Autore:
Gilberto Milano

MAI A GASOLIO Strano ma vero: Chevrolet è arrivata al diesel solo da pochi mesi. Il 2.0 a gasolio appena presentato è infatti il primo della sua storia. E per una Casa generalista con ambizioni globali fa una certa impressione. Quasi un handicap per chi vuole occupare posizioni di mercato importanti, soprattutto in Europa. Tuttavia, nonostante il marchio Usa abbia corso finora con una gamba sola, è riuscito ugualmente a conquistarsi una fetta di mercato superiore a quella di Hyundai, Kia, Suzuki e quasi raggiunto Nissan. Cosa succederà adesso che ha anche le Chevrolet correranno con due gambe?

IL FATTORE D I primi effetti si sono già visti con la Captiva, l'auto della svolta, la prima vera Chevrolet dopo l'acquisto di Daewoo e relativo cambio di nome, la prima vettura a montare il nuovo motore diesel. Captiva sta dando fastidio a tutte le altre Suv di pari blasone con vendite record e una lista di attesa superiore ai tre mesi. Vedremo se lo stesso effetto il nuovo diesel lo produrrà anche su Epica, Nubira e Lacetti, altri modelli dal rapporto qualità/prezzo elevato ma finora penalizzati dalla mancanza di una versione a gasolio.

MADE IN COREA? Per tutte l'arma dell'attacco al mercato sarà la stessa: un 2.0 diesel costruito in proprio da Chevrolet su progetto iniziale della italiana VM, poi perfezionato con il contributo della ormai nota GM Powertrain, produttrice tra l'altro dei famosi motori Multijet. Un motore non molto differente da quest'ultimo, con il quale condivide alcune soluzioni tecniche, che viene costruito nel nuovo stabilimento coreano Chevrolet.

DOPPIA COPPIA Trattasi di un due litri con iniezione common-rail Bosh di seconda generazione, con pressione a 1.600 bar, e due diverse potenze: da 121 cv (88 kW) a 4.000 giri e 280 Nm di coppia massima a 2.000 giri, che dal sei maggio sarà montato su Lacetti e Nubira; da 150 cv (110 kW) a 4.000 giri con 320 Nm di coppia, sempre a 2.000 giri, che dal sei aprile sarà disponibile sulla Epica, mentre è già in listino per la Captiva.

DOPPIO TURBO Altre caratteristiche sono la testa in alluminio, lequattro valvole per cilindro e i due alberi di equilibratura. Il primo motore, quello da 121 cv, è con turbo a geometria fissa e intercooler; il secondo con turbo a geometria variabile a controllo elettronico e intercooler. Tutti hanno di serie il filtro antiparticolato autorigenerante. Ma vediamoli uno per uno come si comportano sui vari modelli.

LACETTI L'ha disegnata Giugiaro, e lo si capisce soprattutto osservandola da dietro, la sua parte migliore. Anche se le plastiche economiche e quelle tonalità di grigio che fanno sembrare nuvoloso anche un giorno di sole non le rendono giustizia, la Lacetti offre spazio in abbondanza agli ospiti come ai bagagli (275 - 1.045 litri)e, soprattutto, un ottimo prezzo in rapporto alla qualità.

SUPERACCESSORIATA Con il diesel si parte da 16.820 euro chiavi in mano per la versione SX, quella base, che comprende climatizzatore manuale, radio con lettore CD, sei casse, sedile guida regolabile in altezza con supporto lombare, volante regolabile in altezza e profondità, vano portaoggetti refrigerato e comandi audio sul volante in pelle, solo per citarne alcuni. Si arriva poi ai 18.170 della SX Leather, che ha in più i rivestimenti in pelle e il climatizzatore automatico.

ENERVIT Il nuovo 2.0 diesel le porta una vivacità inaspettata. I 121 Cv sono una sferzata di energia che la trasformano in una vettura interessante anche per chi chiede prestazioni a una compatta da città. La Lacetti diventa scattante e divertente, come dimostrano i 9,8 secondi nel 0-100 km/h e la velocità massima di 186 km/h. Scattante nel traffico cittadino e veloce nei trasferimenti autostradali. Con consumi più che interessanti per un 2.0 visto che la Casa dichiara percorrenze medie di 17,5 km con un litro di gasolio. La coppia elevata (280 Nm a 2.000 giri) la rende sempre pronta allo scatto, e anche da 1.800 giri in quinta basta una pressione sul pedale destro per ridarle vigore.

A TUTTO GAS Un motore equilibrato e veloce, perfetto per questa vettura. Anche se non è il caso di cimentarsi con stili di guida troppo brillanti:le sospensioni morbide, che aiutano a sopportare comodamente le asperità stradali, diventano poco adatte ad affrontare percorsi misti con troppa disinvoltura. Resta un'auto maneggevole, con uno sterzo leggero e un ottimo cambio. Persino silenziosa, tranne che alle velocità più elevate dove i fruscii aerodinamici rovinano un pochino le sonorità all'interno, fino ad allora ben contenute in limiti accettabilissimi.

NUBIRA SW Anche lei ha sotto il cofano il 2.0 D da 121 cv. Peso maggiore e dimensioni più ampie influiscono però sul rendimento del due litri a gasolio rispetto alla Lacetti. Silenziosa, dotata di un ottimo cambio, è molto pronta ai bassi regimi, con il top della coppia disponibile a 2.000 giri, e più pigra quando si arriva a quota 4.000. Nel 0-100 spunta comunque un valore inferiore ai 10 secondi (9,8 per l'esattezza) e una velocità massima di 186 km/h, più che sufficienti per muoversi con brillantezza in città e anche per affrontare viaggi di lungo raggio.

