Prova su strada
Seat Toledo 2005

Seat Toledo 2005

La Toledo? Dimenticatela. Acqua passata. La terza edizione stravolge la tradizione e getta le basi per un nuovo concetto di berlina: più spaziosa e più alta, senza rinunciare ai tre volumi.
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Autore:
Gilberto Milano

COM'E' "Famola strana". Deve aver detto così Walter de’ Silva, responsabile dello stile Seat, Audi e Lamborghini, quando ha dato le dritte ai suoi più stretti collaboratori impegnati nel progetto nuova Toledo. Una bella citazione del comico e regista romano Carlo Verdone, giusto per chiarire le idee a tutti. Perché tutto si può dire della nuova Toledo, ma non che non sia una novità forte nel panorama automobilistico attuale. Niente a che vedere con il modello che sostituisce: ottima auto, ma quanto a personalità… La nuova Toledo è tutta un’altra musica, con buona pace per i vecchi clienti e le tradizioni della Casa.  

NUOVE TENDENZE Il problema piuttosto è definire di cosa si tratti. Detta molto banalmente è una Altea con un accenno di coda. Detta con parole Seat, è una tre volumi moderna, una vettura che "ridefinisce il concetto classico di berlina". Tesi suggestiva, che unisce in un modello il comfort di una monovolume con lo spazio per i bagagli di una limousine a tre volumi.

NOBILI PRECEDENTI Filosofia in realtà già sposata senza grande successo dalla Renault Vel Satis, a cui la new Toledo sembra involontariamente ispirarsi (quando nel 2002 uscì la Vel Satis, il progetto Toledo era già avviato). Una berlina leggermente più alta della media, con un bagagliaio che dà l’impressione di un terzo volume, un look sportivo e prestazioni da togliere qualche prurito al piede destro appena possibile. Un’auto originale che dovrebbe sedurre i giovani papà e le giovani famiglie, nonché i giovani sportivi desiderosi di muoversi con amici e attrezzature più o meno ingombranti al seguito. 

STESSA FACCIA

Strana nella sostanza, ma non nella pratica. A partire dal muso, per proseguire a quasi tutta la fiancata e finire poco prima del portellone, la nuova Toledo è esattamente identica all’Altea: faccia aggressiva, una bella calandrona con la S di Seat ben in evidenza, grosse prese d’aria che non lasciano dubbi sul carattere, e la fiancata nervosa con il motivo a onda sulle ruote anteriori, tipico di tutte le nuove Seat.

SEDERE NUOVO

La novità è tutta in quella sporgenza del portellone. Un gobbone che spunta da sotto il lunotto e cambia letteralmente i connotati all’Altea. Complice anche un montante posteriore nuovo e un lunotto che avvolge tutta la coda. Il vantaggio pratico sono 90 litri in più a disposizione per i bagagli, una soluzione che dovrebbe fare la differenza con l’Altea nelle motivazioni d’acquisto.

PIU’ SPAZIO

I litri complessivi passano così a 500 (sono 410 nella Altea) e diventano 1440 con i sedili posteriori ribaltati. Normalmente il bagagliaio è a doppio fondo, ma se si opta per il kit di riparazione se ne può guadagnare ancora un po' rinunciando alla ruota di scorta. La lunghezza superiore (446 cm contro i 428 cm della Altea) va tutta e beneficio dello spazio bagagli, mentre restano invariate le altre misure: 177 cm di larghezza e 157 di altezza.

QUASI UNA TEDESCA

Anche dentro nulla cambia rispetto alla Altea: plastiche nere, materiale finto carbonio sulla plancia e plastica finto alluminio a fare da cornice ai tre strumenti circolari dietro il volante multifunzionale. Uno stile razionale e fin troppo formale che si capisce ispirato dal padrone di Casa (tedesco). Ottimi tessuti e una qualità complessiva di livello superiore completano l’opera.

ORDINATA Si viaggia in quattro, uno per poltrona,

mentre sullo strapuntino centrale potrebbe trovare posto un bambino o un ospite imprevisto. Per mantenere ordine non mancano vani portaoggetti un po’ ovunque, con due portanbicchieri sulla consolle centrale e un cassetto sotto ogni sedile anteriore. Nel bracciolo anteriore c’è anche un doppio fondo per alloggiare CD o altri piccoli oggetti. Accendisigari, interruttore per la disattivazione dell’Esp e bloccaporte sono invece sul tunnel centrale.

DUE PIU’ DUE

Quattro i motori disponibili al lancio: due a benzina e due diesel, tutti ispirati al carattere sportivo della Toledo. Per i benzina si va dal 2.0 FSI da 150 cv (110 kw) capace di accelerare da zero a 100 km/h in soli 9,7 secondi e di raggiungere una velocità massima di 206 km/h, al 1.6 da 102 cv (75 kW) che impiega 12,9 sec. nell’accelerazione 0-100km/h capace di una velocità massima di 181 km/h.

DIESEL

Per i due a gasolio al top c’è il 2.0 TDI da 140 cv (103 kW), con una velocità massima di 201 km/h e un tempo di accelerazione nel 0-100 di 10 secondi netti. Prestante anche la coppia massima: 320 Nm disponibili sin da 1750 giri. Leggermente più tranquillo il 1.9 TDI da 105 cv (77 kW), capace di raggiungere i 183 km/h e di accelerare in 12,4 sec da zero fino a 100 km/h. Entrambi utilizzano la tecnologia a iniettori pompa, con turbo e intercooler.

