Autore:
Paolo Sardi

RITMO GIAPPONESE Probabilmente i progettisti della Mazda sono pagati a cottimo o, come succede con certe imprese edili della bergamasca, in base all’avanzamento dei lavori. Non vi sono infatti molti altri modi per spiegare diversamente l’incredibile prolificità della Casa nipponica che, pur non avendo a listino un solo modello con più di tre anni di vita, al Salone di Detroit si presenta con la bellezza di otto novità.

MICRO DOVE? In mezzo a varie comparse (alcune delle quali anche di lusso, a onor del vero), la vera star dello stand è comunque la MX-Micro Sport che, per essere chiari da subito, non è affatto una semplice concept car. Questa vettura è difatti l’anticipazione di un nuovo modello destinato a entrare realmente in produzione entro la fine dell’anno. Lunga 398 cm, larga 175,5 e alta ben 155, questa compatta cinque porte ha una linea corposa, gradevole e accattivante.

SCARPE GROSSE A darle una spiccata personalità provvede in primo luogo il muso tozzo e ben definito, con due grandi fanaloni e un ampio paraurti, in cui si aprono una vasta presa d’aria e due vistose fenditure verticali. Subito dietro di loro, panciutissimi passaruota coprono a malapena pneumatici 205/50 calzati su cerchi in alluminio da 17”. Questi, assieme al doppio terminale di scarico, danno un tocco di sportività che non stona affatto in una linea per il resto sobria e pulita, che pare studiata più per essere funzionale che per far girare la testa ai pedoni.

PER QUATTRO Sulla stessa lunghezza d’onda si pone anche l’abitacolo, in grado di offrire spazio in abbondanza per quattro adulti e per i relativi bagagli. Ai passeggeri sono destinati sedili sportivi piuttosto avvolgenti ma capaci comunque di non trasformare in un calvario i trasferimenti a largo raggio. Complice anche il senso di benessere assicurato dall’altezza del padiglione e dalla luminosità dell’ambiente.

CHIAVE ELETTRONICA La console centrale è dominata da un ampio display multifunzione, facilmente raggiungibile sia dal pilota che dal suo secondo. Qui vengono visualizzate le informazioni relative all’eventuale navigatore satellitare e allo stereo, entrambi pronti a settarsi sulle impostazioni personalizzate nella chiave elettronica in formato carta di credito. Questa ha inoltre il compito di dare il consenso all’avviamento del motore a pulsante.

BIRICHINA Proprio le caratteristiche del motore la dicono lunga su quanto pertinente sia l’appellativo Sport appioppato a questa MX. Si tratta infatti di un quattro cilindri da due litri di cilindrata parente strettissimo di quello che già compare su altri modelli nel listino Mazda ma sottoposto nell’occasione a un’accordatura specifica a base di pistoni alleggeriti, di nuovi condotti d’aspirazione a lunghezza variabile e di un impianto di scarico inedito.

ZONA ROSSA Quest’unità sprigiona ora 148 CV a 6500 giri e al suo fianco compare un cambio manuale a sei marce, l’ideale per chi ama portare la lancetta del contagiri a bussare spesso alla soglia della zona rossa. Raffinate sospensioni assettate sul “rigido ma non troppo” e un impianto frenante composto da dischi ventilati completano poi degnamente una scheda tecnica di prim’ordine.

TRA DUE FUOCHI Se a questo punto sulla bontà del prodotto sembra davvero pretestuoso accampare dubbi, qualche perplessità resta tuttavia sull’eventuale collocazione nel listino italiano della MX- Micro Sport, che è chiaramente studiata per gli States. Metro alla mano, la sua naturale collocazione sarebbe infatti tra la 2 e la 3, alle quali rischierebbe però di fare una scomodissima concorrenza interna.

PROFETI Prima di dare giudizi definitivi attendiamo dunque le decisioni della Casa. Le questioni più delicate riguarderebbero i prezzi e la gamma dei motori, destinata nel caso d’importazione ad ampliarsi forzatamente verso il basso. Non serve certo la patente da profeti per capire che dalle nostre parti, se venisse proposta solo con quel duemila, la MX la comprerebbero i proverbiali quattro gatti.


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