Autore:
Alessandro Codognesi

IL MITO O LA MITO? Era il lontano 1966 quando, dalla fabbrica di Arese, uscì la prima Giulia GT 1300 Junior. Una berlinetta sportiva, capace di emozionare grandi e piccini. E ci riuscì, visto il successo che ebbe. Oggi, invece, la sua fama rivive grazie all’Alfa Romeo MiTo Junior  presentata a Parigi, che, grazie ad alcuni particolari dedicati, si rende un po’ più unica e speciale rispetto alla MiTo standard. 

DETTAGLI CHE CONTANO Per distinguersi dalla massa, l’Alfa Romeo MiTo Junior non usa i toni pacati. Indossa infatti nuovi cerchi in lega da 17" con trattamento bianco, il paraurti posteriore sportivo e il terminale di scarico cromato. E non si fa macare nemmeno le calotte degli specchi verniciate di bianco, cornici dei fari e maniglie delle portiere in cromo satinato. All’interno, la musica continua grazie alle cuciture bianche dei sedili, il volante sportivo, i tappetini con logo "Junior" e il rivestimento in pelle della cuffia cambio e della leva freno. A corredo c'è anche un quadro strumenti sportivo con grafiche bianche.

EQUIPAGGIAMENTO In aggiunta alle personalizzazioni, c'è una ricca dotazione di serie. Sulla Junior rispondono all'appello il clima bizona, cristalli privacy, fendinebbia, cruise control, sedili con regolazione lombare, volante in pelle con comandi radio/telefono, spoiler, e sistema UconnectTM 5” Radio che include Touchscreen 5" a colori, predisposizione Bluetooth e Media Player mp3 con USB e AUX-in.

QUANTO VA? Per quanto riguarda i motori, l’Alfa Romeo MiTo Junior sarà disponibile con il bicilindrico 0.9 Turbo TwinAir da 105 cv 1.4 MultiAir Turbobenzina da 140 cv con cambio automatico Alfa TCT, benzina 1.4 78 cv e il turbodiesel 1.3 JTDM da 85 cv. 


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