Autore:
Paolo Sardi

FUGA DALLA CITTA' A Wolfsburg sembra proprio vogliano portare sulla cattiva strada (nel senso dello sterrato, sia chiaro...) quasi l'intera gamma. D'altronde pare siano molti sono coloro che vorrebbero compare un Suv o una crossover per il senso di libertà che ispira ma che poi chiudono il cuore in un cassetto e staccano l'assegno per un'auto più "normale" e più gestibile nell'uso quotidiano. Proprio pensando a loro, alla Volkswagen hanno deciso di dare tante cuginette all'Audi allroad, creando una variante Cross di quasi tutti i loro modelli a catalogo.

STESSA RICETTA L'ultima in ordine di tempo è la CrossTouran, che segue in listino la Polo e la Golf, oltre alla Fox, sinora venduta però solo su mercati stranieri. Anche per la monovolume la ricetta resta quella di sempre, a base di spoiler, paraurti, passaruota e minigonne protetti da una corazza di plastica grigia per parare i colpi bassi nelle scappatelle fuori dall'asfalto. Completano le difese i listelli laterali quanto mai in carne, utili anche nei corpo a corpo della jungla d'asfalto.

OCCHIO AL DETTAGLIO In assenza della trazione integrale, se i pannelli in plastica sono il piatto forte, a fare da contorno ci sono anche leluci di coda annerite e la calandra con finitura cromata opaca. La stessa che viene poi ripresa dai mancorrenti sul tetto, in grado di sopportare pesi fino a un quintale tondo tondo, e look metallico delle modanature della plancia. Questa non è l'unica novità interna della CrossTouran, che è offerta in Italia solo in allestimento a sette posti, con la terza fila a scomparsa nel piano di carico. Un tocco esclusivo viene dai rivestimenti dei sedili sportivi, confezionati con un patchwork di tessuti tecnici, e da un volante a tre razze che ha l'unica pecca di non scendere tanto come il sedile per assecondare chi ama una posizione di guida bassa.

IN PUNTA DI PIEDI Gli interventi sull'assetto fatti dai tecnici Volkswagen non sono forse appariscenti ma alla fine sono quelli che fanno più la differenza tra la Cross e le Touran vulgaris. La modifica principale riguarda l'aumento dell'altezza minima da terra di 12 mm, ottenuto con molle e ammortizzatori ad hoc. Inedita è anche la scelta fatta a livello di misure dei pneumatici 215/50 davanti e 235/45 dietro, sempre calzati su cerchi in lega da 17" con un disegno originale a sei razze.

SU SOLIDE BASI Proprio la maggiore impronta a terra delle gomme, un leggero allargamento della carreggiata e la taratura tutt'altro che flaccida delle sospensioni azzerano quasi gli effetti dell'innalzamento del baricentro nelle svolte. La CrossTouran entra in curva senza incertezze epercorre le traiettorie in modo puntiglioso. Per vederla allargare dalla linea ideale si deve provocarla e combinarla ancor più grossa per innescare reazioni anomale della coda. In ogni caso l'Esp, offerto di serie, è sempre pronto a dare una mano ai meno esperti nelle manovre d'emergenza.

VIA DI MEZZO La versione Cross si conferma dunque a sua volta un valido compromesso tra le esigenze di guidabilità e comfort, che risulta solo appena peggiorato sia dal punto di vista acustico sia sullo sconnesso. In cambio di questo sacrifico si ottiene però un surplus di versatilità che certo non dispiacerà a chi utilizza l'auto anche come compagna nel tempo libero, contando su 695 litri di volume utile quando si viaggia in cinque, mentre in configurazione a due posti la capacità totale sale a 1.989 litri.

MEGLIO MINIMAL Come spesso accade in questi casi, la scelta migliore che si può fare è quella di una motorizzazione a gasolio, che con la sua coppia assicura un gran piacere di guida e permette di muoversi più agevolmente anche a pieno carico. Le alternative in tal senso sono due, entrambe ben note. Il più probabile best-seller della gamma è il sempreverde 1.900 TDI da 105 cv e 250 Nm. Abbinato a un cambio manuale a sei marce, porta la CrossTouran a toccare i 175 km/h con un passaggio 0-100 in 13,5 secondi e una percorrenza media di 16,1 km/litro. Con la sua erogazione lineare e corposa, esce a testa alta da ogni situazione e solo quando lo si pungola troppo con l'acceleratore borbotta con una voce un po' tonante.

CAVALLI DI RAZZA Per chi ha il palato più fine e il piede destro più pesante c'è invece il TDI da due litri in configurazione da 140 cv e 320 Nm. I cavalli in questione sono di ottima razza, capaci all'occorrenza di galoppare veloci oppure di trainare carichi pesanti. Anche qui il cambio è manuale a sei marce, manovrabile e ben scalato (ma in alternativa c'è anche robotizzato Dsg), che permette una velocità massima di 194 km/h e uno scatto 0-100 in 10,4 secondi, con una percorrenza media sempre di 16,1 km/litro.

UN CLASSICO Non è invece per il momento prevista l'importazione del TDI 2.0 da 170 cv, così come sono per ora destinati solo a mercati stranieri i due TSI 1.4 da 140 e 170 cv, tutti annunciati in un primo tempo. A tenere alta la bandiera della benzina verde provvede così solo il classico 1.600 da 102 cv e 148 Nm, non provato nell'occasione ma che non dovrebbe riservare alcuna sorpresa, confermandosi l'onesto lavoratore di sempre. Associato a un cambio a cinque marce, è accreditato di una velocità di 174 km/h, di un passaggio da 0 a 100 in 13,3 secondi e di una percorrenza media di 12 km/litro.

UNA PER TUTTI Quest'ultima versione è la meno cara, a 23.000 euro spaccati, seguita dalla 1.9 TDI DPF a 26.050 e dalla 2.0 TDI DPF a 27.575, che diventano 29.200 se si sceglie il cambio Dsg. A fare da comun denominatore a tutte c'è la stessa dotazione, che comprende, oltre al già citato Esp, il clima automatico, il computerdi bordo, i fendinebbia, la radio CD con 8 altoparlanti. Non è invece di serie (costa 700 euro) ma è degno comunque di nota il dispositivo Park Assist che, avvalendosi di sensori a ultrasuoni e di una centralina elettronica, manovra (quasi) da solo la CrossTouran inserendola in un parcheggio.


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