ospitati sotto uno strato di plastica traslucida, in tinta con le superfici circostanti. Un gioco di trasparenze che richiama quelli degli Shoji, i tipici paraventi delle case tradizionali giapponesi.

APRITI, SESAMO

Quando i Led sono spenti, i gruppi ottici sono dunque parzialmente mimetizzati, pronti a prendere vita e a iniziare a pulsare quando si sbloccano le porte. Questa operazione fa anche fuoriuscire le maniglie, altrimenti annegate nella carrozzeria, dove ritornano una volta richiusa la portiera. Il telecomando di apertura è alloggiato in una chiave USB che, una volta inserita nella plancia, fa spuntare dal tunnel centrale un joystick tramite cui si possono gestire tutte le funzioni dell'auto, visualizzandole nel display tondo posto nel mezzo della consolle. La stessa chiave USB permette tra l'altro di trasferire dal computer di casa all'hard disk della Sassou file musicali e informazioni per implementare il navigatore satellitare.

SI DA' LE ARIE

Sotto lo spettacolare padiglione in vetro, l'abitacolo è a quattro posti, con i due sedili anteriori molto avvolgenti, collegati da un bracciolo integrato e in grado di scorrere in avanti elettricamente per favorire l'accesso alla zona posteriore. Il divano è matrimoniale, anche se un sistema ad aria compressa consente eventualmente di sagomare in modo diverso la seduta e lo schienale per sistemare al meglio un solo passeggero in posizione centrale. Ben più utile è poi la possibilità di reclinare lo schienale, così da ricavare una superficie piana lunga 1.400 mm e larga 1.200 e un volume utile di 1.360 litri. Davvero niente male, considerando che la Sassou è lunga 3.890 mm, larga 1.740, alta 1.370 e con un passo di 2.490.

SCARPE GROSSE

Cervello fino, dunque, che come vuole la saggezza popolare la Mazda abbina a scarpe grosse. I cerchi sono da 18, con pneumatici 225/40, sorretti da sospensioni anteriori Mc Pherson e posteriori a barra di torsione. Il motore è un tre cilindri da un litro dotato di turbocompressore e accoppiato a un cambio robotizzato a sei marce con levette al volante. Una scelta iniziale che non mette però alcuna ipoteca sul futuro anteriore della Sassou: il cofano, a detta della Casa sarebbe già pronto ad accogliere anche motori diesel e, cosa ancor più interessante, ibridi.

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