Autore:
Paolo Sardi


DI NOME E DI FATTO Certe volte i pubblicitari le sparano proprio grosse. Altre volte bisogna però riconoscere loro la capacità di creare slogan di rara efficacia. Un esempio emblematico viene dallo spot della Peugeot 206, cui nessuna altra definizione potrebbe calzare meglio di quella di "enfant terrible". Un nomignolo che suona azzeccato soprattutto per la più sportiva e spregiudicata di famiglia, la RC.

A VITA BASSA Che questa francesina sia un vero peperino si coglie sin dal primo sguardo. Un alettoncino sul tetto a fare da ciuffo impertinente, minigonne e spoiler "a vita bassa" come impone l'ultima moda sono solo la proverbiale punta dell'iceberg. A completare degnamente il quadro provvedono anche i cerchi oversize, il terminale di scarico che sembra una doppietta pronta far fuoco e il tappo del serbatoio di foggia aeronautica.


SEMPREVERDE Un simile potpourri non sarà il massimo dell'eleganza e della sobrietà ma non stona affatto nella linea della 206, che si mantiene sempre giovanile e sbarazzina nonostante l'età che avanza. Nell'abitacolo la connotazione sportiva è se possibile ancora più forte. I sedili sembrano presi in prestito dal magazzino ricambi della squadra corse, come pure la terna dei pedali e il pomello del cambio, tutti realizzati in alluminio (a proposito, il pomello lasciato al sole diventa bollente: roba da tenere nel cassettino un guantone da forno...). A fare da contorno ci sono anche dettagli in simil-carbonio e rivestimenti con in pelle e alcantara.

ATTAPIRATO Il colpo d'occhio è appagante ma una volta accomodati sul sedile, è difficile nascondere un po' di delusione. A causare l'attapiramento è soprattutto il volante. Anche provando tutte le regolazioni possibili, non c'è verso di fargli assumere una posizione corretta, con la corona che resta irrimediabilmente troppo orizzontale. Pure lo schienale non si regola alla perfezione ma alla fine dei conti chi guida non deve neanche fare 'sti grandi sacrifici, a parte un po' di stretching al collo per capire esattamente quali sono gli esatti ingombri in manovra.


THE VOICE Per scordarsi di tutto basta comunque girare la chiave di avviamento e mettersi in ascolto del motore, cuore e anima della RC. La sua è una voce è di quelle da fare invidia a una rockstar, con toni caldi e profondi e acuti squillanti. Nonostante la sua dichiarata vocazione sportiva, la 206 RC se la cava benino anche nell'uso quotidiano, nel più noioso dei tragitti casa-ufficio o magari con i seggiolini dei bimbi sul divano posteriore e la spesa nel bagagliaio.

A PIENI POLMONI In particolare, stupisce sin dai primi metri per la spinta fluida e regolare che sfodera dai regimi più bassi. Riprendere in quinta da meno di mille giri è più facile di quanto si possa immaginare, senza che vi siano incertezze o singhiozzi. Il merito va alla fasatura variabile delle valvole e alla farfalla a comando elettronico che fanno respirare il motore sempre a pieni polmoni.


SU DI GIRI Il meglio viene comunque fuori quando il motore gira sopra quota 4.000. Con un do di petto rabbioso la lancetta del contagiri schizza verso la zona rossa e la 206 cambia passo, facendo capire che nelle sue vene scorre il sangue di una rallista. A questo punto è sufficiente giocare con il cambio, rapido e preciso, per tenere il motore su di giri e per mettere in serio imbarazzo anche sportive di grido.

UN COMPASSO Il telaio e le sospensioni (tarate sul rigidino), d'altro canto, infondono un gran senso di sicurezza in condizioni normali e permettono di togliersi delle gran belle soddisfazioni al limite, specialmente se si adotta uno stile pulito e preciso. La RC entra in traiettoria rapida come un fulmine, tanto nelle svolte lente quanto in quelle veloci. La tenuta di strada è elevatissima, limitata solo dalla naturale tendenza ad allargare di muso quando ci si accanisce sull'acceleratore in uscita di curva.


CARNEVALE DI RIO Se ha il piede pesante e si preferisce tenere il tasso di adrenalina sotto il livello di guardia, il consiglio è comunque quello di lasciare sempre inserito l'Esp. Quando infatti si esagera e si guida sporco, questa 206 sculetta allegra, neanche fosse una brasiliana che sfila per il Sambodromo di Rio. In questi casi il controllo della stabilità risparmia al pilota correzioni impegantive e riporta tempestivamente la 206 sulla retta via.

CI VUOLE PELO Se invece si ha una discreta quantità di pelo sullo stomaco, si può staccare tutto e cercare di emulare gli idoli delle corse, avendo però l'accortezza di dare sfogo alla propria libido lontano da luoghi pubblici. Le prestazioni della RC sono infatti di tutto rispetto e in men che non si dica ci si ritrova a viaggiare ben oltre i limiti del Codice. Il tutto senza  quasi accorgersene: le reazioni sono sempre sincere e solo oltre i 180 km/h si nota un lieve alleggerimento dello sterzo...


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