
LA NOVITA' Anche le ambizioni sono decisamente cresciute e la Space Runner non nasconde la volontà di apparire sempre più seducente, conquistare ancora di più il pubblico femminile e strizzare l'occhio a neofiti dai gusti raffinati, ma il cocktail non è perfettamente riuscito e qualche ingrediente lascia un po' di amaro in bocca. La mancanza di una versione con trazione integrale opacizza l'immagine di vettura grintosa, versatile e tuttofare, l'assenza di un propulsore diesel è ormai considerato un handicap e alcuni dettagli stilistici non sono sempre all'altezza della situazione.
SOLO DA DESTRA Il frontale è caratterizzato dagli enormi fanali anteriorie dalla presenza di un generoso paraurti con prese d'aria, fendinebbia e spoiler inferiore incorporati. Anche le fiancate sono percorse da un vistoso fascione sottoporta che sottolinea il taglio sporgente dei passaruota e lascia intuire un carattere ancora più ribelle, ma il vero tratto distintivo della Space Runner rimane la presenza di una sola porta posteriore scorrevole imbullonata sul lato destro. Una soluzione coraggiosa e un po' snob che, negli anni passati, ha stupito tutti e contribuito in maniera significativa a rendere maggiormente desiderabile la giapponesina, ma che oggi sembra un po' superata, perché la voglia di apparire non privilegia certo quella praticità che i monovolume dovrebbero avere come missione.
BAGAGLIAIO VORACE Decisamente più utile è invece il portellone di carico posteriore che sfoggia misure extra-large e consente alla Runner di ingoiare praticamente di tutto. Anche il bagagliaio ha una forma regolare e una versatilità a prova di trasloco: i sedili posteriori sono abbassabili o asportabili separatamente, l'altezza a disposizione consente di trasportare comodamente due mountain-bike e la profondità non pone limiti di forma o dimensioni.
E L'ABITABILITÀ INTERNA? Promossa con la sufficienza. I sedili posteriori accolgono a fatica tre adulti, la possibilità di accesso da un unico lato costringe gli occupanti ad accordarsi su chi dovrà scendere per primo e la posizione molto bassa della seduta obbliga le gambe a una posizione innaturale. Le cose vanno decisamente meglio se si ha la fortuna di sedere davanti; il posto guida è comodo, la profondità per le gambe del passeggero è a prova di lunghi viaggi e il posizionamento della leva del cambio sulla consolle centrale lascia una piacevole sensazione di spazio.
JAPAN STYLE La plancia non brilla per originalità ma è funzionale e tutti i comandi si raggiungono intuitivamente, il display centrale fornisce le indicazioni del computer di bordo, visualizza le impostazioni della radio e più incorporare il navigatore satellitare. I materiali impiegati sono tutti di buona qualità, ma le ambizioni dell'allestimento più esclusivo sono immediatamente ridimensionate dalla solita comparsa di un inutile inserto in finta radica scura.
SENZA TASCHE Purtroppo, anche la presenza di tasche porta oggetti non è all'altezza delle aspettative e la vita di bordo è penalizzata dalle scarse possibilità di stivaggio: trovare un alloggiamento per il telefonino non è semplice, gli oggetti contenuti nel vano a sinistra del volante volano via alla prima accelerata, le tasche delle portiere sono anoressiche e per raggiungere il cassettino con coperchio posto sopra il display centrale bisogna slacciarsi la cintura di sicurezza e sdraiarsi sul cruscotto.
FULL OPTIONAL Promossa a pieni voti, invece, la dotazione di accessori della giapponese. Già il modello di accesso, infatti, sfoggia un equipaggiamento di serie con quattro airbag, ABS, ripartitore elettronico della frenata, fari alogeni, fendinebbia, cerchi in lega, barre portatutto sul tetto, retrovisori in tinta con la carrozzeria, climatizzatore manuale e autoradio. La versione top di gamma è ulteriormente impreziosita e caratterizzata dalla presenza dello spoiler posteriore sul tetto, vetri posteriori fumé e dalla possibilità di montare il cambio automatico a controllo elettronico.
DUE MOTORI Quest'ultimo accessorio è infatti riservato alla nuova motorizzazione 2.4 GDI a iniezione diretta che, contrariamente alle credenze popolari, non è un diesel ma un quattro cilindri a iniezione diretta di benzina sotto mentite spoglie, capace di erogare 150CV a 5.500 giri, raggiungere i 190 km/h e accelerare da 0 a 100Km/h in 10.4 secondi. In alternativa, si può scegliere il collaudato propulsore due litri, 136CV a 6.000 giri, 185Km/h di velocità massima e 11 secondi per il classico zero-cento. Con quest'ultima motorizzazione, la nuova Space Runner è in vendita a 42.750.000 lire che diventano 46.650.000 se si decide per la versione 2.4 GDI GLS con cambio meccanico e 48.850.000 lire per il 2.4 con la trasmissione automatica.
Data: 06/08/2001