CONTROLLI

Quanto alla tecnica costruttiva, ritroviamo l’ottimo telaio della nuova Skoda Octavia, un sistema di sospensioni anteriori di tipo McPherson, retrotreno multilink, lo sterzo elettromeccanico con correzione automatica nei rettilinei o in presenza di forte vento laterale, oltre che una serie completa di sistemi di sicurezza. Compreso il poggiapiedi attivo che riduce il pericolo di lesioni alla caviglia, ai sei airbag di serie, a tutti gli altri sistemi elettronici come il controllo di trazione TCS di ultima generazione e il controllo di stabilità ESP (quest’ultimo disponibile solo a pagamento). Tra le novità di rilievo l’introduzione su una vettura media della tecnologia Bluetooth e del lettore MP3.

CAMBI

Le due versioni base, diesel e benzina, sono abbinate di serie a un cambio a cinque rapporti, mentre per le due più potenti (2.0 FSI e TDI) la scelta è caduta su un cambio a sei rapporti. In più su queste ultime è offerto in opzione il cambio Tiptronic a sei rapporti (solo per la FSI) e per la TDI il moderno DSG a sei rapporti, combinazione di due cambi a tre rapporti e due frizioni multidisco che lavorano in alternanza a tutto vantaggio della velcotà di cambiata.

QUATTRO ALLESTIMENTI

Reference quello base, quindi Sport e Sport-up i più caratterizzati e Stylance se si cerca più lusso. Di base l’allestimento di serie prevede climatizzatore, cerchi da 16", alzacristalli elettrici, retrovisori regolabili elettricamente, chiusura centralizzata con telecomando, radio leettore CD con otto altoparlanti, comadi sul volante e bagagliaio a doppio fondo.

OPTIONAL

Per tutti, a pagamento ci sono i comandi a voce Bluetooth, il lettore MP3, sistema di navigazione con schermo a colori da 6,5", il regolatore di velocità, sensori posteriori di parcheggio, tetto in cristallo con apertura elettrica, sedile passeggero regolabile in altezza, pacchetto fumatori, ruota di scorta full-size.

PREZZI

Siamo nella media della categoria. Si passa dai 18.800 euro della versione di ingresso (1.6 benzina Reference) ai 25.350 euro della 2.0 TDI con cambio DSG in allestimento Stylance. Non sono previste per il momento pacchetti Sport.

COME VA

Strana è strana. Da lontano pensi a una monovolume, ma da vicino cambia tutto. Quella coda è traditrice e le dimensioni esterne non aiutano a chiarirsi le idee. L’altezza, per esempio, non è da MPV classica. E’ alta come una Fiat Stilo Wagon, meno di una Renault Scénic e solo sei centimetri in più di una Peugeot 307. Viene subito in mente la Vel Satis, anche lei ambigua e difficile da giudicare. Però intriga, incuriosisce e si lascia guardare. Se serve più spazio, i sedili si ribaltano con una semplicità rarissima liberando un volume adatto ai piccoli traslochi da week end, alle razzie ai mercatini di mobili vecchi o dal contadino di fiducia.

PREGI E DIFETTI

Come nell’Altea, il comfort dei sedili è elevato, anche nelle versioni più sportive. E dietro persino gli spilungoni di turno riescono ad accavallare le gambe senza contorcersi. Il sedile pilota è regolabile in altezza, il volante in altezza e in profondità, e le finiture di buon livello. Restano però anche i piccoli peccatucci che avevano caratterizzato la primogenita (il prossimo anno ci sarà anche una terzogenita ancora più sportiva, identica alla concept Salsa, ndr): ridotta visibilità posteriore e i dei due grossi montanti anteriori che chiudono la visuale nelle curve più strette. Poca cosa rispetto alle qualità della Toledo/Altea: dalla tenuta di strada superba, alla buona insonorizzazione anche nelle versioni diesel, alla scelta dei motori adeguata al modello.

2.0 TDI

E’ il miglior compromesso prestazioni/consumi. Se serve è veloce, mentre in città si apprezzano le sue doti di elasticità e scatto. Di serie è abbinato con un cambio a sei marce a rapporti piuttosto lunghi, particolarmente adatto agli spostamenti cittadini. La sesta è di risparmio, da viaggi autostradali a velocità di crociera sostenute. Se il budget di spesa lo consente, la 2.0 TDI sarebbe da scegliere con il cambio automatico DSG, una vera chicca tecnologica che non mancherà di restituire il surplus di spesa con soddisfazioni di guida inaspettate: cambi marcia veloci e pronti difficili da percepire anche alle basse velocità. Quanto ai consumi, la scheda tecnica parla di una media di 17,2 km/litro di gasolio.

1.9 TDI E’ la scelta migliore per chi è più attento ai consumi ma non vuole rinunciare allo spirito sportivo della Toledo. Consigliata per chi pensa di farne un uso prevalentemente cittadino ed evita i duelli in terza corsia autostradale. La prontezza non si discute, e in più se vi sta antipatico il benzinaio potete fare a meno di incontralo per molto tempo: sono 18,5 i km/l consumati in media.

2.0 FSI La più prestante di tutte, un vero piacere per chi ama la bella guida. E’ disponibile anche con il cambio Tiptronic, ma se ci si vuole davvero divertire non c’è alternativa al manuale. In città è una motorizzazione che ha poco senso, fuori invece il divertimento è garantito. Accelera con una progressione sorprendente, che riempie di soddisfazione anche chi sa di dover pagare questo sfizio con un consumo cittadino di 7,8 km/l e una media di 12,2 km/l.

1.6

Il rombo è molto prestante, poi però, quando si chiede di dimostrare con i fatti quanto promette mostra i limiti di una cilindrata che non riesce a dare molte "emocion". La vera ragione d’acquisto è il prezzo, il più basso del listino Toledo, che unito a un consumo medio di 13 km/l potrebbe rappresentare la scelta giusta per chi sa di non percorrere molti chilometri durante l’anno.

TAGS: seat toledo 2005

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