Autore:
M.A. Corniche

COM’E’ Con quello stile un po’ così, forse un po’ troppo svedese e moderno, la Volvo S80 non ha incontrato i favori che avrebbe meritato. Almeno in Italia: la S80 è però un successo per Volvo in altri Paesi. Dal 1998, l’anno del lancio, ne sono state vendute in tutto il mondo 300.000 esemplari. Un terzo della produzione è finita in mani americane, popolo di autisti meno attenti alla forma e più alla sostanza. Soprattutto attenti al value for money e al comfort. E sotto questi punti di vista la S80 è sempre stata una leader.

CONSIDEREVOLE Piazzata in un segmento di mezzo tra le berline grandi (Audi A6, Bmw Serie 5, Mercedes Classe E…) e le ammiraglie (Audi A8, Bmw Serie 7, Mercedes Classe S…) rispettivamente per prezzo e per dimensioni esterne, dotata di tutto quanto serve e ben costruita, la S80 è sempre stata una scelta razionalmente ineccepibile. Dal punto di vista del comfort, poi, è sempre stata più vicina alle ammiraglie che alle grandi berline.

SOTTO IL VESTITO È stata la prima delle Volvo di ultima generazione a utilizzare il pianale adottato successivamente da V70, da S60 e XC90. Un signor pianale. Ma l’Italia brandizzata, delle auto da indossare più che da guidare, non ha nemmeno voluto provarla ed è rimasta fedele ai soliti marchi-griffe. Chissà che il nuovo stile più leggero non convinca qualche italiano in più.

RIPULITA Il frontale è ripulito ma fedele all’impostazione originaria, simile a quello più sportivo della S60: la griglia è meno cromata, i fari sono più grandi e meno squadrati, il paraurti è più liscio e avvolgente. Sulle fiancate, corre una fascia protettiva che riprende quella in tinta riportata sui paraurti e alla base dei finestrini corre un sottile profilo cromato. Gli specchi retrovisori sono più piccoli, più sportivi e studiati per mantenere i vetri laterali puliti in caso di pioggia.

SNELLA In coda, si trova il cambiamento più evidente: le grandi luci che tanto hanno scioccato nella prima versione sono state sostituite con luci più moderne, più elaborate nel disegno e, soprattutto, più basse, meno smaccate, grazie a un bordino in tinta carrozzeria e cromato tra luce e paraurti. Per aprire il bagagliaio si utilizza ora una maniglia grande sopra la targa e con un americanissimo ma discreto profilo cromato. Pochissimi interventi e quasi impercettibili, ma nell’insieme la nuova S80 è decisamente più snella e più importante rispetto alla prima S80.

PIU' LUSSUOSA All’interno, gli interventi sono altrettanto misurati e orientati a rendere più lussuoso e funzionale l’abitacolo. Cambiano i pannelli delle portiere, con le maniglie meglio posizionate, spuntano legni e sottili cromature e le sei cilindri hanno una strumentazione impreziosita da una scala su fondo color acciaio simile a quella delle S60/V70 R. Anche qui pochi ritocchi ma l’occhio attento all’opulenza si trova più a suo agio.

SETTE MOTORI Qualche cambiamento anche sottopelle. Il motore cinque cilindri 2.4 T viene sostituito da un 2.5 T, con più cavalli (210) e più coppia (320Nm tra 1500 e 4500 giri). Si affianca a un 2.4 aspirato da 170 cavalli, a un sei cilindri 2.9 aspirato da 196 cavalli e al T6, il 2.9 biturbo da 272 cavalli. Oltre l’ottimo D5, il turbodiesel cinque cilindri da 163 cavalli, e alle 2.4 Bi-Fuel con alimentazione benzina-GPL o benzina-metano da 140 cavalli.

VALUE FOR MONEY E poi l’evoluzione comfort del sistema di sospensioni pneumatiche a controllo elettronico FOUR-C, già adottato dalle versioni R. Per la S80 l’opzione Advanced Sport non è prevista, ovviamente, ma si può scegliere soltanto tra Comfort e Sport. È un optional che costa 1.800 Euro. I prezzi sono davvero interessanti: una S80 D5 Nordica (la versione base già dotata di quasi tutto) costa poco più di 31mila Euro, poco più di 33mila per la Artica, con finiture più lussuose. Li vale tutti, fino all’ultimo airbag.

COME VA Della S80 ho un ottimo ricordo: Salone di Ginevra ’99 in giornata, partenza alle 6.30 del mattino da Milano, visita al salone e ritorno alle 22.30 fresco come dopo una gita fuori porta. Un comfort eccezionale, come una visita a una beauty farm. I pochi ritocchi all’ergonomia possono soltanto migliorare la situazione e anche dopo cinque anni l’impostazione di guida è ancora assolutamente attuale e perfetta, con le mille regolazioni di sedile e volante che consentono di trovare sempre la posizione migliore.

STRADISTA Silenziosa, facile da guidare con il nuovo servosterzo a controllo elettronico, leggerissimo a basse velocità, più duro al salire dell’ago del tachimetro, e luminosa all’interno, con comandi facili e a prova di distrazione, la S80 è una stradista d’eccezione, su cui si può stare per ore senza sentire il bisogno discendere, necessità fisiologiche a parte.

DIESEL? L’unico neo, comune alla gamma Volvo sono i cambi automatici (di serie per le 6 cilindri): buoni cambi ma non al livello di perfezione raggiunto dai concorrenti. Comunque, anche la D5 abbinata all’automatico a 5 marce si muove con agilità e senza far sentire che le scorre gasolio nelle vene.

DUE TURBO Un burro la T6, anche se abbinata a un automatico a 4 marce con comando sequenziale: le due turbine svolgono un lavoro discreto, senza strappi, con tanto motore anche ai bassi regimi. Iperconfortevole anche con sospensioni tradizionali, la S80 guadagna polivalenza con le sospensioni Four-C.

PARALLELA Ancora più comoda se si seleziona "Comfort", sembra galleggiare sulle buche, la S80 diventa un poco più rigida sui rettilinei ma molto più stabile nelle curve se si seleziona "Sport": l’ammiragliona rimane ben parallela al terreno senza piegarsi su un lato anche nelle curve affrontate pensando di essere su una coupé e risente meno del beccheggio in accelerazione e, soprattutto, in frenata, distribuendo bene il peso sui due assi a tutto vantaggio di frenate brevi.


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