Provare per credere. L’Active Steering di BMW è una novità rivoluzionaria, lanciato sulla nuova Serie 5. Ne abbiamo già parlato nella prova su strada ma è una novità di tale portata che vale la pena parlarne in dettaglio, per soddisfare la curiosità tecnica.

In realtà, se provate una Serie 5 dotata di Active Steering non vi accorgete di nulla se non del fatto che guiderete molto bene. Nulla lascia pensare che l'Active Steering cambi continuamente il rapporto di sterzo, senza prendersi un attimo di riposo.

Dove sta la genialità? Nel fatto che risolve il conflitto tra sterzo diretto e sterzo demoltiplicato, dubbio che affligge i progettisti di auto da sempre, costretti immancabilmente a trovare il giusto compromesso tra uno sterzo perfetto per le strade piene di curve e uno per gli interminabili rettilinei autostradali.

L'Active Steering è una serie infinita di sterzi: dal rapporto direttissimo da posteggio (meno di due giri di volante, al posto di tre per una sterzata completa) a quello lungo da rettilineo in velocità. Con il vantaggio, in termini di sicurezza, di consentire al pilota di tenere sempre le mani sul volante, evitando incroci di braccia per chi guida come Schumi o che si stacchino come fa la maggior parte alla prima rotonda.

Non solo, ma Active Steering e Dynamic Stability Control, vanno a braccetto assicurando il controllo anche in situazioni critiche: l'elettronica permette allo sterzo di modificare in modo mirato l'angolo di sterzata impostato dal guidatore, stabilizzando la vettura più rapidamente di quanto non possa fare il pilota stesso. Si pensi al problema di evitare un ostacolo improvviso che si materializza davanti a noi, anche a velocità ridotte.

Il sistema di "sterzo attivo" si coordina anche con il Servotronic, il servosterzo che controlla elettronicamente lo sforzo al volante: quindi, sterzo leggero nel traffico e nelle curve strette, sterzo più pesante a velocità elevate. In questo caso la rapportatura diventerà più indiretta impedendo movimenti del volante indesiderati. 

Dal punto di vista tecnico Active Steering si basa sul principio della sovrapposizione degli angoli di sterzata: un regolatore elettromeccanico montato tra il volante e la scatola dello sterzo somma un angolo di sterzata supplementare, positivo oppure negativo, all’angolazione delle ruote impostata dal guidatore.

L’elemento centrale è il cosiddetto sterzo in sovrapposizione, un ingranaggio planetario integrato nel piantone dello sterzo diviso in due metà, completo di due alberi in entrata e uno in uscita. Uno degli alberi in entrata è collegato allo sterzo, il secondo viene azionato da un motore elettrico, attraverso un ingranaggio elicoidale autobloccante, di demoltiplicazione.

L’angolo complessivo di sterzata generato all’albero in uscita è composto dall’angolo di sterzata e dall’angolo imposto dal motore elettrico. Gli altri componenti dello Sterzo attivo sono una centralina dedicata e una serie di sensori per la rilevazione dello stato di guida, delle condizioni del manto stradale (in caso di pioggia per esempio) e delle richieste del guidatore.

E se si guasta? Niente paura, il collegamento sterzo ruote è assicurato e l'Active Steering si fa da parte e non sovrappone più alcun angolo. In pratica, lo sterzo diventa un normale sterzo, senza aiutino.

Insomma, è più difficile da spiegare che da provare. Anche perché non c’è modo migliore per valutarne i vantaggi che mettersi al volante e fare qualche chilometro con la nuova Serie 5. Chi dei nostri lettori fosse interessato a un test stradale può prenotarsi on line, direttamente dal proprio computer. Provare per credere...