Prova su strada
Ford Focus ST 170

Ford Focus ST 170

Compatta per la famiglia riveduta e corretta. Rimane compatta, rimane per la famiglia, ma quando i bimbi scendono e scende - se non ama la velocità - pure la mamma, c'è da mettersi guanti e casco. Non esagera, non frantuma record, ma diverte ed emoziona. ST: due letterine di cui sentiremo parlare spesso.
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Autore:
Ronny Mengo
STRATEGIE Prendere i propri modelli e anabollizzarli. Un tuning di classe, fatto di numeri e sostanza, poche esibizioni, molto carisma. In Ford hanno capito che la strategia non può che dare buoni frutti e Capito se lo sono accaparrati, giusto appunto per maneggiare le redini del progetto chiamato ST.

VOLTI NUOVI

Trattasi di mister Jost Capito, ing con il pallino della velocità che tra una Parigi-Dakar e l’altra – una l’ha pure vinta, nella categoria camion, a bordo di un Mercedes Unimog – si è creato un curriculum fatto di nomi pesanti: Bmw Motorsport, Porsche, fino all’approdo in Formula 1 in qualità di direttore generale del team Sauber Petronas. Quindi la recente sfida: rinvigorire lo SVE (Special Vehicle Enginering), struttura Ford nata nel 1980 e con due nomi al capitolo prodotti finiti, Sierra Cosworth ed Escort RS Cosworth.

SORELLE CATTIVE

Sfida che presenta ora le prime due realizzazioni: Focus e Mondeo, entrambe marchiate ST, ossia "Sport Tecnologies", la nuova gamma di derivativi prestazionali dell’Ovale Blu. ST 170 è il nome di battesimo completo della versione cattiva della Focus, quella che traghetterà fino alla versione indemoniata, quella RS (Rally Sport) in arrivo entro fine anno con i suoi 220 cavalli e molto di più.

TOCCHI DI MATITA

I dettagli estetici sono quelli che ci si aspetta di trovare in questi casi, che incattiviscono, alzano il labbro superiore per far vedere i canini. Sono la griglia centrale più vistosa come quella inferiore, i cerchi in lega da diciassette pollici e il disegno a quindici razze, ricoperti da Continental ribassati, i nuovi gruppi ottici (di serie i fari allo xeno) che integrano l’indicatore di direzione, le protezioni laterali in tinta con la carrozzeria, il tutto sia per la tre sia per la cinque porte.

ABITACOLO SPORTIVO

Dentro continua la filosofia con il cruscotto rivisto – rifiniture argento e strumenti elettroluminescenti – sedili Recaro avvolgenti e in pelle, oltre a essere regolabili elettricamente in sei posizioni, pedaliera in alluminio con supporti in gomma e metallo anche per la leva del cambio, il freno a mano, le maniglie e la parte inferiore delle portiere.

MOTORE POMPATO

La faccia cattiva dell’auto più venduta al mondo – titolo acciuffato dalla Focus per due anni di fila, il 2000 e il 2001 – nasconde sotto il cofano il Duratec 2.0 litri potenziato a dovere: quattro cilindri in linea, sedici valvole e una potenza massima di 173 cavalli (127 kW) a 7000 giri al minuto con una coppia di 196 Nm a 5500 giri/min. Sarebbe a dire 215 orari di velocità massima e 8,2 secondi per accelerare da zero a cento. Il cambio è il manuale Getrag a sei rapporti ravvicinati, con due alberi di rinvio che garantiscono dimensioni e peso compatti.

PREZZO

Le modifiche dalla versione "borghese" continuano con un assetto degno di tale nome. Ci sono molle a maggior taratura (sono più rigide del 10 per cento sia davanti sia dietro) e ammortizzatori – con uno stelo di diametro più grande - specificamente calibrati. La Focus ST 170 sarà disponibile da fine maggio a 26.000 Euro. Ci sarà anche una formula leasing che prevede il 30 per cento di acconto, 550 Euro al mese per trenta mesi (compresi assicurazione incendio e furto, manutenzione e garanzia) e la possibilità quindi di cambiare auto all’interno del gruppo Ford o riscattare la vettura.

COME VA

Il rumorino è metallico, roco, crea l’ambiente ai bassi regimi e tuona nei pressi della zona rossa. Il due litri spinge sempre, progressivo, senza stacchi netti, fino ai 7200 giri – degli educati colpetti di tosse segnalano poi l’intervento del limitatore a quota 7350 giri/min –: è la sua indole, tanto che anche in quinta a 1500 giri, schiacciando il gas con decisione, si avverte un accenno di balzo in avanti.

CI PENSA LEI

ll controllo elettronico della stabilità (ESP) c’è ma non si sente, il che non può che essere positivo. La mano tecnologica amica, infatti, è frutto di un minuzioso lavoro dei tecnici Ford, impegnati nel rendere meno invasivo possibile l’ausilio elettronico. E così è. Decidendo per una guida allegra, su tornanti di montagna, rapidi sali-scendi e misti veloci, l’ST dà addirittura l’impressione di essere dei bravi piloti, cosa che la modestia non potrà mai ammettere. È giusto la lucina arancione che si illumina dal cruscotto a dare notizie dell’inserimento: la guida rimane fluida, non viene mai tagliata in modo eccessivo la potenza o frenata con decisione una ruota. Ritocchi, quelli sì.

DA ISCRIVERSI AI RALLY

E la sorpresa arriva quando si disinserisce – premendo il pulsante sulla consolle centrale – e la vettura continua ad avere un comportamento praticamente ineccepibile. Una volta presa la giusta confidenza, la buttiamo in curva senza troppe timidezze, ottenendo esattamente la traiettoria che decidiamo di seguire: il retrotreno non si scompone mai, nemmeno rilasciando il gas nei curvoni veloci, e quando tende a farlo – ad esempio pestando il freno in entrata – si ricompone in un attimo, senza far spettinare i capelli.

SIGNOR CAMBIO

Anche ai rapporti ravvicinati del cambio a sei marce bisogna abituarsi, questione di pochi minuti. Gli innesti sono secchi ma precisi e non incappano mai in una incertezza, non quando lo si "maltratta" nelle staccate cattive, tantomeno quando lo si accarezza a passeggio. La fluidità spicca quando si opta per la prima nei tornantoni in salita, quando cioè i deliri di onnipotenza rallistici toccano il loro apice. Lo sterzo è diretto, quasi leggero, sempre funzionale.

UN PO’ E UN PO’

L’assetto non è eccessivamente rigido, tanto da non accusare le asperità del terreno anzi, risultando un buon compromesso tra comfort e tenuta di strada. I sedili avvolgenti aiutano a godersi i cambi di traiettoria in cui da ST si dimostra perfettamente a suo agio, forse non dimenticando la parentela con la WRC di tale Colin McRae.

DIFETTUCCIO

L’impianto frenante è invece migliorabile. La risposta non immediata del pedale consente di modularne la forza, ma l’affaticamento dovrebbe essere minore e, vista la categoria di vettura, non guasterebbe neppure una frenata più decisa e corposa.

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