Autore:
Tommaso Crociera

SOTTO SOTTO... Sotto le spoglie di una tranquilla berlina si nasconde l'ultima proposta di General Motors per le forze di Polizia USA, l'ultimo passo di un sodalizio che va avanti dal 1959 con numerosi modelli, dall'Impala alla Byscayne. La novità di oggi si chiama Caprice, come tradizione vuole dal 1986. Solo che questa volta non mancano particolarità e rivoluzioni tecnologiche, a partire dal fatto che non si tratta di un veicolo acquistabile anche per i privati (l'auto negli USA non è commercializzata) e che è stata costruita tenendo bene a mente le esigenze di chi, sulle strade, ha una missione da compiere tutti i giorni. Sedili, plancia, ausili tecnologici ed ESP con taratura ad hoc sono solo alcuni accorgimenti specifici.

RADUNO L'annuncio è arrivato nel corso del tradizionale raduno della polizia USA, l'IACP International Association of Chiefs of Police convention tenutasi quest'anno a Denver, in Colorado, insieme alle prime immagini e alle specifiche tecniche. Partiamo dalle forme metalliche e da cuore e scheletro meccanico. La Caprice, vista da fuori, rimane una classica berlinona a tre volumi dalle dimensioni importanti, circa 5 metri di lunghezza, ma senza particolari guizzi di creatività. In questo, alcune concorrenti, coma la Dodge Charger, sembrano avvantaggiate da una maggiore personalità.

STEMMI E COLORI Fari trapezoidali all'anteriore, mascherina semplice protetta da un bull-bar, linea di fiancata alta ma lontana dalle esagerazioni di alcune colleghe e senza nessun accenno di spalle larghe in corrispondenza del treno posteriore, in stile Muscle Car. L'understatement delle forme si interrompe con il make-up e la divisa di servizio. Non mancano le colorazioni tipiche all'immaginario da auto della Polizia e ci sono i lampeggianti sul tetto, come pure quelli nascosti dietro la mascherina, segno distintivo in quasi tutte le auto-poliziotte negli USA. Per esigenze di servizio ci sono le quattro porte d'ordinanza, perché oltre ad usarle per inseguimenti o fare multe, a volte, gli agenti devono far accomodare qualcuno nella panchetta posteriore.

RUOTA VERA BATTERA DOPPIA Nel bagagliaio si trova la ruota di scorta di dimensioni normali; un inseguimento con il ruotino sarebbe problematico, e tutto lo spazio (oltre 500 litri) serve per attrezzatura e dotazioni supplementari. Tra cui due batterie, una per il normale funzionamento della Caprice e una per alimentare tutti gli strumenti tecnologici e di servizio, dalle sirene al navigatore. Anche l'alternatore ha messo su i muscoli necessari per dare luce ed energia agli strumenti ausiliari.

CUORE CAMARO Molto più delle forme diventa interessante la scheda tecnica, partendo da una certezza. Sotto la pelle da tranquilla berlina all'americana si nasconde nientemeno che la Camaro ultima generazione. La Caprice che vedete nelle foto condivide pianale, sospensioni e soluzioni meccaniche – una per tutte la trazione posteriore – con la rediviva muscle car di casa Chevrolet. L'arcano è presto svelato: GM ha optato, come nel caso della sportiva di Casa, per l'utilizzo di una piattaforma Australiana del marchio Holden. E curiosamente, pur trattandosi di un modello ad hoc per la Polizia, non mancano gli entusiasti che vorrebbero anche un versione civile della Caprice. In fondo basterebbe utilizzare la linea produttiva in Ontario della Camaro per accontentarli, ma al momento non ci sono certezze.

OTTO O SEI? Nascosto sotto il cofano si trova un bel V8 da 6 litri e una potenza dichiarata superiore ai 350 cavalli, con una coppia di oltre 580 Nm, muscoli buoni per disegnare strisce nere sull'asfalto e per spingere la Caprice da 0-100 in meno di 6 secondi. Si tratta di dati volutamente generici anche perché, da che mondo e mondo, bisogna alimentare la leggenda e non fornire parametri precisi ai malintenzionati. In ogni caso, visto che il new deal mondiale mette ambiente e downsizing energetico al primo posto, Chevrolet fa sapere che sarà disponibile anche una versione meno scalmanata, con un morigerato sei cilindri.

