Autore:
Luca Pezzoni

NUOVO RITMO Si chiama Fit, in Giappone. Noi la conosciamo come Jazz. Al Salone di Tokyo ha fatto capolino la nuova release della piccola intelligentona di Casa Honda. Un design meno puntuto. Pensato per far star bene anche e soprattutto gli abitanti dell'auto. In una parola, maturo. Qualche vago richiamo al family feeling di Casa. Ma soprattuttotanta sostanza. Prestazioni e versatilità in crescita, consumi ed emissioni in diminuzione. Senza tante storie.

CHE NASO Guardandola da fuori si respira aria di continuità. Una naturale evoluzione della Jazz che conosciamo. Solo meno affilata, meno leggera ed esile. Un design semplice che estremizza i concetti monovolume. Il montante anteriore stiracchiato in avanti aumenta gli spazi interni. Il muso conserva gli occhietti furbetti, solo meno affilati. Il naso invecchiando cresce, come le cartilagini umane, in questo caso per proteggere i pedoni. Il taglio del cofano continua a scendere secco, ma ricorda nella scalfatura quello della Civic.

NEOCON Pure la fiancata scorre via liscia, ma ci sono due belle portiere ampie. Il volume si chiude tagliato quasi in verticale, con due gruppi ottici che sanno di "non vogliamo prenderci rischi". Poi tanta razionalità. Il serbatoio posizionato in mezzo al pianale, il passo allungato. La soglia d'accesso a 60 cm dall'asfalto eviterà colpi della strega. Nessuno potrà trovare validi motivi per criticare gli stilisti di Casa, ma non sono previsti batticuore. Il design della grande H sorprende sempre: a volte innovativo ai limiti dell'oltraggioso, vedi Civic, a volte dichiaratamente conservativo.

ANDIAMO AL SODO Meglio quindi passare i contenuti. Tutto sembra pensato per essere apprezzato nel tempo. L'angolo di apertura elevato delle porte (80 gradi) evita contorsionismi e favorisce accessi e carico di oggetti ingombranti. Inoltre è previsto come optional un sedile del passeggero rotante, per agevolare i diversamente abili. E proprio con i sedili potranno sbizzarrirsi i pubblicitari chiamati a inventare lo spot tv.

ULTRASEDILI Li chiamano in Honda: ultrasedili. Pieghevoli, annegabili, abbattibili in una sola mossa. Con la funzione "refresh" per togliere in un battibaleno tutti i poggiatesta e creare un giaciglio dove prendersi una pausa. Più o meno piacevole. Le soluzioni modulari dei sedili si sommano a quelle della cappelliera ad altezze variabili. Diventa possibile creare scomparti diversi del bagagliaio, con un doppio fondo aggiuntivo per la creazione di configurazioni davvero "ultra". La capacità standard ammonta a 427 litri, grazie anche al kit di riparazione che sostituisce la ruota di scorta.

TERREMOTO! La stessa plancia promette molto nel volante panciuto a tre razze con un look da upper class. Ma si distingue perpragmatismo nella disposizione dei comandi e per una dotazione tecnologica, volendo, di alto profilo. Navigatore e schermo multimediale con hard disk da 40 giga e presa A/V sono optional. E fin qui nulla di strano. Ma addirittura in terra nipponica viene fornito un servizio "on demand" di allerta su eventuali terremoti. La piaga nazionale. Interessante. Ogni nazione potrebbe avere il sistema "localizzato" secondo inclinazioni e costumi: alluvioni, uragani, tsunami, ingorghi.

FILOSOFIA Il pensiero principale dei progettisti è comunque andato alla versatilità d'uso. In questo senso si deve anche vedere la scelta del ponte rigido al posteriore per sfruttare al massimo gli spazi. Ma fedele (almeno in parte) al Dna sportivo Honda, la Fit promette rigidità torsionale aumentata e peso alla bilancia stabile nonostante le dimensioni in leggera crescita (+ 5 cm in lunghezza e +2 in larghezza). Il servosterzo rimane elettrico ma la riduzione delle tolleranze e taratura ad hoc sulla carta garantirebbero maggior feeling.

OVATTATA Particolare cura anche per l'isolamento della scocca da vibrazioni e rumori molesti. Ottenuta anche qui con tolleranze ridotte e tramite l'utilizzo di materiali fonoassorbenti per tappeti, tetto e plancia. Tutto per un comfort da categoria superiore. Lo scheletro dei sedili che nelle misure replica quello di una compatta del segmento C. Cambio CVT e trazione integrale completano il menu.

PEPERINI MODERATI Non rimane che parlare dei due propulsori disponibili. Argomento non fondamentale per un mezzo che punta (quasi) tutto su altre inclinazioni dei possibili acquirenti. Farà comunque piacere poter contare su riserve tecnologiche (V-tec, quattro valvole e drive by wire standard) e di potenza in crescita: 100 cv per il milletre e 120 per il millecinque. Mentre diminuiscono le soste per il rifornimento: con i pistoni più piccoli si arriverebbe a percorrere addirittura 24 km al litro. Jazz o Fit?


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