Autore:
M.A. Corniche

DAMMI UN CINQUE Una grande Audi o una Audi grande? Il dubbio del pennello sorge spontaneo. Che sia o meno una grande Audi lo scopriremo su strada, per ora non c'è dubbio che sia una Audi grande. La Q7 supera in lunghezza una soglia che finora è stata appannaggio delle ammiraglie, con 5.086 millimetri di lunghezza massima, 3.002 di passo e 1.983 in larghezza. Alla faccia di chi pensa che l'Hummer H2, più corto di venti centimetri e più largo di otto, sia una bestia enorme e ingovernabile nel traffico cittadino. Non fatevi ingannare dalle fotografie: di serie la Q7 monta cerchi da 18 pollici e opzionali da 19 e 20 pollici...

TAGLIA FORTE

Con una taglia XXL, non c'è da stupirsi se dalle prime immagini la linea della Q7 sembri un poco pesante, ancor più appesantita nel tentativo di alleggerirne l'impatto con rigonfiamenti nella parte bassa e colorazioni a due toni. La parte sicuramente più originale e riuscita è la coda, spesso la parte più difficile da disegnare in una SUV, come per la coda a balze della BMW X5 e quella furgonata della Mercedes Classe M prima maniera. Dalle prime inquadrature, il tentativo di farla rassomigliare per quanto possibile a una coupé sembra piuttosto riuscito e il grande portellone che abbraccia tutta la coda è una soluzione esteticamente riuscita e funzionale alle manovre di carico/scarico.

E IL TENDER?

La spinta alla conquista dell'America da parte della Q7 è chiara, Paese dove in confronto a una Lincoln Navigator può ancora sembrare un'auto dei puffi. Paese che ha sostituito alle monovolume da "nerd" le più sportive, almeno nell'immagine, e più versatili SUV. La Q7 si prepara anche a soddisfare le esigenze di carico di chi ha o sta effettuando il passaggio, con sette posti e un bagagliaio che, spalancando la coda, si annuncia infinito: 775 litri (più di quanti ne offra una Audi A3 abbassando i sedili posteriori) se si viaggia in cinque, 2.035 se si decide di abbassare tutti i sedili e di viaggiare in due. Nel bagagliaio si potrebbe posteggiare un tender della Casalini...

SUPERAMMIRAGLIA DA FAMIGLIA

Vocazione da furgone stemperata subito da interni di gran lusso e di gran classe, con pelle e legni pregiati, com'è nella più pura tradizione Audi: interni un po' italiani nell'eleganza discreta e teutonici nel pragmatismo e nella qualità costruttiva. I sette posti sono su sedili singoli e i tre della terza fila si possono regolare longitudinalmente per ottenere uno spazio per le gambe da limousine. Il terzo posto centrale è più piccolo, quasi di emergenza, per lasciare posto a due poltrone ai lati che poco hanno da invidiare ai due posti anteriori, nemmeno il controllo bi-zona della climatizzazione. Spazio, comfort ed eleganza, senza rinunciare alla versatilità richiesta dall'ex-monovolumista: i sedili si aggiustano in 28 posizioni differenti per adattarsi al meglio alle esigenze di carico.

BODY BUILDING

Per muovere cotanta massa di acciaio, pelle e radica sono necessari cuori generosi e muscoli tonici. Stupisce che per la Q7 sia stato scelto, oltre al 4.2 V8 FSI a iniezione diretta di benzina con 257 kW (350 cv) e 440 Nm, il sei cilindri 3.0 TDI con piezo-iniettori da 171 kW (233 cv) e 500 Nm di coppia massima. I numeri ci sono, ma per l'imponente Q7 forse il V10 montato dalla Touareg e dalla Phaeton avrebbe avuto una collocazione degna della sua potenza. Entrambi i motori sono abbinati a un cambio automatico con controllo sequenziale Tiptronic a sei marce.

QUATTRO

Inutile dire che i due motori inviano la loro potenza a tutte e quattro le ruote secondo lo schema di trazione Quattro collaudata in 25 anni di esperienza e su due milioni di Audi Quattro prodotte. Al centro distribuisce la forza un differenziale Torsen di ultima generazione, impostato per inviare in condizioni normali di guida il 40% della potenza alle ruote anteriori e il 60% alle posteriori. Una impostazione sportiva, differente da quella integrale-quando-serve di molte concorrenti, abbinata a sospensioni a ruote indipendenti, molle elicoidali e ammortizzatori bitubo. In opzione possono essere richieste anche le sospensioni pneumatiche a controllo elettronico e la distanza da terra può variare da 180 a 205 millimetri, per adeguarsi al tipo di terreno e per facilitare, abbassando la coda, le operazioni di carico/scarico.

HELP

In aiuto al pilota, la Q7 offre sistemi elettronici come il radar di controllo per i cambi di corsia e il sistema di assistenza al posteggio con sensori e telecamere. Il controllo elettronico di stabilità include nuove funzioni, come l'assistenza nelle discese ripide (adottato per prima da Land Rover) e funzioni speciali per la guida in fuoristrada.

GRANDE AUDI, PICCOLO PREZZO

In vendita dal prossimo settembre, la Q7 inizierà le consegne all'inizio del 2006. Il prezzo al chilo è contenuto: il prezzo base in Germania per la 3.0 TDI è di 48.900 euro e forse spiega la scelta del 3.0 TDI come motore a gasolio votata al contenimento del prezzo di attacco. Prezzo che, paragonato facendo le debite riserve sulla dotazione di serie a quello di molte concorrenti, non è particolarmente elevato: una BMW X5 3.0d ormai prossima alla fine del suo ciclo di vita costa 52.000 euro, una Mercedes Classe M 280 cdi vale più di 49.000 euro e una Volvo XC90 D5 base costa 47.800 euro. Per non parlare della Porsche Cayenne: la 3.2 V6, quella che il Ranzani definisce da barbone, costa più di 53.000 euro.


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