DINAMICA ELETTRONICA Non mancano cerchi da 18 pollici e sospensioni rinforzate a ruote indipendenti, con freni a disco sulle quattro ruote pensati per un utilizzo intensivo e in condizioni di emergenza. Anche l'ESP non segue logiche di intervento standard simili alle auto civili, evidentemente in caso di inseguimenti od emergenze le esigenze sono diverse e l'elettronica ne tiene conto, ritardando la soglia di ingresso ai tagli di potenza e permettendo sbandate e manovre azzardate. Poi si arriva al cuore del progetto.

SPECIAL La Caprice, se non proprio una Special, si presenta come un veicolo pensato con in mente le esigenze di servizio di un moderno corpo di Polizia, con l'obiettivo di agevolare la vita a bordo degli agenti e le missioni di law enforcement, anche con largo ausilio di tecnologie dedicate. Per stessa ammissione della Casa sono stati fatti numerosi studi del "day by day" del poliziotto americano, recependo in fase di progettazione e sviluppo molti suggerimenti provenienti sia dalla base, gli uomini operativi sul campo, sia dagli strateghi che immaginano un futuro fatto, se non di Robocop, almeno di agenti supportati da auto ad alto contenuto tecnologico.

LAVAGGI VELOCI I sedili, ad esempio, sono studiati ad hoc nei materiali traspiranti e facilmente lavabili, per rispondere ad un utilizzo intensivo: spesso le auto passano di mano in turni continuati per coprire H24 le esigenze di pattugliamento. Ma oltre che per i materiali le sedute si distinguono per la conformazione, in particolare di quelli anteriori, frutto di un lavoro di ottimizzazione pensato per agevolare ingressi e uscite veloci, dettagli che possono anche salvare la vita o permettere di acciuffare i malviventi.

CINTURONE Altro dettaglio non da poco, i materiali sagomati, morbidi e deformabili utilizzati nello schienale all'altezza del cinturone. Ogni agente deve indossare pistola, manette e compagnia bella: impensabile che ad ogni discesa o salita vengano tolti. Gli ingegneri hanno dovuto studiare un compromesso tra esigenze di servizio ed ergonomia per conciliare esigenze di servizio e della schiena. Anche la rete divisoria che protegge gli agenti separandoli dalla panchetta posteriore è spostata molto all'indietro in modo da lasciare abitabilità e maggiore libertà di inclinare e regolare i sedili a piacimento.

ALL IN ONE Ma il vero punto forte della "Police Caprice", che arriverà on the road nel 2011, deve essere cercato nella consolle centrale, pensata per far convivere senza interferenza con airbag e movimenti a bordo tutta la messe tecnologica. Direttamente dal touch screen di bordo si possono governare tutte le funzioni utili a un poliziotto: dalla videoregistrazione di bordo, che consente anche di trasmettere in tempo reale le immagini alla Centrale grazie alla connettività wireless, fino al lettore di targhe automobilistiche che le legge e le confronta, in tempo reale, con un database centralizzato segnalando eventuali anomalie (ad esempio di auto sospette).

MODULARE Non mancano telecamera ad infrarossi per le missioni notturne, telemetria e trasmissione dati del veicolo al sistema centrale di gestione flotte, altro strumento che, grazie a connettività, trasmissione dati e GPS, consente di organizzare e monitorare missioni su ampia scala territoriale gestendo movimenti e ordini in tempo reale direttamente dalla Centrale. Mancano ovviamente molti dettagli interessanti che forse saranno svelati nel tempo, ma il sistema multimediale sembra concepito in ottica modulare ed espandibile in modo da fare posto a nuove funzionalità, come ad esempio la possibilità di acquisizione e riconoscimento delle impronte digitali per identificazioni in tempo reale.

FUTURO PROSSIMO Un esempio concreto quindi di "all in one" e di integrazione di diverse tecnologie governabili tutte tramite un'unica interfaccia. Non si tratta di una novità assoluta, anche altre forze di Polizia nel mondo stanno richiedendo e studiando sistemi simili; quello che più interessa agli automobilisti di tutti i giorni è che, presto, il trasferimento di tecnologia porterà concetti simili anche sulle auto ad uso privato. Molto presto si potrà navigare, ascoltare la radio e utilizzare telecamere per la guida notturna o inviare e leggere le e-mail, tutto da un unico schermo sensibile al tocco dei polpastrelli o della nostra voce. Tutto ciò per evitare grovigli di fili, distrazioni e inutili complicazioni, grazie a quello che in gergo si definisce trasferimento tecnologico.

 


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