Autore:
Paolo Sardi

LAVORI IN CORSO Per quanto la sua linea non esca dagli schemi collaudati della BMW, questa sportiva riesce a suscitare un certo stupore. Proprio come il tappo dello champagne, anche se fa il botto puntuale, alla mezzanotte di San Silvestro.

STILE INCONFONDIBILE

Chi si aspettava qualcosa di simile all'indimenticata versione chiusa della Z3 restera poi ancor più sorpreso. Qui non c'è una coda da simil-giardinetta in miniatura ma un padiglione attillato che scende svelto alle spalle dei passeggeri. In pratica la Z4 Coupé infila nello shaker il muso della roadster e il posteriore della Serie 6, per dar vita a un cocktail in cui non si fatica a riconoscere la chiara influenza di Chris Bangle.

A MUSO LUNGO

Davanti vengono quindi confermati il doppio rene basso e largo, i fari che piegano un po' malinconici gli spigoli verso il basso e l'ampia presa d'aria inferiore. Con l'abitacolo ancor più arroccato verso la coda, il cofano motore acquista se possibile maggior rilievo. Lo stesso vale anche per le fiancate, caratterizzate dall'ormai tipico gioco di superfici concave e convesse. Complici gli sbalzi ridotti all'osso, il passo lungo e i cerchi da 19 pollici la Z4 Coupe appare così grintosissima.

SPALLE MUSCOLOSE

Il tetto, dotato di una lieve depressione al centro stile Zagato, pare la prosecuzione più naturale dei montanti del pararezza, tanto che verrebbe da supporre che la Z4 sia stata concepita sin dall'origine con il padiglione metallico. I parafanghi posteriori mantengono anche questa versione una precisa personalità e disegnano spalle forti e muscolose. Esattamente come sulla Serie 6, il portellone finisce con l'apparire più appoggiato sulla coda che non integrato nella medesima, senza per questo pregiudicare l'armonia dell'insieme.

AUTOLIMITATA

Sotto il cofano trova spazio il sei cilindri in linea da tre litri che ha da poco debuttato anche sulla 130i. Il motore è montato in posizione longitudinale ed è abbinato a un cambio a sei marce che scarica la potenza sulle ruote posteriori. I 265 cv e i 315 Nm consentono alla Z4 Coupé di scattare da 0 a 100 km/h in soli 5,7 secondi e solo l'intervento severo della centralina impedisce di superare i 250 km/h.

METALLO MASSICCIO

Se la carrozzeria è ammantata da una vernice speciale Glacier Silver che la fa sembrare di alluminio massiccio, l'abitacolo non è da meno, con molti elementi in vero metallo, lucidato o spazzolato. In alluminio sono le cornici degli strumenti, il rivestimento delle razze del volante, le maniglie interne delle porte, i pedali, i comandi della climatizzazione e la protezzione della soglia di carico.

FINEZZE DA SALONE

Nel resto dell'abitacolo la pelle regna sovrana, con tre diverse finiture, lucida dall'effetto setato, vellutata o in striscioline finemente intrecciate. Queste finezze difficilmente arriveranno però in produzione, mentre quasi scontata si può dare la presenza dei numerosi dispositivi high-tech. Ad aprire la lista il DTC (Dynamic Traction Control) e il DSC (Dynamic Stability Control) che regolano la motricità e l'assetto, seguiti dal servosterzo elettrico.

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