QUALITÀ/PREZZO La rapportatura delle marce vede le prime due molto corte e una terza ideale per i percorsi misti. La quarta è molto lunga, mentre la quinta è quasi esclusivamente da autostrada. Argomenti che le consentono di risparmiare molto sui consumi, grazie ai quali la Nubira può vantare una percorrenza media di 16,6 km per litro di gasolio. Prezzi da 18.550 euro chiavi in mano per la SX (senza cruise control, controllo della trazione, lettore CD, servosterzo ad azione progressiva e senza sedili in pelle) mentre per la versione completa di tutto si sale a 20.200 euro.

La Nubira SW ha una linea gradevole, non corrisposta però dagli interni, ancora di gusto asiatico nonostante l'allestimento sia completo di ABS con EDB, cinture anteriori con pretensionatore, volante regolabile in altezza e profondità, climatizzatore automatico, radio con lettore CD, vano portaoggetti refrigerato, fendinebbia, retrovisori elettrici e barre portatutto sul tetto. Non manca lo spazio interno, sia per gli ospiti sia per i bagagli (400 - 1.410 litri).

EPICA La più timida delle ammiraglie adotta lo stesso due litri di Lacetti e Nubira con la differenza che il 2.0 litri a gasolio ha una potenza portata a 150 cv. E trenta cavalli in più si sentono, anche se la vettura ha un peso e dimensioni di rispetto: 4,8 metri di lunghezza, 1,8 di larghezza e 1.345 kg di peso. La Epica diventa particolarmente interessante, non solo per le sue prestazioni (9,7 secondi nel 0-100; 200 km/h di velocità massima; 16,4 km/l di percorrenza media) ma anche per la qualità della vita a bordo in rapporto al prezzo.

MISS ITALIA Molto curata nelle finiture, è dotata di plastiche di qualità, di un design interno pulito e razionale come quello di alcune tedesche di classe media. Il look ricorderà un po' questo e un po' quel modello senza prendere una fisionomia definita e personale, ma se l'understatement è il vostro credo da oggi non potrete prescindere dal metterla nel paniere delle candidate al titolo di preferita.

SCELTA UNICA Silenziosa come poche, confortevole e spaziosa, tra l'altro con un bagagliaio da familiare (480 litri), la Epica con il nuovo diesel punta dritta dritta alla clientela delle tedesche generaliste. A un prezzo che rischia di creare non poche difficoltà al momento della decisione finale: 25.500 euro chiavi in mano. Proposta in un unico allestimento, dispone di sei airbag, controllo di trazione, climatizzatore automatico, interni in pelle, cerchi in lega da 17", hi-fi compatibile MP3 con otto casse, caricatore per sei CD, comandi al volante,cruise control, fendinebbia, sedile guida regolabile elettricamente, sensori di parcheggio, servosterzo ad azione progressiva e cambio automatico (1.500 euro).

CAMBIA DA SOLA La Epica ha doti di guida e di tenuta che consentono di affrontare anche percorsi tortuosi in piena sicurezza. La coppia sostanziosa (320 Nm a 2.000 giri) è già disponibile a livelli elevati sin dai 1600 giri, rendendo tutto più facile, sia nel traffico cittadino dove la Epica si dimostra facile da guidare e scattante, sia nei percorsi autostradali da affrontare a velocità di crociera elevate. Consigliato il cambio automatico a chi non vuole stress, ma anche a chi non trascura di sfruttare le doti di guida della Epica quando la strada lo consente. Nella funzione manuale non sono consentite scalate sopra i 2.000 giri, in compenso però tiene le marce fino al limite consentendo di sfruttarle al massimo.

CAPTIVA E' la sorpresa del momento, con una lista d'attesa di mesi per averla e un forum (il nostro) molto vivace, come capita con le vetture più desiderate. Originale nel look, un misto di sportività ed eleganza ben proporzionati, è il modello che rappresenta la svolta stilistica Chevrolet dopo l'annessione della Daewoo da parte della GM. Ma è anche statala prima Chevrolet a disporre del nuovo 2.0 diesel da 150 cv.

SETTE POSTI I 1.585 chili da spostare non sono pochi ( è pur sempre un'auto da sette posti) e a prima vista il 2.0 a gasolio sembrerebbe non adatto per una vettura dalla corporatura massiccia. Una volta al volante l'impressione di pesantezza però scompare quasi subito, con la Captiva chescatta agile e pronta nel traffico, alimentando atteggiamenti al limite della prepotenza, come spesso capita con i padroni di questi mezzi. Ci si muove con leggerezza, ben alti sulla testa degli altri, in un ambiente non così silenzioso come sulle sorelle minori, ma accettabile.

NIENTE BOLLORI Anche in autostrada il 2.0 litri a gasolio fa la sua parte, e i 150 cv a disposizione sono sufficienti a cavarsi d'impiccio nei sorpassi più complicati. I consumi sono contenuti, ma per arrivare a quelli dichiarati dalla Casa (13 km/l) ci si deve imporre un comportamento supercontrollato, senza cedere a passioni, nemmeno momentanee. Contenendo i bollori si riescono a percorre fino a 855 chilometri con un pieno, risparmiando quasi 500 euro l'anno rispetto alla Captiva a benzina su una percorrenza di 20.000 km. Se invece si guida spensierati nei limiti del Codice la percorrenza media scende intorno ai 10-11 km/l.